«Il nuovo ospedale sia “universitario”,
serve una fermata del treno»
MACERATA - Il Terzo polo sulla futura struttura sanitaria: «Consideriamo la realizzazione in tempi rapidi fondamentale per la città, al punto di lasciare aperta la porta ad una partnership tra pubblico e privato». Parlano inoltre di coinvolgere almeno università e Fondazione Carima. E per la vecchia struttura: «riconvertirla, per una Cittadella dell’anziano e della riabilitazione post-acuzie a Santa Lucia»

Il rendering del nuovo ospedale
«Il nuovo ospedale di Macerata deve essere universitario e deve esserci un polo tecnologico medicale, inoltre va attivata una fermata della metropolitana leggera Civitanova-Fabriano». Così Augusto Pellegrini il candidato consigliere del Terzo polo a Macerata, dopo aver appreso delle prime approvazioni a livello ministeriale e regionale del progetto relativo al nuovo ospedale.

Augusto Pellegrini
«Si parla di 185 milioni di previsione di spesa del 2024 che saranno rivisti al rialzo alla luce dell’inflazione che ha afflitto il settore dell’edilizia negli ultimi anni e che, si dice, la Regione potrebbe avere già disponibili anche se non risultano ancora stanziati formalmente. Se confermato, si tratta di un importante tassello per il rilancio della città, che però deve essere al più presto inserito all’interno di un progetto strategico di più ampio respiro».
Secondo il Terzo polo, che sostiene il candidato sindaco Mattia Orioli, «i probabili 200-250 milioni di investimento coprirebbero probabilmente solo la parte dell’edificio, mentre occorrerebbero altre risorse per arredi e dotazioni interne. Consideriamo la realizzazione di tale investimento in tempi rapidi fondamentale per la città, al punto di lasciare aperta la porta ad una partnership tra pubblico e privato nel caso si renda necessario il reperimento di risorse non disponibili in breve tempo nel pubblico, come in più occasioni rilevato dal nostro capolista l’avvocato Federico Valori. Dobbiamo evitare che si arrivi ad un semplice trasferimento di personale e macchinari dall’ospedale vecchio, dobbiamo invece cogliere l’opportunità per aumentare la qualità del servizio sanitario erogato ai nostri cittadini e per crearci attorno un’economia della conoscenza.
Per far ciò, a mio avviso è necessario coinvolgere sin da subito almeno l’università e potenzialmente la Fondazione Carima (patrimonio 80 milioni, erogazioni annuali di 2 milioni l’anno, con focus sulla sanità) per assicurarci che il nuovo ospedale sia “universitario” ed in grado di attirare personale medico di livello, oltre che di avere in dotazione macchinari e tecnologie digitali (telemedicina) e robotiche all’avanguardia.
Il nuovo ospedale deve essere pensato come a servizio della comunità almeno provinciale e come tale deve portare ad una discussione che preveda l’accorpamento di reparti di alta complessità su Macerata con conseguente eventuale decentramento su altri nosocomi provinciali di reparti di medio-bassa complessità, per una efficiente distribuzione tra i presidi di competenze e tecnologie.
I vari presidi possono operare come elementi di un unico organismo con al centro il nuovo ospedale di Macerata solo se strettamente collegati in rete tramite telemedicina e collegamenti logistici efficienti.

