Idee per valorizzare il Burchio
dallo speaker’s corner di Porto Recanati

Il Movimento 5 Stelle ha avviato l'iniziativa che ripeterà settimanalmente. Presente anche il candidato sindaco Giammario Poeta in sella ad una vecchia bici
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Il gruppo dello speaker’s corner per il Burchio

Da Hide Park, lo speaker’s corner londinese si è trasferito nei giorni scorsi a piazza Bracondi a Porto Recanati per iniziativa del Movimento Cinque Stelle i cui componenti hanno gridato le loro idee per la valorizzazione della collina del Burchio. 
«E’ stato il primo incontro in piazza, informale ed estemporaneo – si legge in un comunicato stampa del Movimento –  ispirato al famoso speaker’s corner londinese, e si ripeterà con frequenza settimanale viste le inspiegabili difficoltà burocratiche nell’ottenere con congruo anticipo permessi e autorizzazioni per occupare suolo pubblico con tavolini e gazebo o per riunirsi in sale altrettanto pubbliche.
Giammario Poeta, l’architetto candidato sindaco del MoVimento, è arrivato in sella ad una vecchia bici decorata con simboli del MoVimento e palloncini gialli, è montato su una panchina ed ha illustrato le osservazioni che il Movimento Cinque Stelle ha inviato al Comune di Porto Recanati in merito alla variante di piano regolatore che autorizza la costruzione di 80 villette e un albergone a 6 stelle con vista sul depuratore dei rifiuti in un territorio destinato ad attività agricole e con resti ed evidenti tracce di resti archeologici dell’età del bronzo (periodo del Bronzo Medio Appenninico, XV-XIV sec. a.C.). Il ricorso evidenzia le incongruità di un progetto (già costato 50.000 euro) che non tiene conto delle caratteristiche del luogo, dei rischi idrogeologici, della mancanza di viabilità adeguata al volume di traffico che si verificherebbe ad urbanizzazione completata.

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Giammario Poeta con la sua bici

L’archeologo Fabio Fazzini ha ricordato l’importanza archeologica delle due colline di Montarice e del Burchio, e ha narrato la curiosa storia di marinai che venivano portati in manette ad assistere alla messa nella chiesetta del Burchio, tuttora esistente. Ha concluso con questo avvertimento: “Attenzione, ogni volta che si decide di lottizzare un pezzo di terreno, si dovrebbe tener conto del rischio di cancellare un pezzetto della nostra sdtoria.” Bloccare tutto nel rispetto feticistico del passato? Tutt’altro. Impostare lo sviluppo economico, turistico, urbanistico con nuovi paradigmi mentali per il mondo nuovo che sta arrivando.
Poeta è tornato a parlare delle nuove idee del Movimento sulla possibilità di animare la collina del Burchio con un progetto di valorizzazione ambientale e culturale rivolto a giovani di tutto il mondo che vogliano partecipare a scavi archeologici, studiare le specie vegetali locali (fra l’altro la zafferanella, ingrediente irrinunciabile del brodetto portorecanatese), interagire con gli studiosi italiani e locali per una valorizzazione organica del patrimonio – tutto da scavare – che va dall’età del bronzo e dalle popolazioni picene ai coloni romani della città di Potentia. Il progetto, a impatto ambientale pressoché nullo, aggiungerebbe a Porto Recanati un’attrattiva turistica non stagionale al balneare stagionale, facendone un centro archeologico di importanza mondiale, dal momento che nella città romana risiedeva perfino il poeta Quinto Ennio, uno dei capisaldi della letteratura latina. Si tratta di una visione diversa dello sviluppo del territorio, in linea con i requisiti più avanzati di tipo ambientale e urbanistico, attenta al risparmio energetico e a non cvonsumare e impermeabilizzare il terreno.
E’ il mondo nuovo di fronte a idee che risalgono agli anni ’60 del secolo scorso, e che hanno generato mostri come i grattacieli Bianchi e Hotel House, e che hanno completamente snaturato il centro di costa con cementificazioni che penetrano nell’interno senza integrarsi col tessuto cittadino. E’ l’alternativa “dolce” a consumo di suolo che anche se arricchisce qualcuno alla fine produce perdite e fallimenti, lasciando una quantità di appartamenti invenduti e disabitati.
Poeta ha concluso con la visione di una città pulita, curata, bella, in cui la gente sorride perché sta bene, e col suo sorriso attira il turista e lo incoraggia a tornare».

 

 



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