Sclavi-D’Este, intesa senza poltrone
«Noi rimarremo all’opposizione,
rifiutata delega ai Servizi sociali»

TOLENTINO AL BALLOTTAGGIO - Convergenza tra terzo polo e centrosinistra su cinque punti del programma. Il candidato escluso: «Non diamo indicazioni di voto ma gli elettori devono trarre le proprie conclusioni da quello che è emerso, su questi temi noi lavoreremo insieme perché c’è sintonia». Lo sfidante della Luconi: «Forte di questa convergenza l’indicazione di voto ai cittadini risulta chiara e trasparente». Anche la vicesindaca uscente commenta l'esito del confronto
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Massimo D’Este e Mauro Sclavi

 

di Francesca Marsili

«Dopo una costruttiva discussione su temi che, entrambe le coalizioni hanno a cuore per la città, è emersa convergenza su alcuni punti». Questo, in sintesi, quanto emerso dall’incontro avvenuto nella serata di ieri tra Massimo D’Este (24,6%), escluso al primo turno dalla competizione elettorale, e Mauro Sclavi (32,9%) che nei giorni scorsi aveva cercato di aprire ad un’intesa per attrarre a sé ulteriori consensi e accorciare le distanze da Silvia Luconi (42,3%) in vista del ballottaggio del 26 giugno.

Non un vero e proprio accordo quindi, ma una convergenza su cinque punti del programma della coalizione del centrosinistra che sono sovrapponibili, sebbene con delle sfumature, a quelli del terzo polo di Mauro Sclavi. Scuola Don Bosco in centro storico; una sistemazione più dignitosa per gli studenti, i docenti e il personale scolastico del campus; gestione Assm e comunità energetiche; cultura e turismo e servizi sociali, sono queste le tematiche che hanno trovato d’accordo i due leader e le rispettive parti a sostegno. Ma D’Este precisa a Cronache Maceratesi: «I ruoli devono essere chiari: chi governa e chi fa opposizione. Ci siamo confrontati e abbiamo, alla fine, trovato punti in comune su temi che stanno a cuore sia a noi sia a loro e sui quali, qualora Sclavi fosse eletto, intendiamo lavorare insieme affinché si possano portare a compimento delle visioni che che fanno parte del nostro programma». Il diktat di D’Este e della sua coalizione Tolentino Città Aperta, anticipato nei giorni scorsi a Cronache Maceratesi, è stato totalmente rispettato. «Nessuna pretesa, non ci interessa la poltrona; il nostro mantra è il programma e su quello ci confronteremo» aveva dichiarato il timoniere del centrosinistra. Ed è esattamente quanto accaduto ieri sera. «Sclavi ha avanzato la volontà di conferirmi una delega ai Servizi sociali e al Tavolo delle povertà – aggiunge – ma io l’ho rifiutata perché voglio comunque lavorare da consigliere che sta all’opposizione e che ha tutta la voglia di impegnarsi costruttivamente con chi andrà ad amministrare – aggiunge-. Abbiamo rinunciato perché vogliamo avere le mani libere per poter dire si, ma anche per poter dire no. Cercheremo di convergere sui temi che ci stanno a cuore e se si potrà lavorare costruttivamente noi ci siamo, non faremo barricate strumentali. Vogliamo fare il lavoro che ci è stato assegnato dagli elettori, è per questo che abbiamo rinunciato agli incarichi».

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La stretta di mano tra Mauro Sclavi e Massimo D’Este dopo il faccia a faccia

Ma a cinque giorni dal voto, gli elettori che al primo turno hanno votato per il candidato del centrosinistra, ora fuori dalla competizione, si chiedono quale è l’indicazione di voto per il ballottaggio Luconi-Sclavi. «Non diamo indicazioni di voto – risponde D’Este – ma gli elettori devono trarre le proprie conclusioni da quello che emerge: ovvero il fatto che abbiamo prodotto un comunicato congiunto che sta a dire in modo chiaro che su questi temi noi lavoreremo insieme perché c’è sintonia. Per il nostro modo di agire ci sembra un modo intelligente quella di esporre la condizione raggiunta; da questo i cittadini trarranno la propria scelta elettorale». Anche Mauro Sclavi commenta l’esito dell’incontro di ieri sera avvenuto alla presenza dei rappresentanti delle liste a sostegno delle due colazioni. «La nostra stretta di mano dice più di mille parole – commenta il candidato civico soddisfatto dell’esito – troppe parole in effetti sono passate in questi giorni, ora è il momento di fare i fatti che abbiamo scritto nei nostri programmi e per i quali, come avete potuto leggere, lavoreremo insieme a Massimo D’Este e alla sua coalizione per realizzarli. Ringrazio lui per ringraziare tutti». Riguardo le indicazioni al voto è perentorio: «Forte anche della convergenza con Massimo l’indicazione di voto ai cittadini risulta chiara e trasparente. Questi programmi potranno essere realizzati se il 26 giugno sarà eletto Mauro Scalvi»·

Come annunciato, il candidato del centrosinistra ha incontrato anche la leader del centrodestra Silvia Luconi che sebbene non riponesse delle grandi aspettative dal punto di vista politico, puntava al dialogo. «E’ stato un incontro cordiale, ma nel quale ho ribadito tutte le rimostranze che abbiamo fatto in campagna elettorale sui ritardi, sulle linee e sull’avvelenamento politico che ha raggiunto un’ inqualificabile dialettica. Mi ha risposto che lei è Silvia Luconi e che sarà molto più attenta e disponibile al dialogo con le opposizioni. Ma questa leggera apertura non può cancellare tutto quello è stato prodotto in questo tempo, le modalità, una politica scesa dall’alto e imposta non possiamo dimenticarlo. E’ incontrovertibile – conclude D’Este – che politicamente siamo troppo distanti e non può esserci alcun tipo di sostegno. Ma ribadisco: qualora vincesse Silvia, noi all’opposizione, loro al governo, e se c’è la volontà di avviare un discorso congiunto su aspetti e tematiche che hanno un valore comune come l’ospedale che è una risposta per la città, dobbiamo essere tutti uniti per un bene comune. Credo che ogni volta che due persone, soprattutto se lontane politicamente, si mettono a parlare abbiamo già fatto un passo in avanti un Paese migliore».

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Silvia Luconi

Commenta anche Silvia Luconi: «E’ stato un dialogo sereno e disteso perché finito l’agone politico della campagna elettorale, abbiamo fatto quello che secondo me deve fare la politica: cioè parlare. Abbiamo discusso di alcuni punti che sono sentiti da entrambi le parti: scuola, sanità, sociale e ricostruzione post sisma – prosegue – e sicuramente siamo giunti ad una conclusione: che su tematiche come queste maggioranza e minoranza debbano aprire a un confronto. Non abbiamo discusso di poltrone né ne sono state proposte perché la politica non si può ridurre a un accordo per un posto – conclude – partendo da questi elementi ci siamo dimostrati aperti anche ad un eventuale futuro in cui ci sia possa confrontare».

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