Alessandro Massi e Alessia Pupo:
exploit di Tolentino popolare
«Hanno cercato di distruggerci,
ora siamo il primo movimento della città»

ELEZIONI - Intervista ai due ex assessori cacciati da Pezzanesi che hanno fatto il record di preferenze, contribuendo a portare la coalizione di Sclavi al ballottaggio: «Ci aspetta un grande futuro e abbiamo nelle nostre mani la possibilità di costruire una comunità diversa, più coesa, e forse riusciremo anche a far innamorare di nuovo i tolentinati della politica». Sul possibile accordo con D'Este: «Sarà il candidato sindaco a tracciare la strada»
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La squadra di Tolentino popolare

di Francesca Marsili

Quella ottenuta dalla lista Tolentino Popolare a sostegno del candidato sindaco Mauro Sclavi nelle amministrative del 12 giugno è la migliore performance in assoluto non solo perché il primo partito di Tolentino con un 17,61% e 1475 preferenze, ma anche perché i due capilista, Alessandro Massi e Alessia Pupo, sono risultati in assoluto i due candidati consiglieri più votati rispettivamente con 545 e 447 preferenze. La civica è passata da un 12,71% e 1138 preferenze delle amministrative del 2017 quando sosteneva Giuseppe Pezzanesi ad un più 5,24% dell’ultima consultazione. Alessandro Massi, fondatore del movimento civico, Alessia Pupo subentrata in Tolentino Popolare dopo l’uscita da Forza Italia nel 2021. Entrambi ex assessori, all’urbanistica Massi e allo sport e cultura Pupo, cacciati dal sindaco Pezzanesi nel 2019, commentano a Cronache Maceratesi il risultato elettorale.

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Alessandro Massi, recordman di preferenze

Vi aspettavate un simile risultato personale?
Massi: «No, ma ci speravo tanto e non finirò mai di ringraziare chi ha creduto in noi, i cittadini, la mia famiglia che spesso ha dovuto convivere con attacchi personali, Mauro Sclavi e tutta la coalizione».
Pupo:« E’ una grande soddisfazione personale, un risultato importante che non credevo di raggiungere e di cui, devo essere sincera, ne sento il peso della responsabilità. Credo che i cittadini che hanno indicato me e Massi hanno dato anche un giudizio netto a quanto successo nel febbraio 2019. Il mio risultato è grazie ad Alessandro Massi, a Tolentino Popolare, agli amici che mi hanno sostenuto e alla mia famiglia; un risultato di squadra. Ho fatto una scelta coraggiosa ma libera e in politica, spesso, sono le scelte più belle. Ora gli ultimi cento metri più importanti peri cambiamento con Mauro Sclavi sindaco».

Quale il motivo di tale risultato?
Massi: «Il nostro movimento ha raccolto tutto quello che abbiamo fatto in tutti questi anni, è stato da sempre pensato come un progetto lungimirante, di sana politica per Tolentino dove far confluire le migliori personalità del territorio: i giovani che volevano impegnarsi in politica e tutti coloro che al di là degli schieramenti politici volevano dare un contributo per l’amministrazione futura. E’ stato portato avanti un lavoro che qualcuno, tre anni fa, ha cercato di distruggere, ma che con tanta grinta e forza oggi ci ripaga del tanto lavoro fatto. Ci siamo calati nella realtà, nel tessuto sociale di Tolentino, abbiamo ascoltato le esigenze, abbiamo compreso quelle che erano le necessità dei cittadini, siamo sempre stati sul pezzo per le questioni più eclatanti che ci davano modo di comprendere che Tolentino stava prendendo una brutta deriva dal punto di vista urbanistico per le scelte future. Abbiamo fatto una campagna elettorale costruendo una squadra fortissima di persone motivate e abituate a mettere la faccia negli ambiti in cui operano e che con tanta umiltà hanno parlato con tante persone, sono andati incontro senza paura anche alle critiche di chi non ci aveva compreso. Siamo andati oltre le denigrazioni e gli attacchi personali che ci sono stati sferrati, oltre le chiacchiere e le buffonerie dell’altra parte. Oggi siamo stati ripagati di tutto questo».

