Marche 2020, la Lega attacca:
«Il Pd ha messo in quarantena Ceriscioli»

ELEZIONI - Il commissario regionale del Carroccio entra a gamba tesa nel campo avversario: «La responsabilità dei disastri di questi anni di mal governo non è però solo sua e il centrosinistra non se la caverà nascondendo in un angolo il suo presidente». Ma anche il centrodestra è ancora impantanato sulla scelta del candidato
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Paolo Arrigoni

Il senatore leghista Paolo Arrigoni

 

«In questi giorni il Partito Democratico sta mettendo in atto un maldestro tentativo di isolare Ceriscioli, come si fa con il Coronavirus per evitare contagio. La responsabilità dei disastri di questi anni di mal governo non è però solo sua e il centrosinistra non se la caverà nascondendo in un angolo il suo presidente». A dichiararlo è il senatore Paolo Arrigoni, responsabile della Lega Marche, insieme ai consiglieri regionali Sandro Zaffiri, Mirco Carloni, Luigi Zura Puntaroni e Marzia Malaigia. «In questi cinque anni Matteo Ricci, Valeria Mancinelli e tutto il Pd erano con Ceriscioli nella cabina di comando – insistono gli esponenti della Lega – ora è troppo comodo, a pochi mesi dalle elezioni, cercare di rifarsi una verginità con lo scaricabarile e mettere in quarantena questo debole governatore, magari riciclandolo con altri e inappropriati incarichi. Se il Pd si vergogna di come ha ridotto la sanità regionale, del fallimento e dell’immobilismo sulla ricostruzione e di aver completamente dimenticato i territori dovrebbe chiedere le immediate dimissioni di tutta la giunta regionale, complice della pessima amministrazione di Ceriscioli – continua la Lega – Cercare di convogliare tutte le colpe su una sola persona è una pessima operazione di trasformismo che i marchigiani sapranno rispedire al mittente il giorno delle elezioni».

Che il Pd e tutto il centrosinistra si siano impantanati sulla ricandidatura di Ceriscioli è ormai un dato di fatto. Tanto che alla direzione regionale di domani pomeriggio arriverà il vicesegretario nazionale dem Andrea Orlando per cercare di sbrogliare la matassa. Ma per dovere di cronaca va detto che pure il centrodestra e la Lega però si sono impantanati, in attesa che i leader nazionali trovino la quadra nello scacchiere delle Regioni che andranno al voto in primavera. Con un Francesco Acquaroli, lanciato da Giorgia Meloni settimane fa, che risulta ancora un candidato “azzoppato”.



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