Burchio, nasce il comitato del no
I consiglieri trattano
per un’assicurazione coi LLoyd’s

PORTO RECANATI - 25 cittadini promettono battaglia alla cementificazione: "Le esperienze delle megastrutture come l'Hotel House, il Paradiso Azzurro e l'Hotel Royal alla luce dei fatti si sono dimostrate fallimentari". Intanto tra i banchi del consiglio si raccolgono informazioni per coprirsi contro danni a terzi e colpa grave
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In una  diapositiva l'area di investimento presentata dalla Conero Blu

In una diapositiva l’area di investimento presentata dalla Conero Blu

di Alessandro Trevisani

Si terrà entro la fine della prossima settimana il Consiglio comunale in cui si voterà l’annullamento della variante del Burchio, disposto dalla giunta Montali lo scorso 15 ottobre. Il giorno pare sia stato deciso, ma il sindaco rimanda la convocazione probabilmente per allentare più che si può la pressione sui consiglieri, letteralmente tempestati di chiamate e sollecitazioni a votare questo e quello. Intanto nella riunione di venerdì scorso i 4 consiglieri del Pd avrebbero chiarito tra di loro le rispettive posizioni: appare certo che alcuni voteranno e altri si assenteranno al momento del voto, per non lacerare una maggioranza che in queste settimane ha già patito la sua via crucis.
La novità del giorno è però la costituzione di un comitato No al Burchio: l’iniziativa l’hanno presa 25 cittadini portorecanatesi, che dopo una riunione nei locali della scuola Diaz, hanno deciso di venir fuori con una serie di iniziative: volantinaggio porta a porta in tutta la Città, affissioni di manifesti e gazebo nei giorni di sabato e domenica davanti alla scuola Diaz. “Il tutto per sostenere la campagna contro la variante del Burchio”, dice Carlo Reboli, presidente del Quartiere Montarice, che ha dato impulso tra gli altri al comitato. “Le esperienze delle megastrutture come l’Hotel House, il Paradiso Azzurro e l’Hotel Royal alla luce dei fatti si sono dimostrate fallimentari, e le promesse di porti, poli sportivi e impianti per la collettività sono rimasti solo sulla carta – si legge nel comunicato-volantino di No al Burchio -.

resort-porto-recanati-coneroblu-1A distanza di 60 anni, scontiamo ancora le stesse scelte che qualcuno oggi intende ripetere. Abbiamo davvero bisogno di tutto ciò? Basta guardarsi intorno per constatare che esistono interi complessi nuovi ed inutilizzati totalmente o parzialmente. Aggiungiamo pure che nella crisi economica che stiamo attraversando ‘il mattone’ non ‘tira’ ed ecco che la risposta è unica: non abbiamo bisogno di altro cemento sul territorio. La vocazione turistica di Porto Recanati è quella del vero “borgo marinaro”, fatta di tradizioni e tipicità che in termini turistici trovano traduzione in B&B, agriturismi, ostelli e più in generale in attività ricettive a misura d’uomo. La favola dei russi innamoratisi di una collina con vista depuratore, Hotel House e A14 dove realizzare un hotel a 5 stelle perde totalmente il suo fascino se si considera che già nel 2008 è stato presentato un progetto dal nome “Parco del Burchio” che prevedeva la realizzazione di 80 ville e nessun albergo. Per renderlo più appetitoso agli occhi della cittadinanza, 5 anni dopo, sempre a ridosso di una campagna elettorale, spariscono 40 ville e compare l’albergo 5 stelle e gli investitori russi innamorati. Poi, in corso d’opera, magari con una semplice variante, si sarebbe provveduto a cancellare l’hotel come già successo per altre lottizzazioni”.
“No al Burchio – dice ancora Reboli – nasce per rispondere a un suono assordante e monocorde, quello dei costruttori e di chi ha interessi sul colle del Burchio”.

Via del Burchio si dirama da via Montarice direzione sud est. Dall'incrocio si vedono la fermata del bus e il Conero

Via del Burchio si dirama da via Montarice direzione sud est. Dall’incrocio si vedono la fermata del bus e il Conero

