La disfida del Burchio:
l’odierno Davide contro Golia

CEMENTO - Le perplessità dell'associazione Maceratiamo sul progetto del mega resort a Porto Recanati: dalla vittoria della Montali alle elezioni alla posizione del Pd, dagli interessi della Conero Blu alla necessità di una pianificazione sul territorio
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La zona dove dovrebbe sorgere il mega resort

Lassociazione MaceraTiAmo interviene sul dibattito relativo al progetto della Conero Blu per il megaresort al Burchio di Porto Recanati:

Sono oramai diverse settimane che assistiamo preoccupati all’evolversi della storia sul megaresort previsto a Porto Recanati, in località Burchio. Siamo passati dalla soddisfazione di vedere un sindaco che, giustamente desiderosa di mantenere la promessa elettorale, si è adoperata concretamente per la cancellazione di quella lottizzazione, per arrivare all’attuale inquietudine provocata dallo sfaldamento della maggioranza che quel sindaco sostiene. Pensiamo ci sia bisogno dell’intervento di tutti e, in mezzo a tutto questo, ci sono personaggi ed episodi che meritano di essere evidenziati, in maniera tale che si possa avere un quadro della situazione il più chiaro possibile. Il primo episodio è, come detto, la netta vittoria di Sabrina Montali, in partenza data per sconfitta contro la potenza di un’amministrazione uscente che, a detta di molti, aveva risollevato i destini di Porto Recanati, e che invece ha dovuto scontrarsi con il fatto che questi “molti” non erano poi così tanti. L’affollato incontro insieme a Italia Nostra sul Burchio aveva già fatto presagire da quale parte stessero i cittadini. Appena eletto, il neo sindaco mantiene la prima promessa fatta in campagna elettorale ed il comune di Porto Recanati conferma il parere negativo della sua maggioranza sulla variante relativa al Burchio.

La vista del Conero dalla particella 45, un pianoro-gemello rispetto a quello della villa romana del Burchio

La vista del Conero dalla particella 45, un pianoro-gemello rispetto a quello della villa romana del Burchio

Secondo aspetto da evidenziare e di cui prender nota è che la politica che ci governa, quella che sostanzialmente coincide con il “partito nazionale” di Renzi, è praticamente d’accordo con questa operazione edificatoria. Accordo che si è palesato a tutti i livelli istituzionali, Regione e Provincia in primis, ma anche in diversi ambiti della vita cittadina; come in quello professionale, con i professionisti locali maggiormente legati al partito nazionale di cui sopra a sostenere (ovviamente dietro legittimo compenso) le posizioni di chi, quella colata di cemento la vuol fare. Una piccola parentesi. Va bene che dopo il ventennio berlusconiano il benedetto conflitto di interessi sia una questione oramai completamente ingoiata, digerita ed anche espulsa, ma il fatto che tra gli avvocati della la società proponente ci sia l’attuale assessore all’urbanistica del comune di Macerata, a noi ancora fa un po’ stacco: interesserà a pochi, ma ci pareva doveroso sottolinearlo. Ora la società proponente, la Conero Blu (società molto glocal, con nome e alta manovalanza locali ma con imprenditori e soldi decisamente globali, provenienti da USA e Uzbekistan), per il tramite dei suoi eccelsi avvocati, ha minacciato l’attuale giunta di rivalersi sul comune delle spese finora sostenute se non si dovessero rispettare gli accordi sottoscritti con la precedente giunta Ubaldi. Hanno parlato di milioni di euro di risarcimento.

