La lancetta di “Peppinello” cade a pezzi:
appello per il restauro
CIVITANOVA - L'ex consigliere di centrodestra Sergio Marzetti chiedo un intervento per lo scafo che orna la rotatoria del lungomare nord: «Un simbolo della tradizione marinara che non va abbandonato, l'assessora Orazi non limiti la sua presenza ai tagli del nastro e se ne occupi»

di Laura Boccanera
La vernice dai colori accesi e vividi della prima tinteggiatura ormai sta venendo via, e anche lo scafo, orgoglio della tradizione marinara civitanovese presenta scalfiture, buchi, brecce. La lancetta di “Peppinello”, opera dell’arte dei maestri d’ascia locali che orna la rotatoria del lungomare nord è ormai ammalorata e deteriorata. Complice il passare del tempo e l’opera di salsedine e sole, lo scafo avrebbe bisogno di una manutenzione.

E a sottolinearlo è l’ex consigliere comunale di centrodestra Sergio Marzetti che lancia un appello all’assessora al turismo Mara Orazi affinché metta mano al patrimonio storico intangibile della città.

Sergio Marzetti
«La nostra città potrà mai disporre di un sistema museale prendendo avvio dal museo del trotto e da quello dei mestieri antichi? – chiede Marzetti – l’amministrazione non dimostra alcun interesse neanche per conservare la lancetta di Peppinello, non si interessa ad un possibile museo del Mare, in omaggio e a memoria del settore della pesca che è alla base della storia della città. Senza trascurare la filiera del settore calzaturiero e la tanto declamata quanto dimenticata archeologia industriale che ha avuto le basi nella fabbrica Cecchetti. Per non parlare del progetto relativo al museo/centro della danza, anche questo abbandonato insieme alla sede in cui doveva essere destinato, mi riferisco alla storica Villa Eugenia. Il prodotto turistico e la relativa offerta si qualifica anche con tutto questo, è una potenziale ricchezza di Civitanova, ma purtroppo abbandonata e quindi non utilizzata».
Da qui l’ invito alla attuale assessora al turismo Orazi: «non limiti la sua presenza al taglio dei nastri di varie attività, ma, e soprattutto, a dare alla città che rappresenta l’ immagine che merita. Purtroppo devo rilevare con rammarico l’assoluta indifferenza di fronte alla mia ripetuta richiesta di ripristinare l’uso civile dei bagni pubblici di piazza S. Martin. Ma, ritornando alla lancetta di Peppinello,è evidente lo stato di abbandono e di degrado in cui si trova, e pensare che dovrebbe rappresentare e qualificare l’ ingresso al lungomare nord. Lasciarla in quello stato è un’ offesa al maestro d’ ascia Giuseppe Santini, da lui realizzata e donata al Comune, è un’ offesa agli operatori balneari del lungomare nord, così male introdotti, è un’ offesa alla città intera “marinara”, ma, e soprattutto, è un’ offesa ai tecnici comunali, guidati da Denis Marconi, che venti anni fa, con impegno e con passione, l’ hanno restaurata. Invito quindi la neo assessora al turismo, se tiene al suo ruolo e all’immagine di Civitanova, di affrontare questo annoso ma non difficile problema. Questa lancetta è l’ unico esemplare esistente che ricordi le vicissitudini e i pericoli dei nostri primi pescatori, e solo per questo meriterebbe attenzione e rispetto. Le lancette, oggi, restano vive nella soltanto sui libri dei fratelli Guarnieri, le foto di Primo Recchioni o, bellissime, dentro le bottiglie nei lavori di Elpidio Mandolesi».

La lancetta è pari pari come l’amministrazione civitanovese.
Tempo segnato da una lancetta segnata dal tempo.