Ma perché aspettare quasi la definizione della vicenda per far sentire la voce del No? “Il Comitato nasce ora perché nei mesi scorsi abbiamo sempre avuto fiducia in questa amministrazione: ora che sorgono alcuni distinguo vogliamo ribadire che il no alla cementificazione era parte del programma di NPP e che la questione in sé è stata determinante anche per l’esito delle Comunali di maggio”.
E tra i dubbi che hanno tormentato alcuni consiglieri c’è quello relativo ai possibili risarcimenti cui potrebbe andare incontro il Comune nel caso praticamente certo di una causa intentata al TAR da Coneroblu, la società che ha proposto la variante e progettato il resort 5 stelle superior. Nel parere consegnato al Pd locale da Federico Tedeschini, docente di Diritto Pubblico alla Sapienza di Roma, si dice che in caso di No alla variante – dopo due precedenti voti positivi di Comune e Provincia – Coneroblu potrebbe giustamente reclamare un danno, per le spese effettuate, ma anche per mancata chance, e che “la Corte dei Conti potrebbe avviare un’azione di responsabilità amministrativa, per danno erariale c.d. indiretto, nei confronti dei consiglieri comunali, del segretario generale e del responsabile del Settore VII Urbanistica – Edilizia – Demanio del Comune di Porto Recanati, al fine di conseguire l’indennizzo dei danni da quest’ultimi arrecati alla Coneroblu S.r.l.”.
Alcuni consiglieri, in questi giorni, hanno preso informazioni a livello di coperture assicurative, e incontreranno oggi alle 16, in sala Giunta, un broker della Aon Hewitt Risk & Consulting S.r.l., che presenterà loro una proposta di assicurazione dei Lloyd’s di Londra, per danni ai terzi e danni erariali causati alla Pubblica Amministrazione. Va detto che il frangente del voto sul Burchio difficilmente sarà coperto dai Lloyd’s, che nelle loro condizioni di contratto spiegano che sono escluse dall’assicurazione “le richieste di risarcimento delle quali l’Assicurato abbia già avuto formale notizia, segnalazione o anticipazione precedentemente alla data della singola adesione alla presente Convenzione”.

La sede dei Lloyd’s di Londra

La sede dei Lloyd’s di Londra

Ne parliamo con la consigliera Pd Rina Stefanelli: “Con alcuni consiglieri ci siamo mossi giorni fa per acquisire informazioni, ma è un bisogno che va al di là del Burchio: si tratta di valutare se è il caso di farsi un’assicurazione individuale”. Stefanelli è sempre stata, tra i piddini, forse quella più decisa a salvare questa maggioranza. “Il mio voto è deciso e sarà noto ben prima del Consiglio. La mia posizione in questi mesi non è mai cambiata – spiega – anche se la campagna mediatica che è stata imbastita per dare voce al Sì è stata devastante. Non ci sarà unanimità, dentro al Pd, nel voto sul Burchio, ma rimane una profonda unione di intenti di fondo. E in termini di tenuta della maggioranza abbiamo raggiunto un buonissimo risultato”.
Sulla questione assicurazioni interviene anche il vicesindaco Lorenzo Riccetti: “Giusto che un consigliere decida se tutelarsi o no. E siccome qualcuno, nell’iter del Burchio, ha manifestato dei timori, abbiamo chiesto un preventivo alla Aon per casi di questo genere”. Per coprirsi fino a mezzo milione, con effetto per atti compiuti dal 31 12 2003 nell’esercizio delle funzioni, un consigliere dovrebbe scucire 101 euro l’anno, un assessore 126, per sindaco e vice si sale rispettivamente a 258 e 161. “Io per dormire tranquillo 101 euro al posto di un consigliere li investirei – dice Riccetti – del resto se amministro la città nei prossimi 5 anni Burchio o non Burchio anch’io una polizza la posso fare. E trovo corretto, in caso di perplessità circa la propria azione, assicurarsi. Quanto al Burchio personalmente non sento il bisogno di coperture diverse da quelle legali forniteci dal consulente Berti: con questa variante la pianificazione urbanistica è stata consegnata al privato proponente, perciò ritengo illegittimo il metodo e che non ci siano risarcimenti da pretendere. E poi capisco la colpa grave in cui consiste un’inerzia davanti a diffide, un rinviare un’incombenza oltre i termini di legge, ma il voto di un consigliere non è coartabile, sarebbe la negazione della democrazia”.
La segretaria comunale Maria Donato fa notare che l’Ente non ha mai sollecitato forme di assicurazione individuale: “Sappiamo che il broker del Comune ha inviato un preventivo, ma lo ha fatto su richiesta di alcuni singoli amministratori”. Del resto il Comune è già coperto da Ace European Group per danni verso terzi e colpa lieve degli amministratori. “Certo – dice Riccetti – perché il confine con la non colpa a volte è lieve, e può dipendere da disattenzione o negligenza in buona fede”. Sul tema interviene anche il Comitato No al Burchio: “Le notizie al limite dell’intimidatorio che paventano azioni risarcitorie nei confronti dei Consiglieri e della collettività, alle quali ci auguriamo non venga dato credito, sono solo un tentativo di impedire il libero esercizio delle scelte”.

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