Dl Rilancio, non passa il pacchetto sisma
Rabbia dei sindaci: «La misura è colma»

GLI EMENDAMENTI utili a sbloccare la ricostruzione stoppati in commissione Bilancio alla Camera. Sborgia: «Daremo battaglia». Falcucci: «Un'offesa a tutti i terremotati». Forza Italia chiama in causa il candidato governatore del centrosinistra Maurizio Mangialardi
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La piazza di Visso a più di tre anni dal sisma

Dl Rilancio, bocciato il pacchetto sisma. Gli emendamenti utili a sbloccare la ricostruzione non passano in Commissione bilancio della Camera. Un pacchetto di misure che sarebbe servito, tra l’altro, alla stabilizzazione del personale, alla proroga dello stato di emergenza dopo il 31 dicembre, all’aumento degli incentivi per i tecnici chiamati a nuovi adempimenti con l’autocertificazione e destinare il 5% dei fondi per la ricostruzione pubblica al sostegno delle attività produttive. Il dl Rilancio dovrà ora passare al voto in Camera e al Senato, ma vista l’intenzione del governo di porre la fiducia sul testo, è molto probabile che non ci saranno spazi di manovra. E così dei 55 miliardi che il dl mette sul piatto, ai terremotati non andrà nulla o quasi. Nel frattempo insorgono i sindaci del cratere. «Se al governo non interessa ricostruire le nostre città lo dica chiaramente, ma noi non ci stiamo e daremo battaglia», attacca il sindaco di Camerino Sandro Sborgia. «È un’offesa a tutti i terremotati e agli amministratori del cratere, adesso la misura è colma», rincara la dose Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera.

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Francesco Battistoni

Duro anche il commento del commissario regionale di Forza Italia Francesco Battistoni: “Pd e M5S bocciano pacchetto ricostruzione terremoto alla Camera. Mangialardi che dice stavolta?  – dice chiamando in causa il candidato governatore del centrosinistra – Anziché correre dietro ai partiti di tutto l’arco costituzionale per tentare improbabili accordi, a far credere agli amministratori marchigiani che sia il migliore presidente Anci della storia d’Italia, a fare passerelle sui luoghi terremotati per fare campagna elettorale, dovrebbe spiegare ai marchigiani perché il suo partito politico, insieme a quello che sta corteggiando per fare l’accordo alle regionali, ha bocciato in commissione bilancio alla Camera il “pacchetto terremoto per la ricostruzione”. Il gioco è sempre quello: con una mano la sinistra accarezza le sofferenze della gente, con l’altra prende a schiaffi la dignità delle persone che hanno bisogno, e lo fa alle loro spalle. Questi due atteggiamenti sono due facce della stessa medaglia, che oggi, nelle Marche, porta il nome di Maurizio Mangialardi. La pacchia però è finita, il centrodestra è pronto per prendere in mano i problemi del territorio con un’offerta politica e programmatica puntuale e decisamente importante».

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