Parte il processo di Rosina,
Arianna non sarà presente in aula
per casi Covid a Villa Fastiggi

MONTECASSIANO - Domani la prima udienza per il delitto della 78enne uccisa il 24 dicembre 2020. La figlia Arianna si trova nel carcere di Pesaro dove alcune detenute sono risultate positive e ha annunciato di rinunciare a partecipare
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Nella colonna centrale Enea Simonetti e la mamma Arianna Orazi. Nella prima colonna i carabinieri al lavoro alla villetta di Montecassiano e in basso gli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli. Nella terza colonna i carabinieri alla villetta di Montecassiano e in basso Enrico Orazi

Omicidio di Rosina Carsetti, domani parte il processo in Corte d’assise. La prima udienza dovrà fare i conti con il Covid: nel carcere di Villa Fastiggi, a Pesaro, dove si trova una degli imputati, Arianna Orazi, ci sono stati dei casi. Arianna non ci sarà domani ma l’udienza dovrebbe svolgersi ugualmente.

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A sinistra il magistrato Vincenzo Carusi durante le indagini a Montecassiano

Tre le persone sotto accusa per omicidio volontario. Oltre ad Arianna Orazi, la figlia di Rosina, ci sono il nipote Enea Simonetti (pure lui in carcere) e il marito della 78enne, Enrico Orazi.

Era il pomeriggio del 24 dicembre del 2020 e Rosina si trovava nella sua villetta di Montecassiano. L’anziana è stata uccisa tra le 16 e le 17, secondo quanto sin qui emerso. Un delitto, secondo la procura di Macerata, che sarebbe maturato dalle tensioni che si erano create in famiglia dopo che Arianna ed Enea erano andati ad abitare nella villetta. Il processo dovrà chiarire cosa sia accaduto quel giorno, e chi abbia materialmente ucciso l’anziana (che era stata soffocata). Per la procura si tratterebbe di un delitto premeditato, questo in base ad una conversazione tra Arianna e il figlio, per errore non cancellata, in cui la donna parlava di un piano.

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Rosina Carsetti

Per gli inquirenti comunque il ruolo di Enrico Orazi sarebbe stato marginale. Per settimane gli indagati avevano sostenuto che l’anziana era stata uccisa da un ladro che era entrato nella loro abitazione. Tesi che gli inquirenti hanno però smentito in base anche alle intercettazioni ambientali in cui si sente Arianna dire frasi come «avremmo dovuto lasciare delle impronte anche nel giardino». Da subito la tesi del ladro era apparsa strana anche per un dettaglio: i cani della famiglia non erano stati sentiti abbaiare.

A difendere gli imputati sono gli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli (per Arianna ed Enea) e il legale Barbara Vecchioli (che assiste Enrico). L’avvocato Netti fa sapere che Arianna ha comunicato la rinuncia a presenziare all’udienza. L’accusa sarà sostenuta dal pm Vincenzo Carusi. La Corte d’assise sarà presieduta dal giudice Andrea Belli, affiancato dal giudice Daniele Bellesi.

(Gian. Gin.)

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