Il movimento ha guadagnato oltre 5 punti percentuali rispetto a cinque anni fa. Pensa che abbia contribuito la sua posizione contraria al decentramento della scuola Don Bosco che nel 2019 le costò il posto da assessore e che ancora oggi porta avanti nel programma della vostra coalizione?
Massi: «Sì, sicuramente ha premiato la coerenza che è alla base di tutte le nostre azioni: l’aver voluto portare avanti, non con testardaggine, ma con coerenza appunto, un tema che noi sapevamo fosse possibile far comprendere ai cittadini semplicemente ragionando sui dati, con persone esperte e competenti che ci hanno supportato in tutto quello che abbiamo detto. Ha pagato una visione che non voleva essere nostalgica del centro storico, ma che partiva dal centro storico per allargarsi allo sviluppo di tutta la città. Come pure i nostri temi: il mondo del lavoro, le tematiche dello sviluppo, dell’impresa, della cultura. Ha pagato anche il fatto che abbiamo rafforzato la squadra; non posso negare come l’aver voluto fortemente con noi Alessia Pupo abbia dato un valore aggiunto come anche la coerenza politica. La scelta di non allearci sin da subito con massimo D’Este e dare chiarezza ai cittadini è stata premiata perché noi siamo questo: siamo altro rispetto alla politica tradizionale che a Tolentino non riesce a creare nulla, basta vedere i risultati in generale. Abbiamo fatto la scelta di un progetto costruito su una persona che è Mauro Sclavi e poi di costruire liste di persone che hanno gli stessi valori: la tolleranza, l’ascolto, l’apertura mentale, il rispetto dei valori e delle Istituzioni. Questo progetto è forte, cammina con le sue gambe e può allargarsi, ma è forte delle sue basi».

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Alessia Pupo

Qual è il sentimento che prevale verso chi vi aveva definito il partito degli “esclusi” dato che lei ed Alessia Pupo avete in comune la cacciata, nel 2019, dalla Giunta Pezzanesi?
Massi: «Chi ci ha definito esclusi si commenta da solo e abbiamo visto i risultati. E’ più una loro sensazione che parte dal presupposto di essere il centro del mondo quando invece il centro del mondo, per noi, è Tolentino. Chi pensa di essere il centro del mondo non poteva che dare quella definizione che rispecchia il loro concetto, come a dire che se uno si deve candidare deve chiedere il permesso alla Luconi. Chi ci ha definito esclusi aveva questa visione, noi ne avevamo e ne abbiamo tutt’altra: eravamo motivati a raccontare quello che volevamo fare. Esattamente quello che non ci è stato permesso di fare e quello che faremo. La gente questo lo ha capito, siamo sempre stati umili nonostante tutte le umiliazioni e le critiche inghiottite in tutti questi anni. Avevamo molto chiaro che a Tolentino serve un nuovo progetto basato su una concezione civica piuttosto che politica partitica e piano piano la gente ha iniziato a comprendere. La partita non è ancora chiusa, siamo solo al primo tempo. Oltre l’orgoglio per aver costruito questo progetto c’è sicuramente la gratitudine nei confronti dei cittadini che ci hanno sostenuto e creduto in noi e alla mia famiglia perché non era semplice vivere in un contesto dove siamo stati tacciati come il nemico in assoluto e infangati sui giornali e nei comizi».
Pupo: «Non ho mai voluto rispondere alle provocazioni politiche che non servono in un momento delicato come questo. Mi sono concentrata sul confronto con le persone affrontando le questioni principali di Tolentino: scuole, ospedale, centro storico, una nuova visione della cultura e del turismo, riportare i residenti e nuovi insediamenti produttivi. Queste le questioni che dovrebbero interessare la politica e che di sicuro interessano i tolentinati. Agli altri lascio queste illazioni che si commentano da sole».

