«Pacchetto sisma nel decreto semplificazione,
ci sarà un lavoro costante»

TERREMOTO - La senatrice Stefania Pezzopane lo ha detto nel corso dell'incontro organizzato online dalla Cna. L'onorevole Morgoni: «Servono misure durature per dare sicurezza a chi è rimasto e a chi vorrebbe investire in quei territori»
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Stefania Pezzopane

 

di Monia Orazi

«Dalle intese con il governo il pacchetto di emendamenti sisma relativi alla semplificazione finirà nel decreto semplificazione, il resto nel decreto cosiddetto “Rilancio 2”, che seguirà lo scostamento di bilancio. Ci sarà un lavoro costante su questo, insieme all’onorevole Mario Morgoni in prima linea. Il rammarico più grande per la mancata approvazione del pacchetto sisma nel decreto Rilancio è il nostro, perchè ci abbiamo lavorato per settimane. I sindaci fanno bene a richiamare la politica nazionale al suo dovere, Borracci capo di gabinetto del presidente del consiglio Giuseppe Conte ci ha rassicurato, il decreto semplificazione sarà discusso in Senato». Così la deputata Stefania Pezzopane, è intervenuta questa mattina insieme al collega Mario Morgoni all’incontro organizzato dalla Cna dal titolo “Le risorse della ricostruzione”, presenti il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, Giorgio Ligliani presidente Cna Macerata ed i direttori generali Cna Fermo e Macerata.

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Gino Sabatini

«Il decreto Rilancio era capace di ospitare emendamenti sul terremoto – ha precisato la senatrice abruzzese – non sussiste l’accusa che non era il veicolo giusto dove presentarli. Si tratta di emendamenti di maggioranza, ho visto giochetti politici su questo argomento, ma in realtà nessun forza di opposizione aveva presentato emendamenti in tal senso, anche se qualcuno ha gridato a questi emendamenti come cosa propria. Sono stati firmati da me, dagli onorevoli Morgoni e Patrizia Terzoni ed altri esponenti di maggioranza, alcuni sono stati proposti dal commissario alla ricostruzione Legnini. Venerdì scorso alle 15 dal Ministero dell’economia sono arrivate notizie positive, ma è accaduto che la parte nuova del decreto con il sisma all’articolo 249, è slittata a fine lavori. A questo punto la commissione bilancio ha deciso di anticipare i lavori, per volontà del presidente Borghi, perchè si era andati oltre la tempistica concordata. Sono stati interrotti i lavori e non si è mai andati ai voti. Ho subito interloquito con il mio capogruppo, il governo e abbiamo concordato di inserire gli emendamenti, nel decreto semplificazione e rilancio 2». Gli emendamenti riguardavano la proroga della zona franca urbana, dei contratti del personale assunto a tempo determinato, dello stato di emergenza, il destinare una quota dei fondi per la ricostruzione pubblica pari al 5 per cento per misure di sostegno economico.

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Leonardo Virgili

«Ho firmato l’emendamento sulla proroga della Zona franca urbana – ha aggiunto Mario Morgoni – nell’entroterra la situazione era critica già prima del sisma. A seguito delle polemiche giustificate per questo passaggio saltato, ricordo che nel decreto sisma sono state estese alle zone del cratere le misure di “Resto al Sud”, provvedimenti per le imprese agricole ed antispopolamento. Servono misure durature per dare sicurezza a chi è rimasto e a chi vorrebbe investire in quei territori. La zona franca urbana sarà efficace se avrà una durata di almeno quattro, cinque anni. Anche la misura del 5 per cento dei fondi della ricostruzione pubblica per il sostegno economico, va nel segno di favorire la ripresa economica e la valorizzazione delle peculiarità dei territori. C’è la possibilità di istituire con gradulità la zona economica speciale, con cui potremo riconoscere quei problemi strutturali acuiti nel post terremoto». Morgoni ha poi voluto ricordare alcuni elementi a suo parere positivi già introdotti, a partire dal lavoro di svolta prodotto da Legnini: le zone economiche ambientali in cui rientra il Parco nazionale dei Monti Sibillini, sottolineando come siano ancora poche le 13mila domande presentate rispetto a quelle di ricostruzione attese per circa 70mila edifici nel cratere, di cui solo 45mila nelle Marche, rimarcando come per la ricostruzione pubblica siano partite solo 30 opere su duemila, invitando i Comuni ad unirsi per progetti importanti. L’onorevole ha parlato di alcune settimane necessarie per inserire gli emendamenti nei decreti, anche se al momento non sono definite date certe. Sono intervenuti anche il sindaco di Amandola Adolfo Marinangeli che ha detto come la bocciatura degli emendamenti abbia tolto speranza alle persone e come di fatto la ricostruzione pubblica sia bloccata. Proposto da Gino Sabatini di inserire le Camere di Commercio nei comitati di gestione delle risorse per il sostegno economico alle imprese del cratere.

 

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