«La sicurezza non viene garantita,
tamponi a tutto il personale sanitario»
CORONAVIRUS - A chiedere i test per chi lavora nell'Area Vasta 3 sono Cisl e Cgil. In caso non dovessero essere svolti i controlli richiesti i due sindacati sono pronti a ricorrere alle vie legali
Tampone per tutto il personale che lavora in ambito sanitario nell’Area Vasta 3. A chiederlo sono la Cisl e la Cgil. Secondo i sindacati (Fp Cgil e Cisl Fp) i motivi sono tre: «aggravarsi della situazione di contagio anche nell’Area vasta 3», il fatto che «l’attuale organizzazione non riesce a garantire percorsi separati da pazienti Covid positivi, Covid negativi e casi sospetti», e le «gravi carenze dei dispositivi di protezione sia nelle strutture ospedaliere che in quelle periferiche residenziali e semiresidenziali (Corridonia, Matelica, Treia, Recanati, Tolentino)». Così chiedono che venga effettuato il tampone perché «la scelta operata fino a ora si sta rilevando fallimentare, molti gli operatori contagiati ed eseguire il tampone non è stato facile. L’ambiente ospedaliero, seppur diviso in reparti e con percorsi dedicati è in realtà un ambiente unico, le limitazioni presentano loro stesse dei limiti, per esempio quelle dove si effettuano esami diagnostici che sono al servizio sia dei reparti che dei pronto soccorso. Vista la carenza dei dispositivi di protezione il rischio di trasportare virus da operatore a operatore, da operatore a paziente e da paziente a operatore è altissimo». Per questo, dicono il segretario generale Fp Cgil di Macerata, John Palmieri, Sonia Prosperi (Fp Cgil) e il segretario regionale Cisl Fp Paola Ticani, è «indispensabile che il tampone venga effettuato a tutti gli operatori sanitari impiegati quotidianamente per la salute dei cittadini». In caso i tamponi non venissero effettuati «ci riserviamo di perseguire tutte le opportune vie legali per tutelare i dipendenti».









































Data la straordinaria emergenza del virus cinese che ormai dura da oltre un mese, i numerosi medici ed infermieri infettati e deceduti anche nella nostra zona, è vergognoso che i responsabili della Sanità Regionale non abbiano provveduto già da tempo ad effettuare un controllo di massa su tutto il personale sanitario al primo posto per rischio fra tutte le categorie professionali, oltre alla carenza di dispositivi protettivi, alimentando a cascata i contagi fra i ricoverati quando l’ospedale dovrebbe essere un presidio prioritario di sicurezza.
Non servono le polemiche inutili.
L’unica vera emergenza per la tutela, in particolare del personale sanitario a rischio continuo e comunque, di tutta la popolazione , consiste nel fare i tamponi a tutti, subito, come fatto da altri stati con risultati presto positivi.
Quanto sopra per evitare ulteriori contagi, con la messa in quarantena obbligata, e per tutelare la salute di tutti.
Polemiche inutili? A me sembrano, compreso il post di Castellucci, denunce gravissime.Non vorrei pensar male e sospettare che i presidi protettivi, sempre se ci siano, perché qua anche ascoltando la televisione mi sembra che stiano navigando a vista, non vengano distribuiti in maniera uniforme.Ma siamo certi che ci sia una organizzazione regionale efficiente a dirigere le operazioni? Fare decreti di restrizioni va bene ma se poi sotto il vestito niente…