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Primarie, per il M5S sono «un teatrino»
«Sinistra divisa in tre, Ricotta ha già vinto»

MACERATA 2020 - Il consigliere Roberto Cherubini attacca il centrosinistra: «Gli altri partecipano solo per ambire a un assessorato o a un posto di potere. E la politica del consenso divide la torta dei contributi tra tante associazioni»
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Roberto Cherubini, consigliere comunale dei 5 Stelle

 

«Benvenuti signori al teatrino della politica rappresentato dal centrosinistra in vista delle primarie. Tanti spettatori restano vittime di questi giochi e seppur brave persone cadono nella trappola delle “firme a sostegno” di qualcuno». Dopo aver escluso possibili alleanze con il Pd già prima delle elezioni in Umbria (leggi l’articolo), oggi il Movimento 5 Stelle di Macerata attacca duramente il centrosinistra. Il consigliere comunale Roberto Cherubini, possibile candidato sindaco dei grillini, prende di mira tutti i contendenti alle primarie del 16 febbraio: «Le candidature senza nessuna speranza di Luciano Pantanetti, David Miliozzi e Stefania Monteverde intrise di contraddizioni evidenti hanno un un solo obiettivo: il mantenimento del potere – scrive Cherubini – Narciso Ricotta non ha rivali per mille ragioni e se ci fosse stata una possibilità di sconfiggerlo poteva essere quella di unire le forze dei tre sfidanti, che da sempre si dichiarano di sinistra. Perché allora non si mettono insieme? Semplicemente perché ognuno di loro ambisce ad un assessorato o ad un posto di potere che in caso di vittoria del centro sinistra riceverà per avere aiutato il vincitore predestinato».

Un Movimento 5 Stelle che a Macerata ha spesso assunto posizioni ben più a sinistra del Pd e che oggi sembra deluso dall’atteggiamento di possibili forze di sinistra: «Palese – prosegue Cherubini – la contraddizione nelle dichiarazioni di David Miliozzi che dice di avere con se +Europa ed il giorno dopo la Monteverde (candidata alle Europee con + Europa-Italia in Comune) dice di correre da sola. Le primarie sono un grande atto di democrazia se non organizzate per la spartizione del potere, ma quando osservi che il Pd è compatto su Ricotta e gli altri neanche si mettono insieme, comprendi immediatamente quella che sarà la compagine di Governo in caso di vittoria (molto improbabile). Manuale Cencelli in mano chiederebbero come sempre un assessore per ogni fazione e le competenze e professionalità andrebbero, come sempre, a farsi benedire (salvo rari casi di fortunata accoppiata potere-competenza)».

Luciano Pantanetti, David Miliozzi, Stefania Monteverde e Narciso Ricotta

«Potremmo ritrovarci – aggiunge il consigliere pentastellato – come negli anni scorsi assessori che non hanno mai lavorato e che interpretano il ruolo non come riconoscimento delle professionalità e competenze, ma come contributi a pioggia alle associazioni per ricevere consenso. Parlo per esempio del noto esponente di Pensare Macerata, maestro in quelle dinamiche politiche che detesto e che secondo me sono la maggiore zavorra del nostro Paese. Fare politica in quel modo significa sacrificare le competenze per il consenso e costringere migliaia di nostri giovani preparati a fuggire all’estero per vedersi riconosciute le competenze. Faccio un esempio pratico, parlando di associazionismo, per far capire le differenze tra la politica che sogno e quella che vedo ogni giorno: le associazioni cittadine sono la forza principale di questa città e la brutta abitudine del centro sinistra di tirarle per la giacchetta è deprecabile. Come dissi in un incontro alla sala consiliare con le varie associazioni, deve essere l’Amministrazione comunale a proporre progetti ed a farli realizzare a quelle associazioni che si sentono in grado di farlo. Le appartenenze presunte, le simpatie personali, le prebende versate non dovrebbero pesare se vogliamo tutti una società più giusta che riconosca le competenze e le professionalità. Ci sono persone ed associazioni cittadine che non contribuiscono al bene comune da decenni solo perché hanno avuto un’ appartenenza diversa dai governanti e vengono esclusi per default. Succederebbe la stessa cosa con il centro destra, secondo me, ma non ne abbiamo le prove».

«Accedendo alla sezione “amministrazione trasparente” del Comune di Macerata è possibile ad ogni cittadino osservare l’elenco dei contributi e farsi un’idea. Per essere schematico direi che oggi la politica del consenso (che esclude le competenze) divide la torta dei contributi tra tante associazioni in maniera omogenea avendo come principale obbiettivo il consenso; la politica che sogno è invece quella che metta intorno ad un tavolo tutte le associazioni e offre la torta a tutti coloro che possono contribuire a progetti che partono dall’amministrazione. Se avessimo usato questa logica in passato avremmo per esempio già realizzato il restauro delle fonti cittadine (importantissimo per mille ragioni) pescando professionalità cittadine che oggi, non essendo filo-governative, vengono escluse. L’Italia se cancellasse queste piccole forme di corruzione, che premiano i raccomandati e fanno scappare i giovani all’estero, sarebbe la prima forza mondiale grazie ad un patrimonio artistico, culturale, paesaggistico e culinario senza eguali. Intanto noi portiamo avanti il nostro lavoro con corposi gruppi di lavoro – conclude Cherubini –  e come già detto offrirò la mia possibile candidatura se tante persone decideranno di metterci la faccia in un percorso partecipato sconosciuto a chi parla di discontinuità ma sta nel palazzo da decenni».

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