Resort sul Burchio,
il Pd: “Basta cemento,
meglio il parco archeologico”

PORTO RECANATI - La segretaria Antonella Cicconi: "I fondi per istituirlo possono arrivare dall'Ue". Fiaschetti (Far): "Aspettiamo da 70 giorni il dossier delle opere realizzate dalla Coneroblu"
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Antonella Cicconi

Antonella Cicconi, segretaria del Pd Porto Recanati

di Alessandro Trevisani

Sono mattoni che scottano quelli del resort sul Burchio, sebbene la prima pietra sia lontana dall’esser posata. Fa ancora discutere il progetto dell’albergo di superlusso a Montarice (5 stelle superior, 240 stanze), che nelle intenzioni degli investitori russi e americani della Coneroblu Srl, e a dispetto della recente, gigantesca (20%) svalutazione del rublo decisa da Putin, sarebbe destinato a intercettare i turisti più facoltosi provenienti dalla Russia. A poche settimane dalle elezioni Comunali del prossimo 25 maggio la sindaco Ubaldi parla di “opportunità unica di sviluppo per il nostro territorio” e liquida come Cassandre i contestatori. Le opposizioni ribattono punto su punto alle parole del Primo Cittadino di Porto Recanati.

Attilio Fiaschetti

Attilio Fiaschetti, Far

La segretaria locale del Pd, Antonella Cicconi, è netta: “Invece di cementificare una delle ultime aree verdi rimaste al paese sarebbe il caso di chiedersi se Porto Recanati, che d’estate vive soprattutto di affitti, sia pronta per un salto di target di questo genere”. Cicconi lamenta poi le note criticità: “La questione archeologica, la difficoltà di collegare il resort alla spiaggia e la fretta con cui, in sette giorni dalla convocazione del consiglio, lo scorso dicembre si è liquidata la questione della destinazione d’uso dell’area”. Le rassicurazioni avute nell’incontro dei vertici del Pd con alcuni tecnici attivi nella progettazione del resort, tra cui l’architetto Biagioli, non hanno convinto la Cicconi. “Molto meglio sarebbe”, conclude la segretaria, “adibire l’area a parco archeologico. La sindaco dice che non ci sono i fondi? E invece potremmo approfittare di quelli europei”.  “Aspettiamo da 70 giorni il dossier con lo storico delle opere già realizzate dagli investitori della Coneroblu Srl in giro per il mondo”, dice invece Attilio Fiaschetti a nome dell’alleanza tra le civiche denominata Far, “da quando cioè la sindaco, in consiglio comunale, promise alle opposizioni di consegnarlo, e parlò sbrigativamente di precedenti operazioni edilizie in Spagna e Portogallo. Quali? Non è dato

Giammario Poeta, M5S

Giammario Poeta, M5S

saperlo a nessun cittadino di Porto Recanati, così come non si conosce il business planning, non è nota la documentazione relativa alla struttura, quante persone può accogliere, se lavorerà 3 mesi all’anno oppure 12… I nomi che abbiamo sentito in questi mesi (alla stampa sono noti quelli del russo Vladimir Galperin e dell’uzbeko Doniyor Arifdjanov, amministratori della Coneroblu, ndr) suonano alle nostre orecchie come quelli di perfetti sconosciuti”. Prosegue Fiaschetti:È noto a tutti che sul colle del Burchio c’è un insediamento di epoca romana. La stessa soprintendenza lo ha fatto notare, quindi come si possono investire così tanti denari in un progetto lussuoso, sapendo in modo matematico che i lavori saranno bloccati? E ancora: chi si prende la responsabilità di costruire sul bordo di due frane catalogate dai geologi del Comune, in un colle che si affaccia sul depuratore? La sindaco dice che i turisti vanno a Sharm El Sheik nonostante ci sia il deserto, come se non si sapesse che la gente nel deserto vuole andarci proprio per vederlo, ma non visita certo discariche e depuratori! Per non dire del presunto obbligo degli investitori a far assumere nel resort solo gente di Porto Recanati (salvo che in città manchino le figure adeguate, ndr), che non è previsto in nessuna normativa del mondo; dei nuovi presunti scali aerei dalla Russia per Falconara, un aeroporto a rischio chiusura; e delle telefonate che il sindaco giura di non aver fatto ai firmatari della petizione contro il resort,

Tonino Paoletti, Patto per Porto Recanati

Tonino Paoletti, Patto per Porto Recanati

quando lei stessa aprì il consiglio del 30 dicembre dicendo che avrebbe chiamato tutte le famiglie interessate”.

Il M5S fa sapere che, nel suo programma elettorale, sarà inserito un piano di riqualificazione urbanistica di tutto il paese, agli antipodi della politica perseguita dall’amminstrazione Ubaldi. Invece Tonino Paoletti, di Patto per Porto Recanati, parla di “tempistica sbagliata” per un provvedimento, quello che a dicembre ha riconvertito in area turistico-residenziale un terreno agricolo, “che andava studiato con calma, fuori da una campagna elettorale in cui la questione sta diventando prettamente politica. Questo paese ha bisogno di una struttura simile, ma non in quella località, anche considerando che più di 1100 cittadini hanno detto di no all’iniziativa”. E parlando dei firmatari val la pena riportare le parole di Carlo Reboli, del comitato quartiere Montarice, che all’assemblea pubblica “No alla cementificazione del Burchio”, venerdì scorso, parlava di una “inesistente necessità di edificare, meno che mai un resort di lusso, laddove i turisti russi, che non hanno l’anello al naso, sono soliti contarsi bene i denari in tasca, quando vengono da noi. Senza contare che non ha senso abolire il verde in cambio di oneri di urbanizzazione, e che nuove costruzioni comportano comunque costi di manutenzione dell’asfalto e dell’illuminazione. Dopo i casi di Fred Mengoni, del villaggio dei Tigli e della Peep 3 a lungo sotto sequestro, non sarà il caso di cominciare a chiedersi che territorio lasceremo ai nostri nipoti?”.
Sul fronte elettorale settimana decisiva per il Pd, che prosegue, nonostante voci di rottura, il dialogo con Far, ma è sottoposto alle tentazioni centriste dell’ala “margheritina”. Nel centrodestra continuano le manovre alla ricerca di un candidato sindaco capace di cementare una nuova coalizione tra le forze moderate.

 



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