A “ridosso” del voto, la Donati Spa:
“Faremo il porto da soli”

PORTO RECANATI - A quattro giorni dalle elezioni la società romana assegnataria del progetto e della gestione ribadisce la convinzione ad andare avanti aldilà degli eventuali cambi di amministrazione: " I politici cambiano, è vero, ma noi vogliamo sentire che la popolazione ci crede. Faremo lavorare 300 persone"
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Da sinistra gli architetti Rocchi, Donati e Bovino presentano il progetto del ridosso

Da sx gli architetti Rocchi, Donati e Bovino presentano il progetto del ridosso

di Alessandro Trevisani

Loro il porto (o meglio, ridosso) lo faranno e lo faranno da soli. In sintesi è questo il messaggio della Donati Spa, la società romana che insieme con Dema, Tirrena e Besix nel 2012 (sotto l’egida ATI) ha presentato e si è vista assegnare la realizzazione e gestione del progetto del ridosso (158 posti barca) che da tempo aspetta di vedere la luce a Porto Recanati, in zona Scossicci. In rappresentanza della società romana il patron Enrico Donati e gli architetti Alessio Rocchi, Daniele Donati e Ottaviano Bovino hanno ribadito alla stampa la volontà di   andare avanti, e di volerlo fare soltanto con le loro forze, e non con l’aiuto di nuovi finanziatori, come invece  rimbalzava dalle colonne di un giornale locale e come scritto, peraltro, nel programma di “Grande Futuro” per  Porto Recanati. «Nuovi finanziatori si affiancano al  proponente prescelto, ed il nostro porto torna ad avere il necessario sostegno per proseguire il suo percorso – scrive Rosalba Ubaldi nella brochure – e la sfida   continua», che riassume la sua proposta per il quinquennio che viene.   Enrico Donati si è presentato così: «Anni fa abbiamo avuto  sentore della volontà dell’amministrazione di costruire un porto – dice l’imprenditore – e facemmo una proposta   di ridosso che fu considerata la migliore».

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Uno dei disegni del progetto del nuovo Ridosso

Iniziano lì, nel 2012, i contatti con Regione e Soprintendenza, e relative prescrizioni fatte presenti dai due enti. «Ce n’è una, che viene dalla regione Marche – dice Rocchi – che ci impone il ripascimento di 1,5 km di scogliera. Così com’è per noi è una richiesta inaccettabile, perché ci manda fuori dal budget fissato nel business plan, quindi abbiamo bisogno di ridiscutere questo aspetto. Se la costruzione del ridosso altera il fondale marino noi risarciamo quello, ma non altro».  Il ridosso con darsena, nel progetto, include un canale marino che si addentra per qualche centinaio di metri all’interno. Un afflusso d’acqua che però, a quanto afferma la Donati Spa, non genera problemi a terreni e fondali. «Uno studio ha confermato che le correnti non saranno alterate»,   spiega Bovino, mentre Rocchi parla del capannone Nervi: «Lo vogliamo riqualificare e ripasceremo la spiaggia antistante, con tutto ciò che comporta di positivo per la collettività, perché attualmente è un edificio soggetto a crolli, e c’è dell’amianto nelle coperture esterne. In ogni caso la Soprintendenza ci obbliga a conservare la struttura, e abbiamo già avuto un parere favorevole al nostro disegno».

Il capannone Nervi come dovrebbe essere dopo la riqualificazione

Il capannone Nervi come dovrebbe essere dopo la riqualificazione

Nelle foto-progetto il capannone sfolgora bianchissimo e accogliente. Ed Enrico Donati risponde anche sul tema- lavoro: «Ci affideremo a serie ditte locali per realizzare l’opera, ingenerando un movimento economico che porterà sviluppo a Porto Recanati. Daremo lavoro a 300 persone per 3 anni». Un po’ di conti. «Nella prima fase  il progetto costa quasi 20-25 milioni, l’investimento generale è di 130-140 milioni». Quello del mercato nautico in crisi è stato uno dei motivi del rallentamento dell’iter. «In questo periodo la nautica è andata in grande difficoltà. Alcune leggi hanno penalizzato il settore, e i nostri costi certi oggi hanno ricavi incerti. Ma noi al progetto crediamo e anzi, siamo più convinti di prima».  Ci crederà anche la nuova amministrazione, qualora la sindaco Ubaldi non fosse confermata? I politici cambiano, è vero, ma noi vogliamo sentire che la popolazione ci crede. Noi siamo qui a trasmettervi la certezza e la volontà che vogliamo insistere, e dare più forza a ciò che abbiamo messo in piedi tempo fa. E se la nuova amministrazione non dovesse più credere al progetto, dopo il sostegno che finora ci è stato dato, beh, ci abbiamo speso parecchi soldi tra sondaggi e controlli, quindi ne ricaveremmo un danno importante». Ma di questo danno la Donati si potrebbe rivalere col Comune? «Qui la legge favorisce le amministrazioni – risponde Donati – in effetti non abbiamo firmato contratti, abbiamo solo risposto a un bando di gara. Perciò siamo qui, per far capire che al progetto ci   crediamo, ci abbiamo messo delle energie e vorremmo che l’amministrazione futura, qualunque essa sia, ci   appoggiasse».

porto pto recanati 4A questo punto la curiosità scatta obbligatoriamente: quelli di Donati Spa, a quattro giorni dal voto, non saranno venuti da Roma a sondare tutti i candidati alle Comunali? «No, non li abbiamo incontrati. Ma chissà, ci farebbe piacere», risponde con una battuta Enrico Donati, che poco prima aveva accennato: “Se abbiamo visto il sindaco? Non ancora, magari faremo un saluto, ma questi per lei sono giorni fitti di impegni”. Rocchi puntualizza: «Non dobbiamo mescolare piano politico e imprenditoriale: noi non decidiamo di fare un progetto in base a chi amministra». E Donati, ancora: «Noi abbiamo notato che l’amministrazione aveva quest’opera nel suo programma delle opere pubbliche, prima quello triennale e poi quello annuale, quindi abbiamo risposto col nostro progetto a delibere dell’amministrazione».  Ancora, sono state considerate altre proposte di società che vogliono entrare nel progetto, ad esempio, come si vocifera in città, la Coneroblu? «No – risponde Donati – ma la questione è un’altra: la nostra capogruppo Besix fattura 3 miliardi di euro l’anno, mentre qui si parla di 20 milioni per partire, quindi capite bene che il nostro problema non è stato rimediare finanziamenti, quanto capire il momento attuale della nautica, chiedendoci se i posti barca verranno venduti, o noleggiati oppure no. E restiamo convinti che il  ridosso funzionerà».  Infine: sono stati acquisiti i 14 mila mq della Santa Casa,  proprietà del Vaticano? «Stiamo trattando – dice Donati – e loro hanno la volontà di venirci incontro. È solo una questione di prezzo, e in ogni caso quel terreno copre   appena un quarto dell’area di intervento. Però vogliamo attrezzarci per tempo e stiamo cercando di ottenere un’opzione sull’acquisto».



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