Stop alle ricette mediche cartacee,
«nel Maceratese subito operativi»

CORONAVIRUS - Lo stabilisce da oggi un'ordinanza della Protezione civile. Le strutture della provincia si sono fatte trovare pronte. Diomedi, presidente dell'Ordine dei farmacisti: «Ai pazienti basterà telefonare ai medici o mandare un sms. Così riduciamo le occasioni di contagio»
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Luciano Diomedi

 

di Francesca Marsili

Da oggi niente più ricette mediche cartacee per acquistare i farmaci. Per ritirarli servirà invece un codice da dare direttamente in farmacia. Lo ha deciso un’ordinanza della Protezione Civile. Sarà sufficiente andare in farmacia e comunicare il numero di ricetta elettronica che il proprio medico di base rilascerà al proprio assistito.

Un’ulteriore misura a contrasto della diffusione del Covid-19 per evitare di affollare gli studi dei medici di base anche solo per una ricetta. «Siamo già operativi con questo nuovo sistema. Abbiamo stretto nei giorni scorsi una collaborazione con i medici di base dell’Area Vasta 3 perché avevamo individuato l’esigenza di evitare quanto più possibile lo spostamento di persone negli studi medici e ridurre al massimo la possibilità di contagio –  spiega Luciano Diomedi presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia di Macerata -. Sarà sufficiente che l’assistito presenti il numero di ricetta che il proprio medico fornirà telefonicamente o attraverso un sms ed il proprio numero di codice fiscale senza più la necessità di ritirare fisicamente la ricetta cartacea. Abbiamo lavorato in sinergia con il dottor Romano Mari, presidente dell’Ordine dei medici, che si è fatto promotore di questa semplificazione burocratica digitale e nel momento in cui la Regione Marche ha deliberato la procedura, in vigore da oggi, eravamo già pronti. In questo modo, con i nostri gestionali, che abbiamo già provveduto ad adeguare, siamo in grado facilitare il paziente che può passare direttamente in farmacia e supportare il contrasto dell’epidemia. Ci sembrava doveroso nei confronti dei nostri colleghi che lavorano in trincea e a cui rivolgo un grosso incoraggiamento», conclude Diomedi.

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