Termovalorizzatore, Silvia Luconi:
«Il piano d’ambito regionale lo vieta
Ma la filosofia non risolve il problema rifiuti»

TOLENTINO - La candidata del centrodestra sull'impianto che il presidente del Cosmari, Giuseppe Pezzanesi, ha posto sul tavolo «insieme ad altre strade percorribili che possano essere una alternativa alla discarica. E' una questione su cui è necessario confrontarsi». Poi replica a Mauro Sclavi su diossina ed ex licei
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Silvia Luconi

 

di Francesca Marsili

«Se i miei avversari vogliono sapere come la penso, una premessa è doverosa: al momento il piano d’ambito regionale sui rifiuti vieta la realizzazione di un termovalorizzatore. Il presidente del Cosmari, Giuseppe Pezzanesi, lo ha posto sul tavolo insieme ad altre strade percorribili che possano essere una alternativa alla discarica». Anche la candidata a sindaco del centrodestra Silvia Luconi interviene nel dibattito, che in questi giorni sta alzando la temperatura del clima elettorale cittadino, riguardo l’ipotesi di realizzare un termovalizzatore in provincia di Macerata.

Non sposa né boccia l’idea del presidente del Cosmari Pezzanesi nonché sindaco uscente di Tolentino dal quale eredita il testimone che segna dieci anni di amministrazione: rimette la palla centro.

«Devo documentarmi bene sulla materia; Pezzanesi ha avviato un dibattito, perché il problema rifiuti è reale e non si può risolvere con la filosofia e ritengo sia fondamentale confrontarsi sul punto» dice Luconi. Secondo la candidata è anche necessario aprire una discussione costruttiva anche nei confronti di tutto il territorio e non solo di quello che si amministra direttamente. «La discarica riguarda tutta la provincia e, nonostante Tolentino si sia già impegnata sotto questo punto di vista e per questo non dovrebbe rientrare tra i siti utili a ospitare quella nuova, come città deve lo stesso valutare altre soluzioni».

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Mauro Sclavi

Luconi coglie anche l’occasione per replicare a quanto affermato nei giorni scorsi dal candidato del terzo polo Mauro Sclavi che ha espresso perplessità riguardo al fatto che la diossina sprigionata dall’incenerimento filtra nelle falde acquifere: «Vorrei sapere – chiede la Luconi a Sclavi – se una discarica con i rifiuti interrati non sia addirittura più pericolosa, in materia proprio di inquinamento di falde acquifere. «Una sferzata – prosegue la candidata – è doverosa anche nei confronti di chi porta in Consiglio comunale la richiesta di abbassare le tasse per la gestione dei rifiuti: se non vogliamo la discarica e nemmeno soluzioni alternative, saremo costretti a portare i rifiuti fuori provincia e questo graverebbe, in termini di costi, sulle spalle dei cittadini». Invita a sedersi attorno a un tavolo per capire quali siano le strade più idonee, «senza fare allarmismo colpendo alla pancia le persone».

La candidata sposta poi la replica sulla proposta, presentata nei giorni scorsi con un progetto dal candidato del terzo polo Mauro Sclavi e dalla lista a suo sostegno Tolentino Popolare, dell’utilizzo della ex sede dei Licei come chiave di volta per la ripresa del centro storico. «Nel programma del 2017 – spiega Silvia Luconi – abbiamo stabilito che diventasse un fulcro per il rilancio del centro, tanto che abbiamo chiesto un finanziamento che potesse far parlare di ricostruzione dello stabile. Nel Psr ratificato due settimane fa – prosegue la candidata del centrodestra – il presidente della Regione Francesco Acquaroli, nonché vice commissario alla ricostruzione, ha approvato un finanziamento di due milioni di euro. A questo punto bisogna solo ragionare sulla destinazione d’uso. I miei avversari non si sono accorti in tutti questi anni che il Comune ha avviato importanti collaborazioni pubblico private perché oggi è inconfutabile che senza il privato, il pubblico opere di grande livello non riesce a farle. E non si può nemmeno pensare che il Comune debba chiedere i risparmi ai pensionati come in recente dichiarazione al Politeama Sclavi ha dichiarato (vedi articolo), perché il pubblico deve fare il pubblico e il privato già paga un’imposta sul reddito che al comune fa entrare 1.800.000 euro all’anno».

Tornando a quanto ipotizzato dalla coalizione di Mauro Sclavi riguardo la destinazione dello stabile degli ex Licei una volta ristrutturato concedendolo alle associazioni, per Silvia Luconi l’idea è «da scartare; per quanto l’amministrazione debba continuare a sostenerle come fatto fino ad oggi dando loro spazi e possibilità di esprimersi, non le può obbligare a gestire una struttura grande come quella che ha costi di gestione che non si potrebbero mai permettere e che ricadrebbero inevitabilmente sui cittadini». L’alternativa, per la candidata è invece quella, come annunciato nella conferenza stampa della sua candidatura a sindaco, di destinarla alla creazione di parcheggi. «Ascoltando le varie istanze dei commercianti, degli addetti ai lavori e dei residenti – premette la candidata – chiedono di creare strutture che possano ospitare le auto, non solo a pagamento, per liberare il più possibile le piazze. Dalla campagna elettorale è emerso che tutti sono d’accordo su una cosa: un centro che, a ricostruzione ultimata, ove possibile e se possibile sia pedonale, vivibile e libero dalle auto.

«Non mi pare che lo abbia detto solo io – la precisazione di Silvia Luconi -. C’era chi faceva parte della coalizione che ci ha accompagnato negli anni addietro – riferendosi all’ex assessore Alessandro Massi oggi in Tolentino Popolare a sostegno di Sclavi sindaco – e parlava di un parcheggio sotterraneo sotto i giardini “John Lennon”. Qual è la differenza – chiede Luconi – tra quel parcheggio (più impattante) rispetto a un parcheggio che si trova all’interno di una struttura che eliminato il muro che la divide da via Parisani può diventare un luogo a vocazione commerciale e a servizi?».

Tra le proposte della coalizione di Centrodestra, gli ex licei potrebbero anche essere destinati agli studi professionali, spesso costretti a spostarsi dal centro, e alle strutture ricettive.

«L’allestimento dell’ultimo spettacolo della Compagnia della Rancia – sottolinea Luconi – ha visto impegnate circa 40 persone che hanno fatto fatica a soggiornare perchè nel quartiere la ricettività non è sufficiente. Infine, sul centro destinato al divertimento: «È vero che i giovani hanno bisogno di un luogo dove divertirsi e socializzare. Da un paio di anni ci siamo impegnati per capire come fare per riportare in città una discoteca, ma gli spazi ideali non credo siano ricercabili proprio in centro storico. Abbiamo avviato anche una serie di collaborazioni con il Mood che in città fa registrare ormai da anni numeri molto alti in termini di presenze e anche insieme a loro abbiamo ipotizzato alcune soluzioni, cercando però di individuare i luoghi adatti che darebbero quella riposta che serve, senza portare lo schiamazzo notturno nel cuore della città. Quest’ultimo ha bisogno di giovani e divertimento, che siano però adeguati ad un centro abitato». Per Silvia Luconi, prima di tutto il centro deve essere ricostruito: «nel decennio in cui si farà (perché l’arco temporale non è minore di questo) dobbiamo evitare che i cittadini si disabituino a viverlo e a lavorarci e dobbiamo mettere in campo iniziative serie e percorribili, ma soprattutto sostenibili».

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