Il primo carabiniere entrato nella villetta:
«Arianna ed Enrico erano sul divano,
ho detto di non muoversi
e ho girato un video»

OMICIDIO DI ROSINA - In udienza la testimonianzia di Giuliano Faraoni in servizio alla stazione di Montecassiano. Ha filmato il ritrovamento del corpo della 78enne prima dell'arrivo del 118 in modo da preservare la scena del crimine. Oggi le immagini sono state mostrate in aula al processo di Corte d'assise. Gli imputati hanno guardato senza mostrare reazioni
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I rilievi dei carabinieri alla villetta

 

di Gianluca Ginella

In aula al processo per l’omicidio di Rosina Carsetti il racconto del carabiniere che per primo è entrato nella viletta di via Pertini, a Montecassiano, dove la 78enne è stata uccisa il 24 dicembre del 2020. Il militare, Giuliano Faraoni, in servizio a Montecassiano, ha anche fatto un paio di video in cui si vede Rosina (in uno c’è il ritrovamento del cadavere ed è stato importante perché ha mostrato la scena prima dell’arrivo del 118). Immagini forti che sono state mostrate in aula oggi nel corso del processo che si sta svolgendo davanti alla Corte d’assise di Macerata e in cui sono imputati la figlia di Rosina, Arianna Orazi, il marito, Enrico Orazi, e il nipote, Enea Simonetti che sono accusati di concorso in omicidio volontario. Oggi si è aperto il dibattimento e sono stati sentiti sei testimoni tra i carabinieri che si sono occupati delle indagini e il medico del 118 che cercò di rianimare Rosina (leggi l’articolo).

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L’interno della villetta

Il primo a entrare nella villetta, dopo il delitto, è stato un carabiniere in servizio alla stazione di Montecassiano, Giuliano Faraoni, pochi minuti dopo seguito dal collega Pasquale Clemente (entrambi sono stati sentiti oggi in udienza). Faraoni quel 24 dicembre si trovava con il collega e avevano appena finito il giro di pattugliamento ed erano rientrati in caserma. Si stavano occupando di scaricare l’auto di servizio quando avevano sentito il comandante della stazione esclamare qualcosa. Aveva appena ricevuto la notizia che c’era stata una rapina e una donna è morta. Questa la prima informazione che poi si sarebbe rivelata non vera ma montata dagli indagati per sviare le indagini.

Il militare si è messo in auto insieme al collega, Pasquale Clemente, ed è stato il primo ad entrare nella villetta, mentre il collega lo ha raggiunto qualche minuto dopo perché si stava occupando di sistemare il materiale che avevano appena ricaricato in auto (si trattava delle armi) che non poteva lasciare sul sedile. Faraoni ha trovato ad attendere davanti casa un ragazzo, Enea Orazi.

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Enea Simonetti all’arrivo in tribunale oggi per l’udienza

«Quando sono sceso dall’auto – ha detto Faraoni – il ragazzo mi ha condotto nel garage adibito a tavernetta e quando sono entrato ho trovato seduti una donna e un anziano sul divano (Arianna ed Enrico Orazi, ndr). Erano le 19,56 (dunque 9 minuti dopo la chiamata di Arianna al 112, fatta alle 19,47, ndr). Si sono alzati e ho acceso il registratore del cellulare. La donna mi ha riferito quello che era successo, ho detto di sedersi e non toccare nulla e al ragazzo di accompagnarmi di sopra. Ho visto la donna anziana a terra, siamo tornati sulla soglia del cucinotto e ho chiesto al ragazzo cos’era successo. Lui brevemente mi ha spiegato la sua versione (all’inizio gli indagati avevano parlato di una rapina e di un uomo che era entrato in casa e aveva ucciso la 78enne, ndr). Poi ho iniziato a sentire le sirene del 118 e mi sono preoccupato di fare una video registrazione della donna a terra sapendo che arrivando i sanitari avrebbero spostato tutto». A questo punto sono stati mostrati i video in udienza. Si vede Rosina a terra con la testa poggiata contro una parete della cucina, sotto una finestra con la testa china verso destra, sopra la spalla, le gambe allungate verso il centro dove c’era il tavolo. Poi un altro video quello in cui si vedono gli operatori del 118 che cercano di salvare la vita a Rosina praticando il massaggio cardiaco. Una operazione che durerà una ventina di minuti. Poi alle 20,24 viene dichiarata la morte. I tre imputati hanno osservato la scena senza mostrare reazioni. Il carabiniere ha inoltre riferito che quando è entrato in casa «Arianna singhiozzava, Enea no, non ho visto lacrime o pianti ma era agitato. Enrico l’ho visto poco, mi ricordo più le espressioni di Arianna ed Enea». L’appuntato Pasquale Clemente ha detto di aver fatto«un giro di tutta la casa, eravamo intervenuti per una rapina e così ho controllato tutti i locali. Al secondo piano era tutto in ordine, in mansarda invece era stato messo tutto a soqquadro».

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Arianna Orazi oggi in tribunale

 

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