Il leghista Gabrielli: «Esame dei libri scolastici
contro la diffusione della teoria gender»
D’Este: «Oscurantismo e censura»

ELEZIONI TOLENTINO - Polemica sul manifesto elettorale dell'assessore uscente e capolista del Carroccio, che fa il punto dei progetti portati a termine. L'attacco del candidato sindaco del centrosinistra: «Davvero vogliamo altri cinque anni così?»
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Il manifesto di Giovanni Gabrielli con i primi due punti del suo programma elettorale

di Francesca Marsili

«Mi rincresce constatare come l’assessore Giovanni Gabrielli abbia pensato di proporre la sua candidatura evidenziando come un punto di merito il presunto “controllo sulla diffusione delle teorie gender nelle scuole”. È quantomeno singolare che di questo controllo se ne occupino persone che evidentemente poco o nulla sanno del tema, se non ridurlo a uno slogan populista, come d’abitudine. Per quanto mi riguarda i nostri bambini sono un patrimonio, forse il più prezioso, da tutelare e crescere secondo principi sani e inclusivi».

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Massimo D’Este

Massimo D’Este, candidato sindaco del centrosinistra, ferma il cursore al punto 2 della locandina del candidato capolista delle Lega Gabrielli nella quale, nell’evidenziare i più importanti progetti portati a termine nei suoi dieci anni da amministratore, pone sul podio anche il controllo a contrasto delle teoria gender attraverso l’esame dei libri di testo con puri riferimenti e sulla sostituzione di “padre e madre” con “genitore 1 e genitore 2” nelle comunicazioni tra scuola e famiglie. A poco più di tre settimane di distanza dalle elezioni amministrative del 12 giugno, D’Este, assieme alla sua coalizione “Tolentino città aperta” affronta la delicata tematica domandandosi: «davvero vogliamo altri cinque anni così sotto la vicesindaca Luconi?», candidata a sindaco del centrodestra e sostenuta anche dalla Lega, definendo l’atteggiamento degli avversari politici come «oscurantismo e censura». Un tema, quello della varianza di genere che trova spazio non solo nel perimetro politico cittadino con il candidato D’Este che condanna il punto centrato dall’assessore uscente Gabrielli. L’assessore regionale alla Scuola Giorgia Latini della Lega, infatti, è già finita nel mirino per aver criticato e chiesto il ritiro della circolare in cui si invitano i docenti e le scuole di ogni ordine e grado a creare per oggi, Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, occasioni di approfondimento con i propri studenti sui temi legati alle discriminazioni, al rispetto dei diritti umani.

Giovanni-Gabrielli

Giovanni Gabrielli

«Il nostro assessore – incalza d’Este riferendosi a Gabrielli – se avesse competenza in materia, saprebbe che non esiste nessuna teoria gender, ma solo degli studi di genere che nella didattica, se presenti – ed è raro – rientrano nel tema di sensibilizzazione alla tolleranza, una componente essenziale dell’educazione di ogni bambino e futuro cittadino. Nulla da controllare quindi, tutt’altro». Il candidato del centrosinistra ci tiene a ricordare come «almeno a partire dal 2015, quando venne denunciata la presenza di elementi associabili alle cosiddette teorie gender nei libri scolastici delle nostre scuole, l’amministrazione, di cui facevano parte Giovanni Gabrielli, Alessandro Massi e altri recenti candidati, negò l’adesione di Tolentino al circuito di “Nati Per Leggere” che, per chi non lo conoscesse, è un’iniziativa pedagogica e culturale no-profit, promossa dall’azione congiunta dell’Associazione italiana biblioteche, dall’Associazione culturale pediatri e dal Centro per la salute del bambino e quindi, come si può notare, istituzioni profondamente eversive per le menti dei bambini. Quale indicibile colpa potevano avere queste volontarie che nelle biblioteche leggono fiabe ai bambini?».

«A tutt’oggi – aggiunge D’Este – Tolentino rimane l’unica fuori dal circuito di questa iniziativa nazionale alla quale hanno aderito in toto le biblioteche della provincia. Non credo che un rappresentante di tutti i cittadini – continua riferendosi al candidato del Carroccio per le prossime comunali – possa arrogarsi il diritto di chiudere le porte a ciò che la cultura accademica offre ogni giorno da almeno vent’anni. Non spetta a nessun politico ostacolare e bloccare l’avanzamento degli studi e della cultura, soprattutto fornendo definizioni retoriche atte a instillare nei cittadini paure senza alcun senso, come quella della teoria gender. Davvero crediamo che confermare un certo modo di fare politica che preveda l’intervento senza alcun titolo e competenza persino sui contenuti insegnati a scuola, sia la strada giusta affinché Tolentino torni a essere un centro culturale moderno e al passo con l’avanzamento della conoscenza? In recenti incontri con associazioni culturali e cittadini – conclude – che della cultura hanno fatto la loro ragione di vita, una cosa è emersa e mi è stata subito chiara raccogliendo le istanze di tutti loro: a Tolentino la cultura deve trovare una nuova dignità».

 

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