Il centrosinistra non vuole le primarie:
«Si trovi candidato forte che unisce»
E salgono le quotazioni di Longhi

MARCHE 2020 – La maggioranza del tavolo di coalizione, riunita ieri sera nella sede Pd di Ancona, vorrebbe un nome capace di fare sintesi. Articolo 1 propone l'ex rettore, figura per la quale il governatore Luca Ceriscioli potrebbe valutare un passo indietro
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L’incontro di ieri della coalizione di centrosinistra

 

di redazione Cronache Ancona

Primarie? No grazie. È quasi unanime il niet che arriva dal tavolo della coalizione di centrosinistra, riunito ieri sera nella sede dorica del Pd. Convocazione alle 20:45, ritardo di rito nell’inizio dei lavori e si va in notturna. La conclusione, di fatto, riporta per l’ennesima volta il cerino nelle mani dei Dem, che si riuniranno in direzione probabilmente già la prossima settimana. A volere le primarie sono rimaste solo le anime di Uniti per le Marche, con Gianluca Carrabs, coordinatore dei Verdi, che le chiede nel caso non si trovi prima un nome su cui convergere, e Maurizio Cionfrini, segretario del Psi, che le mette sul piatto, avanzando l’ipotesi di una candidatura in quota socialista. Per Stefano Ghio, esponente delle civiche Le Nostre Marche, benché si tratti di uno strumento di partecipazione, sarebbe meglio superarle con una figura capace di mettere tutti d’accordo. Ed il problema è proprio questo: trovare una persona su cui non piovano veti incrociati.

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L’ex rettore Sauro Longhi

Ecco allora che Articolo 1 (contrario alle Primarie) mette sul tavolo il nome dell’ex Rettore della Politecnica Sauro Longhi, chiedendo a tutti di convergere su quello. Rettore che, poche ore prima, nella conferenza di presentazione del manifesto Le Marche Ideali, si era detto pronto a percorrere la via delle primarie. Capace di attrarre, con ogni probabilità, anche i voti di un Movimento 5 stelle in cerca d’autore, Longhi potrebbe diventare la chiave di volta anche per sanare le profonde ferite che si sono aperte in casa Dem, nella fratricida lotta tra Luca Ceriscioli e la sindaca di Ancona Valeria Mancinelli. E sull’ex rettore, il governatore potrebbe essere disposto a fare un passo indietro, cosa che non farebbe mai, invece, per la prima cittadina, diventata negli ultimi mesi la sua nemesi.

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La sindaca Valeria Mancinelli

A puntare su di lei – escludendo l’ipotesi delle primarie – è invece Italia Viva (benché il suo candidato ufficiale sia Flavio Corradini), considerandola l’unica figura competitiva nella battaglia vera e propria che, anche se non sembra, è contro il centrodestra. Possibilista su Mancinelli, ma pure su qualunque candidato che unisca, è Massimiliano Bianchini, che guida le liste civiche di Macerata all’interno di Uniti per le Marche. Insomma, quello di ieri è stato una sorta di passaggio a vuoto, fatto dopo la richiesta esplicita di riaprire il confronto con gli alleati da parte del vicesegretario Dem Andrea Orlando domenica in direzione, in cui tutti hanno ribadito la propria posizione. Quello che si profila per il prossimo futuro, però, emerge al di fuori della stanza di piazza Stamira ed è uno scenario in cui Longhi prende quota – se Ceriscioli, inviso a larga parte della coalizione, decidesse davvero di fare un passo indietro, la maggioranza Dem che lo sostiene potrebbe convergere su di lui – e Mancinelli aspetta la benedizione da Roma. Ieri la sindaca ha incontrato il segretario nazionale Pd Nicola Zingaretti: per i suoi sostenitori, il passaggio è stato una sorta di investitura capitolina; per gli oppositori, un semplice incontro, richiesto dalla prima cittadina. Le federazioni provinciali insorgono. E dal Nazareno, in serata, arriva una nota in cui si specifica che «l’incontro non è servito a sciogliere le riserve, che non competono al segretario del Pd». Punto e a capo. Ora, con la clessidra che continua a scorrere, si torna in direzione Dem e questa volta si dovrà uscire di lì con un nome.

 



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