Tolentino al ballottaggio,
gli ultimi appelli al voto
di Silvia Luconi e Mauro Sclavi

ELEZIONI - La candidata del centrodestra: «Iniziato un processo che non va fermato. Pronti a dare risposte su scuole, ospedale, sisma, sociale». Lo sfidante del polo civico: «Rappresentiamo il cambiamento con fierezza, basta con la persona sola al comando»
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Poche ore al silenzio elettorale prima del voto. Il 26 giugno gli elettori sceglieranno il nuovo sindaco di Tolentino tra i due sfidanti al ballottaggio: Silvia Luconi (42,37%) che rappresenta la continuità del centrodestra e Mauro Sclavi (32,95%) del polo civico che punta ad essere il cambiamento.

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Silvia Luconi

Perché votare Silvia Luconi ?
«Insieme alla mia coalizione, sono pronta a dare alla città un governo stabile. Perché la mia lista, quella del candidato sindaco, è quella che ha ottenuto più preferenze e, proporzionalmente, è seguita da tutte le altre liste, dando così una democrazia importante all’interno dell’esecutivo stesso. Siamo capaci di dare certezza, garanzia e consapevolezza al cittadino. Ci sarà uno scambio continuo e costante di pensieri ed opinioni all’interno dell’esecutivo, senza che la bilancia penda troppo da una parte o dall’altra e senza che il sindaco sia in mano al volere di una compagine politica soltanto la quale potrebbe essere realmente quella che decide quanto far rimanere in vita un’amministrazione che si tiene solo ed esclusivamente per i voti di qualcuno. Tolentino ha iniziato un processo che non va fermato».

silvia-luconi2-325x251«L’amministrazione da me guidata, se i cittadini me ne vorranno dare la responsabilità, l’onore e l’opportunità, accompagnerà la comunità ad attraversare un momento di crisi profonda, momento la cui serenità è minata da una guerra alle porte, dal caro bollette, dalle difficoltà economiche. Questo al fianco della ripresa delle attività sociali che abbiamo dovuto abbandonare durante la pandemia. Abbiamo messo in campo tante idee e tanti progetti per regalare alla comunità il sogno che merita e per riportarla alla bellezza che tutti vogliamo e ricerchiamo».

silvia-luconi1-325x254«Non è importante che io dica a chi mi ispiro o da chi sia stata formata; la città sa benissimo da dove vengo e sa che ho fatto parte orgogliosamente, di un processo di trasformazione profonda della città e, con altrettanto orgoglio, vogliamo continuare a portare avanti questo processo che in questo momento non può cedere il passo al cambiamento perché Tolentino inevitabilmente subirebbe uno stop che non si può permettere. Sicuramente sono stata parte attiva e proattiva di un percorso, votando, appoggiando e condividendo idee e progetti. Non ho mai abbandonato la nave, nemmeno quando il vento tirava forte e non rinnego niente per una manciata di voti in più, come invece vogliono far credere. Credo tuttavia che oggi la città voglia sapere da me come affronterò il futuro, quale sarà il mio atteggiamento, quale sarà il mio modo di fare, quali saranno le mie sensibilità per proseguire e portare avanti oltre 300 milioni di opere che mai nessuno prima è stato in grado di portare.

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Silvia Luconi

«Abbiamo dialogato con alcune delle altre realtà. Nello specifico con il candidato Massimo D’Este. Non ho, d’accordo con la mia coalizione, proposto accordi o poltrone, perché la politica non si può ridurre ad un mero tragitto insieme solo perché conseguente ad un posto all’interno dell’esecutivo. Abbiamo parlato di temi sentiti in maniera unanime da tutta la comunità, e su quei temi abbiamo detto che maggioranza e minoranza, in futuro, si dovranno confortare. Tanto noi, quanto loro, qualora la compagine voluta dai cittadini come maggioranza fosse la nostra, ci sederemo e discuteremo insieme. Credo che alla base di qualsiasi convivenza civile ci sia un sano confronto che non si basi su accuse o su una propaganda denigratoria e offensiva. Il cittadino vuole che il politico e l’amministrazione si prenda cura della comunità e parli di temi concreti. Tutti diciamo di essere amministratori di tutti, ma se non parliamo con i giovani e con gli anziani, se non parliamo la lingua degli imprenditori e dei lavoratori, la comunità non ci capirà mai e faremo provvedimenti avulsi e lontani dal tessuto cittadino. Il palazzo si deve fondere con la comunità».