Mattia Orioli
Risulta fondamentale il potenziamento della metropolitana di superficie Civitanova-Fabriano con fermata in prossimità del nuovo ospedale, la valutazione di soluzioni innovative di mobilità intermodale e intelligente da testare, la costruzione ed il completamento dell’uscita della superstrada alla Pieve e dell’intervalliva fino a Villa Potenza.
Inserire nell’accordo di programma un Polo Tecnologico Medicale, supportato dal Centro Nazionale delle Ricerche (Cnr), aumenterebbe grandemente le probabilità di avere un miglioramento della nostra Sanità e finanziamenti aggiuntivi.
Crediamo inoltre che sarebbe efficiente e di grande utilità per tutta la provincia riconvertire l’ospedale vecchio, anche in funzione del sua vicinanza a Villa Cozza – Ircr, in un elemento portante di una Cittadella dell’Anziano e della Riabilitazione post-acuzie a Santa Lucia: solo qualche settimana fa l’avvocato Renzo Tartuferi invitava a pensare a soluzioni condivise specialmente per anziani bisognosi, d’altra parte tutti sappiamo di liste di attesa interminabili per l’accesso alle Rsa e, crediamo, sia dovere di una Città attrattiva prendersi cura dignitosamente di chi ha bisogno».
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Io una controllata all’aria maceratese gliela darei. Forse sarà l’euforia per le vicine elezioni ma leggo, sento, vedo, ascolto di notizie, idee, sconvolgimenti mentali, urbanistici e di teorie puramente fantasiose, incredibilmente surreali che mi fanno dubitare assai della tenuta mentale dei politici cittadini. Spero che una bella sbronza agli aperitivi europei riporti un po’ di serenità nelle tante brillanti menti pronte a guidare la città. Vorrei solo far notare che da anni si voleva trasformare la Civitanova- Albacina in metropolitana di superfice ma nessuno c’era mai riuscito. Eppure nell’articolo è stato talmente facile che una certa aria ( non quella da analizzare ) di superiorità intellettiva dei maceratesi sui civitanovesi ci potrebbe stare. Manca e ne sono sorpreso l’antica proposta di battezzare il Fiume Chienti in Chianti.
A santa Lucia un polo per la cura dell’anziano e l’oncologia. PAZIENTI IN CRESCITA ESPONENZIALE ai quali dedicare servizi diagnostici, ambulatori, centri-diurni, day hospital e degenze: si utilizzerebbero spazi ed attrezzatre, con possibilità di implementazione, senza appesantire le diagostiche del nuovo ospedale.
Sia anche intergalattico, crepi l’avarizia, per dare il segnale che Macerata granne non lascia indietro nessuno.
non mi risulta che a Unimc ci sia medicina. comunque forme di collaborazione sono auspicabili e ci mancherebbe.
Dal titolo, parti dell’articolo e dal sempre ironico commento di SAURO MICUCCI, sono costretto ad intervenire ancora sulla tratta ferroviaria CIVITANOVA/ALBACINA-FABRIANO a nome del COMITATO NO SOTTOPASSO VIA CARDUCCI CASELLO N.1 CIVITANOVA MARCHE che seguo dal 29 maggio 2015:
si afferma di un POTENZIAMENTO DELLA “METROPOLITANA DI SUPERFICIE” MA NON LO E’ DA OLTRE 30 ANNI PURTROPPO, NONOSTANTE SIA STATO FATTO UN STUDIO FAVOREVOLE DA UN PROFESSORE DEL POLITECNICO CON FINANZIAMENTI IMPORTANTI ANCHE DALL’ALLORA BANCA CARIMA ED ALTRI ENTI, SI AUSPICA UNA NUOVA FERMATA AL PROGRAMMATO NUOVO OSPEDALE DI MACERATA DOPO LE ALTRE 4 ESISTENTI NEL SUO TERRITORIO COMPRESA QUELLA DEL POLO UNIVERSITA’ MENTRE A CIVITANOVA NON SI E’ RIUSCITI A REALIZZARE NEANCHE UNA FERMATA COME QUELLA NECESSARIA AL CENTRO COMMERCIALE “CUORE ADRIATICO” CON ADIACENTE “PALAS LUBE” CHE DA SOLA SUPEREREBBE PER UTILIZZO TUTTE E 4 LE FERMATE DI MACERATA ED ANCHE QUELLE DI TOLENTINO, RICORDO DI AVERLO SUGGERITO NEL 2015 AL SINDACO DELL’EPOCA DOTT.CORVATTA CHE MI RISPOSE ” E CHI LO HA DETTO CHE NON LO FAREMO…???|” POI ALTRE DUE AMMINISTRAZIONI MA NULLA…!!!
— Anche il “Terzo Polo” vuole la devastazione de “La Pieve”.!!!!
— 15 ettari di produzioni agroalimentari di vitale importanza, sacrificati all’ orrenda, enorme, inutile colata di cemento.!!!
— l’ ennesimo consumo di suolo inutile e dannoso.!!!!
— In prov. di MC sono attivi 5 grandi ospedali dai monti al mare!!!
— altri 7 poliambulatori- piccoli ospedali.!!!
— 3 cliniche private convenzionate.!!!
— 3 poli diagnostici con numerose filiali dai monti al mare.!!!
— Decine di farmacie abilitate a vaccinazioni, test diagnostici, screening, misurazioni parametri, dispensazione farmaci ecc.!!!!
— Quei 185 milioni di euro previsti, distribuiteli ai nuclei familiari con redditi bassi, staranno bene e meglio per anni, altro che ospedali.!!!!