Primarie, Renis non sarà della partita
Sicurezza, la Lega attacca il Comune

MACERATA 2020 - Nel centrosinistra l'ex consigliere ha deciso di non candidarsi mentre Ricotta avrà anche il sostegno di una civica guidata dal dermatologo Marco Sigona. Intanto nel centrodestra gli esponenti del Carroccio criticano la gestione dell'accoglienza dopo la tentata violenza sessuale nel centro cittadino
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Romeo Renis, presidente dell’associazione Insieme in sicurezza

 

Primarie del centrosinistra, Romeo Renis non sarà della partita. «E’ più volte comparso il mio nome per un eventuale candidatura – dice Renis, sostituto commissario della Polizia, ex consigliere comunale e candidato col Pd alle Regionali del 2010 – Se da una parte sono onorato sul fatto che qualcuno abbia pensato a me, dall’altra però tengo a sottolineare che non sono disponibile ad aprire un capitolo che mi veda in qualche modo coinvolto direttamente alla competizione delle primarie. Attualmente l’unico impegno che mi sento di mantenere è quello di presidente della onlus “Insieme in sicurezza”. Per quanto riguarda la scena politica ho aderito volentieri al laboratorio di idee “Macerata la nostra città” perché ritengo che in un momento particolare ognuno che vuole bene alla propria città deve in qualche modo contribuire. Infatti attraverso tale esperienza abbiamo avuto modo di approfondire argomenti come ambiente e sicurezza, questione quest’ultima spesso sottovalutata ma importante per la nostra società».

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Marco Sigona

In attesa di segnali dalla vicesindaca Stefania Monteverde, al momento i candidati alle primarie sono tre: Narciso Ricotta (Pd), Luciano Pantanetti (La città di tutti) e il nome che proporrà Pensare Macerata ad inizio anno (con ogni probabilità il consigliere David Miliozzi). Intanto, come annunciato, Ricotta avrà anche il sostegno di una lista civica. E’ stata infatti costituita un’associazione culturale, guidata dallo stimato dermatologo Marco Sigona. La lista sarà presentata ad inizio anno, così come i suoi aderenti (tra questi la prof Grazia Di Petta e Frediano Colotti, ex presidente della bocciofila di Sforzacosta). L’intenzione di Ricotta è dunque di coinvolgere anche la società civile pescando in tutte le categorie.

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Simone Merlini, coordinatore provinciale della Lega

E se nel centrosinistra Renis è stato l’esponente che più di ogni altro ha trattato il tema della sicurezza, nel centrodestra la Lega si fa paladina e interviene dopo l’episodio di cronaca della scorsa notte (leggi l’articolo). «La tentata violenza ad una ragazza di Macerata è l’ennesima conferma del degrado in cui versa la città grazie alle scellerate politiche di accoglienza del Pd e della giunta Carancini». A dirlo Simone Merlini, Andrea Marchiori e Tullio Patassini, rispettivamente responsabile provinciale, consigliere comunale e deputato della Lega. Per Merlini «la sicurezza dei cittadini non può essere lasciata alla loro capacità di reazione: deve essere il frutto di sforzo costante e congiunto con l’encomiabile attività delle forze dell’ordine che, nel caso dell’amministrazione di Macerata in particolare, è troppo spesso mancato – commenta il responsabile della Lega Provinciale Simone Merlini – La sicurezza infatti non può essere lasciata esclusivamente al contrasto e alla repressione o all’autodifesa: è frutto soprattutto della prevenzione per cui la gestione oculata dell’accoglienza è un elemento essenziale».

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Andrea Marchiori

Andrea Marchiori aggiunge una valutazione personale, collegando le critiche della Corte dei Conti all’utilizzo del Comune delle anticipazioni di tesoreria ai rapporti con il Gus (rapporti di cui però la Corte dei Conti, nel recente parere sui bilanci, non parla esplicitamente – leggi l’articolo). E poi prosegue: «Basta guardare le cronache degli ultimi due anni per vedere modalità e qualità della gestione migratoria, di cui si occupava l’attuale sindaco in pectore Narciso Ricotta, assessore ai servizi sociali della prima giunta Carancini. L’assoluta assenza di controllo dei migranti una volta usciti dal progetto (alias esauriti i fondi per mantenerli) ha facilitato la possibilità che un numero ragguardevole di loro finissero ad ingrossare l’esercito dello spaccio quando non fossero già espressione diretta di organizzazioni criminali».

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Tullio Patassini

Per la Lega inoltre «le scritte contro il questore Pignataro e la tentata violenza ad una diciannovenne maceratese sono due facce della stessa arrugginita medaglia del tessuto sociale cittadino». Patassini conclude: «Classificare come sporadici certi episodi è il tentativo malriuscito di sminuirne la preoccupante gravità. Il rapporto tra delinquenza ed immigrazione (a Macerata in particolare) è innegabile, così come la necessità di pene certe. È sconcertante che proprio oggi il presidente Conte abbia confermato di voler modificare i decreti sicurezza piegando il Governo nazionale ai voleri del Pd, azionista ideologico di maggioranza e di cui la giunta Carancini-Ricotta è espressione».

(redazione CM)

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