«Inaccettabile l’ordinanza sul Cas,
così si fa discriminazione:
faremo ricorso al Tar Lazio»

SISMA - L'associazione "La terra trema noi no" si è rivolta ad un pool di avvocati in difesa di chi perderà il contributo perché ha acquistato casa prima dello scorso novembre. Sabato a Camerino assemblea pubblica per raccogliere adesioni. «La situazione riguarda una larga platea di persone che hanno perso casa»
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Da sinistra: gli avvocati Marco Massei, Federico Valori, Pietro Chiucchiuini e il presidende dell’associazione “La terra trema noi no”

 

di Gianluca Ginella

Finirà al Tar l’ordinanza della Protezione civile uscita lo scorso 9 maggio e che modifica «in modo inaccettabile» le disposizioni sul Cas (contributo di autonoma sistemazione). A ritenere inaccettabile quanto dispone l’ordinanza, la 670, è il comitato “La Terra trema noi no” che si è rivolta ad un pool di legali per iniziare una battaglia per i diritti di quei terremotati che vengono esclusi dal contributo, solo a Camerino sono circa duecento. valori-massei-chiucchiuini-3-1-650x488E sabato, alle 10,30, nella città ducale ci sarà una assemblea pubblica nella sala consiliare del comune nei locali della Contram, organizzata dal comitato per raccogliere adesioni al ricorso al Tar Lazio, che in questa circostanza è quello competente.

In sostanza perde il contributo chi ha comprato casa prima del novembre 2019 (quando è entrata in vigore una seconda ordinanza) nei comuni di residenza, nei comuni limitrofi, o in quello dove, in seguito al sisma, si stava percependo il Cas. Continuerà a ottenere un contributo forfettario, per 36 mesi, chi ha acquistato casa dopo l’uscita della seconda ordinanza, sempre nei comuni di residenza, in quelli vicini, o dove si stava percependo il contributo.

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Diego Camillozzi

«L’ordinanza crea una disparità di trattamento inaccettabile – dice l’avvocato Federico Valori, uno dei legali del pool –. Esclude al contributo una larga platea di cittadini. La nostra è una iniziativa particolarmente rigorosa a fronte di una iniziativa normativa così grave nelle sue conseguenze. Il comitato ha ritenuto necessario mettere in chiaro alcuni profili di grave illegittimità, nella speranza che possa esserci un intervento politico». «Questa normativa crea discrimini – dice l’avvocato Pietro Chiucchiuini –: chi ha comprato casa perde il Ca, chi la deve comprare continuerà a percepire un contributo per 36 mesi. Inoltre ha creato confusione: gli stessi Comuni hanno in via cautelare sospeso le erogazioni del Cas in attesa di spiegazioni. Faccio un esempio: se un terremotato ha acquistato casa perché ha la propria inagibile e non sa tra quanti anni potrà tornarci, e con i soldi del Cas, come previsto, e paga il mutuo, si trova a vedersi interrotto all’improvviso il contributo. Ma qui parliamo di persone rimaste senza casa e che ora non riceveranno nemmeno più il contributo. Questa ordinanza è la mazzata finale». «Si dà una interpretazione retroattiva che va a colpire chi aveva fatto affidamento su una normativa. Una cosa simile è illegittima» aggiunge l’avvocato Marco Massei, che fa parte del gruppo di legali che assiste il comitato di cui è presidente Diego Camillozzi. Del pool fanno parte anche gli avvocati Jacopo Bartolomei e Giulia Garofolo.

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