Gabrielli: «D’Este fuori dalla realtà sociale,
ignora pure i progetti attuati»

ELEZIONI TOLENTINO - L'assessore uscente della Lega replica al candidato sindaco del centrosinistra dopo le accuse di "oscurantismo e censura" per aver inserito nella locandina elettorale, tra i punti centrati nei suoi dieci anni da amministratore, il “controllo sulla diffusione delle teorie gender nelle scuole"
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Giovanni Gabrielli, assessore uscente in quota Lega

 

«D’Este vuol fare il sindaco, ma dimostra di ignorare le preoccupazioni delle famiglie tolentinati e quanto fatto per loro fino ad oggi. Si informi prima di accusare il sottoscritto di populismo: non è difficile, gli atti parlano per me». È la replica dell’assessore uscente della Lega Giovanni Gabrielli al candidato a sindaco del centrosinistra Massimo D’Este che nei giorni scorsi lo aveva accusato di  “oscurantismo e censura” per aver inserito nella locandina elettorale, tra i punti centrati nei suoi dieci anni da amministratore, il “controllo sulla diffusione delle teorie gender nelle scuole”. Gabrielli, capolista in quota Lega a sostegno della candidata a sindaca del centrodestra Silvia Luconi alle prossime elezioni comunali, non fa tardare la sua risposta a D’Este che lo accusa di strumentalizzazione elettorale della politica di genere e di mancata attenzione alla crescita culturale dei ragazzi per non aver aderito all’iniziativa Nati per Leggere.

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Il manifesto di Giovanni Gabrielli con i primi due punti del suo programma elettorale

«La teoria del gender è all’attenzione delle famiglie di Tolentino già dal 2013 quando sollecitarono l’intervento dell’Amministrazione sulla circolare della scuola Don Bosco in cui si parlava di genitore 1 e genitore 2 ; nel 2015 altra battaglia contro l’adozione del sussidiario gender-friendly “Vola con Olli 3” – precisa l’assessore del Carroccio– È evidente che D’Este non è sul pezzo come conferma anche la polemica su Nati per Leggere. Lo informo – aggiunge –  che non è l’unica iniziativa a tema lettura e che Tolentino ha aderito al progetto “Città che legge” già dal 2017. Aggiungo che le è valso un riconoscimento importante e che la collaborazione con gli istituti scolastici cittadini è ancora attiva».

Gabrielli si dice sorpreso delle aspre critiche ricevute su una tematica etica così complessa anche per l’estrazione cattolica di D’Este. «Il gender indica l’appartenenza di un individuo ad un sesso oppure ad un altro non tanto sulla base delle differenze di natura biologica, quanto su componenti di natura sociale, culturale e comportamentale – prosegue – una prospettiva che lo stesso Papa Francesco ha definito “pericolosa” perché astratta rispetto alla vita concreta di una persona. Accusare la Lega di censura come fa D’Este è assurdo: siamo un partito che ascolta e si confronta con i cittadini e che non ha paura di mettere la faccia anche su problematiche che potrebbero risultare divisive. Per noi i valori contano e restano al primo piano,  con buona pace di D’Este che preferisce fermarsi alle polemiche.

(Fra. Mar.)

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