Un libro sul “Maratoneta di Dio”:
«Ulderico un emblema di umiltà»
MACERATA - Oggi la presentazione alla sala consiliare della Provincia. L'amico Toto Fusari: «Lui era il Maratoneta di Dio io un semplice chierichetto». La nipote: «La determinazione non si dimostra con le parole ma coi fatti». Il sindaco di Treia Franco Capponi: «Questo volume doveva essere una sorpresa per i suoi 80 anni ed è diventato oggi un modo bello per ricordarlo»

Da sinistra Franco Capponi, Leonardo e Lucilla Lambertucci, Delia Tasso e Michele Marinangeli
di Mauro Giustozzi (foto di Fabio Falcioni)
«Ulderico è stato un grande perché è rimasto piccolo». Così l’amico di sempre Toto Fusari ha ricordato Ulderico Lambertucci, il “Maratoneta di Dio” recentemente scomparso, che proprio oggi avrebbe compiuto 80 anni e che è stato ricordato da parenti, amici conoscenti arrivati dalla sua Treia nella sala consiliare della Provincia di Macerata.

Ulderico Lambertucci
Oggi si è svolta la presentazione stampa del libro “Al passo dell’anima”, un appuntamento rivelatosi un momento di parole, ricordi e testimonianze nelle persone e nelle storie che hanno saputo lasciare un segno.

Il sindaco Franco Capponi
Il volume, curato da Daniele Morini e Michele Marinangeli, ripercorre la straordinaria storia di un uomo che ha trasformato la corsa in una missione di pace, fede e dialogo tra i popoli. Dall’indimenticabile viaggio a piedi fino a Pechino sulle orme di padre Matteo Ricci ai pellegrinaggi verso i grandi luoghi della cristianità, le pagine del libro raccontano una vita vissuta con coraggio, determinazione e una profonda spiritualità.

Da sinistra Leonardo e Lucilla Lambertucci e Delia Tasso
All’interno del libro ci sono oltre 40 illustrazioni del disegnatore Raffaele Gerardi, pubblicazione edita dalle Edizioni Paolini e che presto sarà disponibile sia nelle librerie di Macerata che presso la Pro loco di Treia, con possibilità di acquistarlo anche nel sito online della casa editrice.

L’autore Daniele Morini
Alla cerimonia hanno preso parte anche la moglie Delia, i figli Lucilla e Leonardo la cui figlia Ludovica ha parlato a nome di tutta la famiglia Lambertucci. «Mio nonno ha dimostrato a tutti noi che la determinazione non si dimostra con le parole bensì coi fatti – ha detto la nipote di Ulderico – la sua forza è sempre stata l’umiltà con cui ha affrontato ogni sfida sulla strada e nella vita. L’insegnamento che ci ha lasciato è quello di non mollare mai, avanti sempre a testa alta. Grazie di tutto e grazie a coloro che hanno creduto in lui ed ai tanti presenti che hanno sostenuto la pubblicazione di questo libro».

Un uomo che corre per pregare, un muratore che trasforma la fatica in testimonianza, un pellegrino capace di attraversare il mondo inseguendo la pace. E’ la straordinaria avventura di Ulderico Lambertucci che, superati i cinquant’anni, decide di affidare ai propri passi una missione spirituale che andrà da Loreto a Lourdes, da Fatima a Częstochowa, fino alle grandi sfide verso Gerusalemme e la Cina di Matteo Ricci.

«Nelle pagine di questo libro che abbiamo realizzato –ha detto l’autore Daniele Morini – inizialmente dovevano essere le memorie del maratoneta e che dopo la sua scomparsa diventa invece il libro della memoria. Nelle ultime pagine chi leggerà il libro troverà il testamento spirituale che ci lascia Ulderico. Un uomo che con la tipica ‘tigna’ e la determinazione del marchigiano ha superato tutti gli ostacoli proponendo una forma di preghiera itinerante, una sorta di Vangelo dei piedi fatto di sudore e sacrificio. La sua è stata una scomparsa così improvvisa che stento ancora a credere sia accaduto: certo ora in cielo riabbraccerà Gabriele Cameranesi, Ferdinando Stacchiotti e Nazzareno Rocchetti tra coloro che l’hanno accompagnato in queste sue incredibili imprese».

Il sindaco di Treia, Franco Capponi ha ricordato come «questo libro sarebbe stato il regalo per l’80esimo compleanno di Ulderico, doveva essere una sorpresa per lui ed è diventato oggi un modo bello per ricordarlo e camminare ancora al suo fianco. Sono innumerevoli i ricordi che mi legano a lui: fece 46 maratone in un anno, poi i 12.500 chilometri di corsa a Pechino in Cina attraversando nove stati in appena 187 giorni fino all’ultima meta raggiunta, Lourdes alla soglia degli 80 anni. Correva per incontrare persone e fare nuove amicizie. Sicuramente entro l’estate lo onoreremo con una serata nella nostra Treia».

Con una forza semplice e ostinata, Ulderico ha dimostrato che il limite può essere superato quando il cuore trova una direzione. Nel libro c’è un racconto intenso di sacrificio, amicizia e speranza, che invita il lettore a interrogarsi sul proprio cammino e sul significato più profondo del viaggio umano. «I suoi percorsi furono legati profondamente alla fede religiosa – ha ricordato Michele Marinangeli coautore del libro – come il viaggio a Gerusalemme. Dove ricordo un curioso aneddoto vissuto con lui alla frontiera con la Siria, dove non volevano farci passare: ebbene Lambertucci qualche mese prima aveva incontrato a Roma il leader della Dc, Giulio Andreotti, esponendogli i suoi progetti ed Andreotti lo aveva incoraggiato nel portarli avanti. Di fronte a questo diniego delle autorità doganali siriane che non ci permettevano di andare avanti, un arrabbiatissimo Ulderico prese il telefono satellitare e si mise in contatto con l’entourage della Farnesina che riuscì a sbloccare la situazione proprio grazie a questo filo diretto con Andreotti e riuscimmo a continuare il nostro percorso verso la Terra Santa».

Tra i presenti anche Annibale Montanari presidente della Collemar-athon, maratona dei valori a cui Ulderico ha partecipato molte volte e Toto Fusari amico di vecchia data di allenamenti e corse che ha rivelato come «Lambertucci fosse rimasto molto colpito dalla città di Petra in Giordania. Lui era il Maratoneta di Dio io un semplice chierichetto».

Padre Ferdinando Capponi
Infine padre Ferdinando Campana, già ministro provinciale dei Frati minori delle Marche, ha sottolineato come «Ulderico fosse instancabile e stava già progettando la prossima corsa che sarebbe stato raggiungere Assisi attraversando Marche ed Umbria in occasione dell’Anno Francescano». Nelle ultime righe del libro si legge che «è inutile immaginare Ulderico Lambertucci seduto a contemplare i trofei del passato, nonostante gli 80 anni raggiunti per lui la strada non si ferma mai. E’ impossibile pensarlo senza un orizzonte da inseguire, senza una polvere da sollevare o un santuario da raggiungere. E Ulderico in cammino non è un mezzo per arrivare alla meta ma è la sua stessa ragione di vita. Finchè ci sarà una strada da percorrere dovunque essa sia quell’uomo sarà li col suo passo cadenzato, la corona del rosario in mano. La sua corsa è una promessa di eternità, un movimento perpetuo che sfida il tempo per ricordarci che l’uomo è fatto per andare oltre».
«Ulderico ha lasciato un segno indelebile. Ha testimoniato perseveranza e amore»
L’ultima corsa di Ulderico Lambertucci: è morto il “maratoneta di Dio”