Una “Città di tutti” senza Carancini,
Pantanetti presenta la sua candidatura:
«Oggi siamo qualcosa di diverso»

MACERATA 2020 - Il sindaco uscente «è un uomo di partito e rimane nel Pd». Parola del presidente del Consiglio comunale che ufficializza la corsa alle primarie con la lista civica: «Il progetto del 2010 nasce con Romano e finisce con Romano». Presente anche Ricotta: «Tra di noi ci deve essere collaborazione e non competizione». I dem intanto chiedono alla maggioranza di semplificare il regolamento
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LA CITTA’ DI TUTTI – Il coordinatore comunale Francesco Baldantoni e Luciano Pantanetti durante la presentazione di oggi al Pozzo

 

di Matteo Zallocco (foto Falcioni)

“La città di tutti” cambia strada: dalla politica degli slogan e dei rancori di Romano Carancini a quella pacata e ragionata di Luciano Pantanetti. Queste almeno le intenzioni che si sono palesate oggi durante la presentazione della candidatura alle primarie di centrosinistra del presidente del Consiglio comunale.

Assente (non solo fisicamente) l’attuale sindaco, presente invece l’assessore Narciso Ricotta che sarà un competitor di Pantanetti per il voto del 16 febbraio. La lista nata prima delle elezioni del 2015 con il nome “La città di tutti con Romano Carancini sindaco” si spersonalizza dalla figura dell’uomo solo al comando e prova a togliersi di dosso quell’etichetta diventata ingombrante. Et voilà: ecco “La città di tutti” senza Carancini. La domanda sul sindaco, mai nominato nel corso dei 40 minuti di conferenza, arriva alla fine. E la risposta di Pantanetti è perentoria: «Carancini è un uomo di partito e rimane nel Pd, noi siamo qualcosa di diverso».

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Alla conferenza spunta Narciso Ricotta

In una sala piena di simpatizzanti pronti a scendere in campo, Pantanetti rivendica proprio l’identità civica della sua lista: «Qui in mezzo solo io ho fatto parte di un partito (fino a nove anni fa con Rifondazione Comunista) e da tempo ho capito che non aver nulla a che a fare con un partito è un punto di forza». Francesco Baldantoni, coordinatore comunale della civica, ha esordito spiegando che «”La città di tutti” non è solo il nostro slogan ma la nostra aspirazione. Cinque anni fa siamo arrivati all’ultimo momento, quando il programma era già delineato. Questa volta vogliamo essere protagonisti nella costruzione del nuovo centrosinistra. Crediamo con forza nella candidatura di Pantanetti che si è contraddistinto nel suo ruolo di presidente con terzietà e fermezza gestendo il Consiglio comunale in maniera impeccabile». Tra le priorità indicate da Baldantoni: «La sicurezza degli edifici scolastici per i quali ci siamo battuti in questi anni e sono stati fatti grandi passi in avanti, i servizi sociali dove grazie al nostro assessore Marika Marcolini abbiamo portato a casa risultati non lasciando sole le persone che hanno meno, ambiente e mobilità sostenibili».

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Luciano Pantanetti, avvocato, 55 anni, è presidente del Consiglio comunale dal 2015

L’idea di Pantanetti è quella di «un’amministrazione amica che faccia dell’ascolto la sua peculiarità». Insomma, proprio il punto su cui Carancini viene accusato dai suoi: basti vedere le dichiarazioni del segretario Pd Stefano Di Pietro («qui il sindaco è un corpo estraneo, dialoghiamo solo tramite gli assessori») e della vicesindaca Stefania Monteverde («ha trascurato troppo il confronto con i cittadini»). Resta vicino al sindaco l’assessore Narciso Ricotta che dovrà aspettare la prossima assemblea del Pd per ufficializzare la sua candidatura. Ieri sera i dem si sono nuovamente riuniti per discutere il regolamento e chiederanno alle altre forze di maggioranza di semplificarlo: la proposta è che in caso di 4 o più candidati candidati basterà il 30%  per evitare il ballottaggio; se i candidati saranno meno di quattro servirà il 40% per risultare vincenti al primo turno.

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Al tavolo anche il consigliere Marco Menchi e l’assessore Marija Marcolini

Oggi Ricotta si è presentato nel bel mezzo della conferenza di Pantanetti: «A differenza degli altri la nostra classe dirigente ha avviato un percorso in cui chiederà ai cittadini di scegliere il candidato sindaco – puntualizza Ricotta –  Tra di noi ci deve essere uno spirito di collaborazione e non di competizione per arrivare a una sintesi. Le primarie sono lo strumento giusto per creare condivisione». Pantanetti sottoscrive e aggiunge: «Mi candido per mettere a disposizione del centrosinistra la mia esperienza amministrativa maturata in questi anni e la mia professione di avvocato».  Marco Menchi, capogruppo in Consiglio de “La città di tutti”, sottolinea che «la nostra missione è essere tra la gente. Ad esempio io a Sforzacosta sono la persona di riferimento per i cittadini e grazie a questo rapporto si riesce a ottenere qualche lavoretto».

LucianoPantanetti_Comunali_FF-11-325x216Nel manifesto di Pantanetti, che era stato assessore all’urbanistica nella precedente Giunta Carancini (2010-15), si evidenzia «la valorizzazione di una città che viene apprezzata da chiunque venga da fuori, il completamento di un percorso già avviato per recitare a pieno titolo il ruolo di capoluogo di provincia grazie a una struttura già molto preparata. La precedente Giunta ha lavorato moltissimo in ogni settore e chi fa tanto può commettere degli errori, noi dobbiamo essere bravi a capire come correggerli. Non dimenticando allo stesso tempo quanto di buono fatto, ad esempio come è stata affrontata l’emergenza terremoto in un percorso che ha portato alla costruzione di due nuove scuole alle ex Casermette. Oggi la città è cambiata rispetto a 10 anni fa, il progetto del 2010 nasce con Romano e finisce con Romano».  Cosa inizierà una volta chiusa l’era del #ioparlocoifatti?  La ricetta di “La città di tutti” è provare a dare del “noi” a Macerata. Alle parole dovranno seguire i fatti. 

 

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