Variante del Burchio:
la Sovrintendenza boccia,
la Provincia di Macerata approva

Il piano che prevede la realizzazione nel territorio di Porto Recanati di un maxi resort per 40.000 mc ottiene il parere favorevole di compatibilità ambientale nonostante le durissime contestazioni della direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici. Tra i rilievi mossi la "modificazione permanente della forma del paesaggio" e "lo svilimento di una efficace politica di tutela"
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Il progetto Burchio

Il progetto Burchio

di Marco Ricci

Alla Provincia di Macerata non è bastato il parere obbligatorio e vincolante – ampiamente negativo e rilasciato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche – per rigettare la variante al PRG relativa all’inserimento dell’area turistica detta “parco del Burchio” che dovrebbe sorgere nel comune di Porto Recanati in località Montarice. La proposta di un resort superlusso a Montarice (leggi l’articolo), presentata da  investitori russi e americani a nome della società Coneroblu Srl, era stata accolta con notevoli perplessità da diversi esponenti politici, tra i quali il candidato sindaco del movimento 5 stelle, Gianmario Poeta, e dalla locale segretaria del Pd, Antonella Cicconi. Di opportunità economica aveva invece parlato l’attuale sindaco di Porto Recanati, Rosalba Ubaldi, la quale ci aveva dichiarato di aver avuto solo “rassicurazioni dai tecnici, il progetto ha tutte le carte in regola, mentre sul piano politico è un’opportunità unica di sviluppo per il nostro territorio” (leggi l’articolo).

Rosalba Ubaldi, sindaco di Porto Recanati

Rosalba Ubaldi, sindaco di Porto Recanati

Non sappiamo quali tecnici siano stati interpellati dal sindaco di Porto Recanati, ma è difficile pensare che si tratti di quelli del Ministero per i beni Culturali, visto che la Direzione Regionale, emanazione di quel Ministero, ha espresso di fatto una bocciatura totale sulla proposta di variante, basandosi su un’innumerevole serie di incoerenze e di violazioni di vincoli di legge di diversa natura. L’area oggetto della struttura ricettiva, secondo la Sovrintendenza, “appare sottoposta a vario titolo a forme di rilevante tutela” e di “notevole valenza paesaggistica“. In particolare, si legge nell’atto inviato alla Provincia di Macerata, verrebbero violati alcuni vincoli stabiliti dal Codice dei Beni Culturali del Paesaggio per la presenza di corsi d’acqua (fascia di tutela del fiume Potenza) e boschi. In riferimento invece al Piano Paesaggistico Ambientale Regionale (Ppar), la direzione dei Beni Culturali individua la presenza di vincoli archeologici, crinali visibili dall’autostrada, elevato consumo di suolo viste le tipologie costruttive che produrebbero “modificazioni permanenti delle forme del paesaggio“, con la zona rurale di salvaguardia paesaggistico-ambientale che – a fronte dell’entità degli interventi – vedrebbe modificata in maniera sostanziale le proprie caratteristiche rurali e paesistico-ambientali prima tutelate (dal Prg vigente di Porto Recanati, ndr). “In conclusione – scrive la Sovrintendenza – si ritiene che la proposta di interpretazione e di trasposizione attiva delle norme di tutela dei differenti strumenti urbanistici sopra elencati […] tenda a svilire e rendere inefficace una politica di tutela paesaggistica coerente e condivisa ai vari livelli di pianificazione.”

Lydia Karmalyuk della Coneroblu

Lydia Karmalyuk della Coneroblu

Se tutto ciò non bastasse, l’ufficio decentrato del Ministero dei Beni Culturali contesta in maniera durissima la procedura proposta dalla Coneroblu di compensare sul territorio di Porto Recanati le nuove edificazioni mediante l’eliminazioni di volumi destinati a parco fluviale – e quindi di utilizzo pubblico – trasformandoli in altrattanta volumetria ad esclusivo utilizzo privato. Insomma, la Sovrintendenza contesta che edilizia pubblica si trasformi in edilizia privata, “disgregando un sistema del verde attrezzato pubblico ben progettato, rendendo poco efficace una programmazione paesaggistica originariamente coerente […]”. Alla fine di tutto, in caso gli uffici provinciali non avessero compreso il parere, la Sovrintendenza scrive in maniera inequivocabile chela compensazione urbanistica proposta non appare quindi coerente con le finalità perseguite dalla legge di riferimento; si ritiene non idonea la localizzazione degli interventi proposta in oggetto“, arrivando infine a suggerire soluzioni alternative alla variante del Burchio, individuando nel prg di Porto recanati  aree già previste edificabili e non utilizzate.

E cosa fa la Provincia di Macerata, dopo tanto parere obbligatorio e vincolante, espresso in fase di Valutazione Ambientale Strategica? Esprime parere positivo subordinando la compatibilità ambientale della variante all’ottemperanza di 19 prescrizioni, tra le quali il conformarsi al “parere dei soggetti competenti in maniera ambientale”, tra cui appunto il parere della Sovrintendenza di cui abbiamo sopra riportato parte del contenuto. Non è chiaro a questo punto come il Comune di Porto Recanati possa ottemperare a tale parere che si configura come una vera e propria bocciatura della variante.

Curiosa è anche una risposta che la Provincia e il Comune di Porto Recanati danno ad una delle nove osservazioni presentate, quella del Movimento5Stelle che evidenzia un contrasto della variante con la vocazione agricola dei suoli. Secondo i due enti, rimarrebbe infatti una “porzione” di territorio ad “uso agricolo con funzione produttiva di qualità e ricreativa alla zona turistica”, con il resort che dovrebbe avere “un effetto attrattivo per le produzioni di qualità, stimolando una connessione diretta tra produzioni agricole e consumo delle stesse nell’ambito della struttura ricettiva da realizzare”. Agricoltura a chilometro zero, insomma.

Alla fine di tutto, è veramente difficile comprendere come la Provincia di Macerata, davanti a un parere della Sovrintendenza dettagliatamente motivato e inequivocabile nelle sue conclusioni, abbia rilasciato un parere positivo –  seppure con prescrizioni – alla Coneroblu. Come curiosità, c’è da notare che tra i legali della società figura anche l’attuale assessore all’urbanistica del Comune di Macerata. L’otto aprile, in ogni caso, l’amministrazione Comunale dovrà decidere se adottare comunque questa variante in via definitiva.

 

 



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