C’è chi, dopo i risultati, rivendica di essere il primo partito politico a Tolentino, Fratelli d’Italia.
Massi: «Ognuno fa le analisi che vuole. I dati sono inequivocabili: è Tolentino Popolare ad essere il primo movimento politico di Tolentino. A Francesco Colosi va riconosciuto quello di avere una grande passione per la politica e fa bene a sottolineare che lui ha ottenuto un buon risultato, questo non lo posso negare. Credo però sia visibile a tutti come i partiti abbiano smesso di costruire la classe dirigente a livello locale. E come invece abbiano allontanato, come nel caso mio e di Alessia Pupo, le persone che avevano accumulato un’esperienza e un percorso politico. E’ evidente come oggi i movimenti civici riescano ad attrarre maggiormente le persone che si vogliono impegnare. Certamente, questo è più difficile perché è più semplice candidarsi sotto un simbolo che ti protegge, ma quando poi questi simboli vengono usati solo per fare i propri interessi ed eleggerne solo uno e tutti gli altri devono correre per lui o per lei, poi alla fine vediamo i risultati. Siamo il primo movimento politico e per fare questo abbiamo lavorato non solo nei mesi caldi della campagna elettorale dove è facile farsi vedere, ma anche nei freddi inverni degli anni passati quando ci ritrovavamo a parlare di quello che volevamo fare per Tolentino».

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Alessia Pupo e Mauro Sclavi

Si sente di dire qualcosa a chi vi escluse nel 2019?
Massi: «Teoricamente lo dovrei ringraziare perché mi ha dato la forza per costruire un progetto nuovo. Ma non ho nulla da dire, ognuno fa il suo percorso, noi siamo orgogliosi di quello che stiamo facendo. Sono orgoglioso di avere un punto di riferimento come Mauro Sclavi che ha dimostrato di essere una persona di tutt’altra pasta, corretta, giusta e che sa riconoscere il lavoro degli altri. Dimentichiamo il passato perché oggi ci aspetta un grande futuro e abbiamo nelle nostre mani la possibilità di costruire una Tolentino diversa, più coesa, e forse riusciremo anche a far innamorare di nuovo i tolentinati della politica, come lo sono sempre stati».
Pupo: «Sinceramente no, non amo le polemiche. Ho già detto che il giudizio è stato dato dagli elettori. In questa campagna elettorale ho avuto la possibilità, grazie alla coalizione, a Tolentino Popolare e a Mauro Sclavi, di continuare il mio percorso politico parlando sempre di temi concreti con i cittadini, di come vogliamo cambiare Tolentino e delle tante sfide da affrontare e da vincere».

Pupo, lei è approdata in Tolentino Popolare dopo aver lasciato Forza Italia in cui militava da anni. Quale il bilancio il giorno dopo le elezioni?
«Estremamente positivo perché in Tolentino Popolare ho trovato tanti ragazzi con qualità, competenze e voglia di mettersi in gioco solo per il bene della città. In Mauro Sclavi un candidato sindaco capace di fare sintesi tra le varie anime della coalizione civica , leale, sensibile all’ascolto, al confronto e con un’importante esperienza amministrativa alle spalle».

Pupo, un commento sul risultato di Forza Italia che non ha superato lo sbarramento del 3%?
«Non mi interessa. Sono uscita nell’agosto del 2021, non sono ipocrita, ho già detto che mi è dispiaciuto compiere quel passo ma era più che mai necessario per una coerenza politica e personale. In Tolentino Popolare ho ritrovato i valori che mi appartengono: sono una moderata cattolica e liberale».

mauro_sclavi_alessia_pupo_alessandro_massi-6-325x146Se, come nel 2017, Tolentino Popolare fosse stata nella coalizione di centrodestra, probabilmente avremmo già un sindaco.
Massi: «Non ho la palla di vetro, ma se avessimo scelto di stare con Silvia Luconi ci saremmo giocati la faccia e quindi, siccome nella vita conta più la dignità e ognuno di noi 15 fa altro nella vita, non campiamo di politica, giocarsi la reputazione solo per gli interessi politici non fa al caso nostro. Abbiamo rischiato, fino ad ora abbiamo raggiunto un risultato storico perché fino ad ora nessuno mai era riuscito con un terzo polo ad andare al ballottaggio rispetto ai poli tradizionali e quindi oggi è stato premiato questo coraggio e la coerenza».

Che ruolo vi aspettate dopo questo risultato?
Massi: «Nessuno, non chiedo e non pretendo nulla».
Pupo: «L’unica cosa di cui non abbiamo mai parlato in questa campagna elettorale è di ruoli e di poltrone. Abbiamo parlato di metodo in caso di vittoria che è quello di avere una squadra competente e qualificata scelta insieme a Sclavi e a tutta la coalizione »

Riguardo il dialogo con Massimo D’Este?
Massi: «Abbiamo grande fiducia in Mauro e lasciamo che lui tracci la strada».

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