Pazienti del Coronavirus a Camerino,
«Serve un ospedale da campo
e la dichiarazione di zona rossa»

COVID-HOSPITAL - Le richieste dell'amministrazione comunale in un documento che sarà inviato al presidente del Consiglio e al governatore Ceriscioli. Il sindaco Sborgia: «Ci sono riflessi durissimi per una popolazione già molto provata dal sisma, è un terremoto nel terremoto. C’è stata totale chiusura da parte della Regione». Tra chi era ricoverato al nosocomio anche l’ex parlamentare Cavallaro, che ieri è tornato a casa: «Importante valorizzare le strutture sanitarie del nostro entroterra»
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La riunione a Camerino, al centro il sindaco Sborgia

 

di Monia Orazi

Un ospedale da campo da montare alle Calvie, a Camerino, nella stessa zona dove si erano trovati i camerti dopo le scosse (per i pazienti costretti a lasciare l’ospedale trasformato in Covid-Hospital).

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Oggi sono arrivati i primi pazienti al Covid Hospital

E poi il trasferimento degli ambulatori e dei servizi amministrativi in altre strutture individuate dal Comune, la dichiarazione di zona rossa per emergenza sanitaria e aiuti economici alle attività penalizzate dall’emergenza Coronavirus, il potenzialmento del trasporto pubblico locale e la richiesta di un incontro per trovare soluzioni condivise ai punti espressi. Sono queste le richieste dell’amministrazione comunale di Camerino scritte in un documento che sarà inviato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al capo nazionale di Protezione civile Angelo Borrelli, al presidente della Regione Luca Ceriscioli. Lo hanno annunciato in una conferenza stampa congiunta, tenutasi all’aperto per motivi di salute pubblica, i consiglieri di maggioranza e minoranza, oggi pomeriggio subito dopo la riuscita del Coc, il centro operativo comunale aperto per gestire l’emergenza Coronavirus.

camerino-covid-4-650x488Ha detto il sindaco Sandro Sborgia: «Questa emergenza nazionale ci deve vedere uniti, l’ospedale è interdetto a tutti, sono aperti solo pronto soccorso e farmacia comunale, la decisione è stata presa da Regione su una valutazione dei tecnici, come ci ha riferito il presidente Ceriscioli nell’incontro avuto questa mattina in Regione, al quale erano presenti una delegazione di consiglieri di maggioranza e minoranza con il vescovo Francesco Massara. Ci sono riflessi durissimi per una popolazione già duramente provata dal sisma, secondo noi è un terremoto nel terremoto. Siamo consapevoli che questo grave momento richiede senso di responsabilità, abbiamo espresso la contrarietà del territorio ad una decisione calata dall’alto ed avrà dure ripercussioni sul tessuto sociale ed economico del territorio, sull’università che è il motore della città. Nel territorio ci sono anche tanti anziani soli e privati, per cui quello di Camerino è l’unico presidio sanitario di riferimento. Ceriscioli ha mostrato un atteggiamento di chiusura totale, alla richiesta di rivalutazione della decisione presa». Ha poi preso la parola il capogruppo di minoranza Gianluca Pasqui di Radici al futuro: «In un momento come questo non ci sentiamo minoranza, siamo qua senza strumentalizzazioni politiche. Condanniamo con forza questo modo di operare che non ha giustificazioni. Non si può dare qualcosa a qualcuno e togliere a qualcun altro, senza prevedere alternative, è stato smontato un gioiello sanitario come l’ospedale di Camerino. Va messo un ospedale da campo con in pronto soccorso, altrimenti per salvare pazienti affetti da Covid, rischiamo di uccidere un’altra parte della popolazione. Occorre pensare alla sicurezza sanitaria e fare una zona rossa. Tutto questo genera difficoltà economiche alle nostre attività, già al collasso dopo il terremoto, vanno subito messe in campo misure economiche concrete».

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Mario Cavallaro

Tra chi era ricoverato all’ospedale di Camerino c’era, fino a ieri, anche l’ex parlamentare Mario Cavallaro, ora tornato a casa. L’avvocato sulla situazione dell’ospedale trasformato in Covid-hospital: «La giunta regionale, proprio in vista del rafforzamento della sanità pubblica su cui tutti ora convergono e del principio di economicità nell’utilizzare strutture esistenti (che è proprio quello che ha giustificato il ricorso a Camerino) dovrebbe robustamente rivedere l’utilizzazione funzionale anche delle strutture di Matelica e San Severino, finalmente acquisendo la consapevolezza che si tratta di strutture utilissime se mantenute in efficienza e sempre necessarie proprio in coordinamento con la sede di Camerino perché di emergenze sanitarie ce ne saranno purtroppo anche in futuro e le esigenze della sanità ormai si concentreranno di nuovo opportunamente sul pubblico e sui servizi alla popolazione anziana, che aumenterà in percentuale ulteriormente. Nell’inversione di cui tutti chiedono del processo di chiusura di posti letto (70mila in Italia negli ultimi dieci anni, centinaia nella Regione Marche) queste strutture possono avere grande utilità ed interesse e come si è visto solo se ospitano veri reparti e sono dotate di infrastrutture ed attrezzature all’altezza dei tempi possono essere utilizzate immediatamente anche per far fronte ad esigenza straordinarie. Una sanità previdente come quella pubblica non deve più lasciarsi sfuggire questa occasione».

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Alessandro Maccioni

Per quanto riguarda la sanità in provincia, il direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni, ha predisposto ieri due determine che si riferiscono alle esigenze della rete ospedaliera, alle prese con l’emergenza legata al Coronavirus e all’esigenza di potenziare alcuni dei servizi. La prima determina riguarda la aggiudicazione della gara da 147mila euro  – vinta dalla Cmm di Ancona – per la fornitura di 4 sistemi di anestesia da destinare al blocco operatorio della struttura sanitaria di Camerino. La seconda concerne la fornitura di sistemi di monitoraggio dei parametri vitali aggiudicata per circa 600mila euro alla SC Forniture Ospedaliere srl. Il direttore dell’Av3 Alessandro Maccioni ha disposto “l’avvio in urgenza dei contratti per motivazioni legate alla salvaguardia della salute pubblica, vista l’emergenza legata al Covid19 di allestire le terapie Intensive di rianimazione dei vari stabilimenti”.

 

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Primi pazienti al Covid-Hospital Malumore tra la gente di Camerino: «Perché qui? Noi in trincea da 3 anni»

 



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