«Il nostro impegno, in questo momento epocale, è quello di affiancare la comunità dandole un futuro con risposte che ha sempre chiesto (scuole, ospedale, sisma, sociale) e che non ha mai avuto. Infrastrutture, sicurezza e modernità, senza però tralasciare la tradizione e il rispetto reciproco, perché Tolentino ha una storia importante, fatta di onorificenze al valor civile e al valor militare. I nostri avi hanno combattuto e molti di loro hanno perso la vita per darci oggi democrazia e libertà e valori profondi di attaccamento alla patria e alle sue tradizioni più profonde, per insegnarci spirito di confronto e passione politica. Con questi valori vogliamo proseguire, portando una dote importante alla comunità, che non si svende per un briciolo di consenso in più, ma che si continua con forza e determinazione e con spirito di confronto. Il dialogo c’è quando lo si vuole e lo si cerca e non quando lo si decanta».

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Mauro Sclavi

Perché votare Mauro Sclavi?
«Siamo stati la vera rivelazione di questa tornata elettorale e rappresentiamo il cambiamento con fierezza. Il nostro appello al voto è molto diretto e molto semplice: votare Tolentino Cambia Insieme A Voi per Mauro Sclavi Sindaco vuol dire invertire il paradigma della persona sola al comando che ha imperato per troppo tempo, votare per noi significa ridare senso alle istituzioni democratiche come il Consiglio Comunale dove verranno valorizzate sia la maggioranza che l’opposizione costruttiva, votare per noi significa tornare ad essere cittadini attivi che hanno diritto di incidere nelle scelte dell’ente comunale».

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Mauro Sclavi

«Proponiamo un modello inclusivo in cui le decisioni non sono calate dall’alto ma condivise alla base. Tolentino deve invertire una tendenza decennale in cui lo spopolamento è un dato di fatto, in cui l’impoverimento culturale è denunciato su più fronti. Non bastano appalti e colate di cemento, serve ricucire il tessuto sociale e culturale altrimenti di questo passo in altri 5 anni scenderemo sotto la soglia del 15.000 abitanti. Ne è la prova la percentuale di affluenza alle urne di alcuni quartieri particolarmente colpiti dal sisma del 2016, quelli sono cittadini che a causa di scelte scellerate potrebbero non tornare più a vivere in città con la conseguenza di ulteriori perdite economiche e sociali».

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Mauro Sclavi

«Non c’è cosa più falsa e fuorviante che far credere ai cittadini che il cambio di amministrazione porti allo stop di finanziamenti pubblici e alla non realizzazione di opere. Chi dice questo ha un solo scopo: fare propaganda terrorizzando i cittadini e questo è politicamente deprecabile. Noi abbiamo intenzione di migliorare l’uso del denaro pubblico, abbiamo intenzione di dare alla città un
futuro sostenibile (economicamente ed ambientalmente), abbiamo idee chiare e capacità amministrativa. Abbiamo l’opportunità di sfruttare fondi pubblici come il PNRR o quelli derivanti dal cratere sisma e dall’area di crisi complessa del fermano maceratese, soldi che arriveranno comunque in città indipendentemente da chi ricoprirà il ruolo di primo cittadino, dobbiamo spendere quei soldi per dare una prospettiva ai cittadini, per creare lavoro, per ampliare gli spazi di aggregazione, con il solo fine di migliorare la vita delle persone. Non dobbiamo spendere danaro pubblico per incentivare lo spopolamento del centro storico o per delocalizzare le scuole».

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Mauro Sclavi

«10 anni sono passati da quando la candidata Luconi è entrata in Giunta nel 2012 e oggi sentiamo parlare di collaborazione, ma fino ad oggi l’allieva di Pezzanesi non ha fatto altro che sminuire i suoi avversari con attacchi personali e gratuiti.Non basta una lavata di mani per dimenticare quanto detto e fatto nelle ultime settimane di campagna elettore dove il livore ha raggiunto livelli mai visti in città, dove si è arrivati a screditare famiglie intere. Non bastano pochi giorni per lavarsi la coscienza e dire che la loro sarà “un’amministrazione dal tocco gentile”, servono i fatti perché a parole sono buoni tutti».

«Poi permetteteci una nota sarcastica, la matematica non è un’opinione e chi si è occupato di bilancio dovrebbe saper far di conto, a casa nostra 1475 (voti di lista di Tolentino Popolare) è più grande di 1320 (voti di lista di Tolentino nel Cuore). Quindi smettiamola di prendere in giro i cittadini. Siamo fieri del risultato avuto al primo turno, 3 liste civiche senza colori di partito (Tolentino Civica e Solidale, Tolentino Popolare, Riformisti Tolentino) hanno ottenuto 3176 voti contro le 6 liste della maggioranza uscente dove ci sono diversi Partiti nazionali, in pratica eravamo come Davide contro Golia».

(Fra. Mar.)

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