Loreto-Coneroblu, possibile matrimonio
Casali: “Vorremmo recuperare
strutture in disuso”

L'INTERVISTA - La Srl ha assicurato di non voler spostare il progetto del Parco del Burchio. Il vicesindaco del comune anconetano: "L'approvazione della lottizzazione del Pizzardeto è un normale piano di recupero, per restaurare la ciminiera della fornace e per far nascere una zona residenziale"
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La conferenza stampa di aprile. Da sinistra il geologo Paolo Giacomelli, l'agronomo Euro Buongarzone, Lidya Karmalyuk della Coneroblu e l'architetto Giancarlo Biagioli

La conferenza stampa di aprile tra (da sinistra) il geologo Paolo Giacomelli, l’agronomo Euro Buongarzone, Lidya Karmalyuk della Coneroblu e l’architetto Giancarlo Biagioli

di Alessandro Trevisani

Loreto-Coneroblu, un matrimonio che si potrebbe fare. Nemmeno 10 giorni fa si svolgeva a Porto Recanati un incontro tra i vertici della società anconetana e sindaco e vicesindaco della città mariana. Come precisato dalla Srl non si tratta di spostare a Loreto il progetto del Parco del Burchio, che resta al palo a 60 giorni dalla scadenza della variante: a Loreto Coneroblu vuol fare qualcosa di completamente nuovo e distinto. Lottizzazioni di tipo turistico, senz’altro, ma comunque una questione tutta da valutare, come ci racconta il vicesindaco di Loreto Paolo Casali.

Vicesindaco, che cosa viene fuori dal vostro incontro con Coneroblu?

“Questi signori hanno chiesto di valutare delle situazioni che a Loreto e constatare con noi quelle che sono le possibilità sul territorio. Noi abbiamo presentato loro alcune zone che sono già contemplate nel piano regolatore, sicché se i soci Coneroblu sono interessati prenderanno accordi coi proprietari. Ad ogni modo si è trattato di un incontro istituzionale col sindaco e con me, dove ho voluto mostrare a questi signori alcune strutture ricettive che abbiamo in città, che sono chiuse da tanto tempo e che vorremmo recuperare”.

Quali sono gli obiettivi che vi sono stati dichiarati?

“Coneroblu si è detta interessata a tutta la zona a sud del Conero, sicché è nato questo incontro come successo altre volte con altri soggetti”.

 Insomma, una sorta di colloquio conoscitivo. Vi hanno illustrato delle credenziali, o vi hanno descritto le realizzazioni già effettuate altrove?

“Ma insomma, chi sono questi signori si sa. Sono interessati a costruire un resort a Porto Recanati, nemmeno mi ricordo il nome della zona perché ha un nome strano, il Torchio, il Burchio…”.

 Il Burchio.

“Ecco, ma poi si stanno muovendo su tutta la nostra zona, si sono mossi su Potenza Picena… Mi pare che sulla stampa ci sia un po’ di bailamme e qualche favola, non so, forse si vuole creare qualcosa…”.

Il 7 agosto scorso, intanto, Loreto ha approvato la lottizzazione del Pizzardeto, che Italia Nostra ha contestato per l’ennesima volta (l’associazione in un comunicato scrive che “ci è sembrato di tornare ai tempi della cosiddetta “prima repubblica” quando si approfittava del periodo estivo per far passare le delibere che si voleva, contando sul rilassamento vacanziero dei vari interlocutori” e protesta il fatto che Provincia di Ancona e Conferenza dei Servizi avevano chiesto di “procedere con la preventiva Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e la preventiva Verifica di Impatto Ambientale (VIA)”). Di che cosa si tratta?

“Di un normale piano di recupero, niente di nuovo: l’impatto ambientale è paragonabile a zero. La ciminiera della fornace ex Pizzardeto sarà restaurata in quanto architettura industriale storica, e tutto intorno nascerà una zona residenziale con villette di modesta altezza”.

 Sarà, come ventilato da alcuni, un agglomerato urbano incombente su Porto Recanati, col rischio che diventi un affaccio edilizio sul mare?

“Ma per carità, abbiamo rispettato tutte le tutele possibili, tra l’altro la zona rimane incassata tra Montorso e la zona dell’Oasi. Quindi non alimentiamo timori che non hanno ragione d’essere”.

 

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