Il no della Giunta al progetto

Il no della Giunta al progetto

Terzo episodio. A quella minaccia, ritenuta infondata dal legale interpellato dal sindaco Sabrina Montali (e, per quanto può contare, anche secondo noi), reagisce il Pd di Porto Recanati, che interroga un proprio legale (ma non stanno in maggioranza con Montali?) e si nasconde dietro a quel parere per allinearsi ai legali della Conero Blu: il Pd portorecanatese non è più così sicuro di voler andare contro quella lottizzazione. Ad addolcire la durezza della minaccia, la carota di due promesse. La prima sui “futuri” posti di lavoro nel fantomatico megaresort; la seconda sulla “futura” realizzazione di scogliere a difesa della città: se le definissimo “risibili”, queste promesse, si offende qualcuno? Il quadro che emerge da questa narrazione mostra il grande dispiegamento di forze messo in campo da una parte (soldi, assessori, politici regionali, eccetera), con, dall’altra, un sindaco armato (purtroppo, o per fortuna) esclusivamente dell’appoggio dei suoi concittadini: maggiore sarà la trasparenza del suo operato e la sua capacità di condividere le proprie intenzioni, maggiore sarà l’appoggio che ne riceverà. Tutto questo per un pezzo di campagna (anche se decisamente esteso) dietro all’autostrada. Possibile?

Via del Burchio si dirama da via Montarice direzione sud est. Dall'incrocio si vedono la fermata del bus e il Conero

Via del Burchio si dirama da via Montarice direzione sud est. Dall’incrocio si vedono la fermata del bus e il Conero

Ai lettori più attenti sarà già venuto questo dubbio. Potrà esser utile, a tal proposito, ragionare su quest’altra domanda: cosa c’è in gioco con la lottizzazione del Burchio? Per la Conero Blu ci sono tanti soldi. Compra qualche ettaro di campagna a poche decine di migliaia di euro, fa in modo che diventi edificabile e si trova in bilancio un capitale di svariati milioni, sul quale chiedere, magari in qualche banca disposta a credere a quella valutazione, qualche finanziamento per investimenti d’altro genere, che magari frutti veramente qualcosa. Poi, se quell’investimento non dovesse andar bene, la banca si riprenderà indietro la garanzia, cioè un pezzo di campagna, edificabile ma che nessuno sano di mente comprerebbe (un po’ quello che è successo a Banca delle Marche). Appare evidente che la Conero Blu avrà ben poco interesse a concludere la realizzazione dell’intervento, perché il raggiungimento del suo utile è completamente indipendente dalla buona riuscita del megaresort. Riteniamo che la Conero Blu conosca molto bene questo meccanismo, ed è notizia abbastanza diffusa che la stessa si stia muovendo per fare acquisizioni analoghe a Potenza Picena e Loreto. E per fortuna che sul Monte Conero c’è il Parco, sennò… Se la Conero Blu ha tanto da guadagnare, tutti noi come collettività abbiamo tanto da perdere: aq cominciare dalla sicurezza del nostro territorio. Sono passati pochi giorni dall’alluvione di Genova, e pochi mesi da quella, più vicina a noi, di Senigallia. Senza dimenticare le vittime delle forti piogge di Casette D’Ete o l’esondazione del Chienti a Sforzacosta nello scorso autunno.

Possiamo facilmente concordare tutti che questa sicurezza è raggiungibile e mantenibile solamente attraverso una chiara pianificazione del nostro territorio, capace di distribuire equamente le sue risorse alle persone che in vario modo lo utilizzano; un tipo di pianificazione che, purtroppo, è ben lontana da quel guazzabuglio urbanistico che contraddistingue la gestione del territorio di questi ultimi decenni e che da sempre, noi e altri, denunciamo. Riteniamo quindi che non ci sia in gioco solo un pezzo di campagna nel comune di Porto Recanati, ma quel Bene Comune che è il nostro territorio, e con esso il paesaggio e tutto ciò che implica. Siamo una piccola associazione maceratese e, per quanto possa contare, sosteniamo l’azione di Sabrina Montali e della sua giunta nella difesa della campagna del Burchio. La vicenda Giorgini a Macerata può fare scuola: vuoi vedere che anche questa volta tanti piccoli Davide riescono a vincere contro Golia?

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