Sel: “No al Burchio,
sì al recupero edilizio”

PORTO RECANATI - "Campagna mediatica orchestrata per convincere l'opinione pubblica della bontà del progetto, provando a creare confusione, inserendo nel progetto la cementificazione a 6 stelle, la darsena portuale e le scogliere"
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SEL PORTO RECANATI

Il coordinamento di Sel

Il Coordinamento Sel Porto Recanati interviene sul voto imminente per la variante del Burchio:

“Non torneremo sulle motivazioni che ci hanno spinto a dire no al mega resort. Prendiamo atto della campagna mediatica orchestrata per convincere l’opinione pubblica della bontà del progetto, provando a creare confusione, inserendo nel progetto la cementificazione a 6 stelle, la darsena portuale e le scogliere. Potremmo chiudere qui se solo dicessimo che gli stessi che oggi contribuiscono a questa campagna mediatica hanno avuto quindici anni per realizzare tutto ciò, ma delle cose dette sono stati capaci soltanto di realizzare, o meglio di avviare, l’iter del resort Burchio. Le tentano tutte, minacciando anche ricorsi legali con l’intento di togliere serenità di giudizio ai nuovi amministratori comunali che giustamente hanno ritenuto opportuno affidarsi al contributo di avvocati esperti contattati dalla Giunta e dal Partito Democratico. Hanno furbescamente provato a darci ad intendere che vi saranno centinaia di nuovi posti di lavoro che come d’incanto risolverebbero la drammatica crisi economica e occupazionale. Scrivono tutti i giorni che gli operatori turistici locali non aspettano altro che si realizzi quel progetto, anche se gli unici che scrivono sulla stampa e sui social sembrano avere “interessi” diretti o indiretti. Il voto di maggio ha scelto un’altra strada, quella del no ad un ulteriore consumo di territorio, arrivando a bocciare quanti sostenevano e praticavano cementificazione e speculazione edilizia, arrivando a deturpare intere zone pregiate facendo costruire centinaia di appartamenti “non in vendita” e non in affitto. Ne abbiamo piene le tasche di veder crescere in modo esponenziale intere zone della città vuote per dieci mesi l’anno. I cittadini portorecanatesi, le giovani coppie, per trovare un’abitazione a costi abbordabili non devono più essere costretti a emigrare a Loreto, Recanati o Potenza Picena. Si pratichi dunque una politica in questa direzione. Oggi disponiamo già di qualche decina di migliaia di appartamenti, parte dei quali degradati o privi di servizi primari. Questo concetto è ampiamente ripreso anche da Italia Nostra Marche, che in un recente comunicato stampa ha inoltre ribadito ciò che anche noi vorremmo ricordare e cioè che un quartiere intero ha espresso la ferma volontà, attraverso una grande raccolta firme, di non volere questo ulteriore sfruttamento del territorio. Infine occorre ricordare come sia la Provincia di Macerata che, soprattutto la Sopraintendenza hanno espresso forti criticità e rilievi che non possono non essere considerati”.

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