Nuovo ospedale di Tolentino:
«Struttura da 22 milioni,
manterrà tutti i servizi»

VERTICI regionali in città per presentare il progetto. Nadia Storti, direttrice Asur: «Rappresenterà un punto di riferimento anche per il bacino confinante». Acquaroli: «Le Marche stanno invecchiando, bisogna investire sui territori e negli ospedali di prossimità». Il sindaco Pezzanesi: «Servirà un bacino di 50mila persone, con una sanità vicina ai cittadini. Mancanza di personale? Un buon amministratore si impegna per affrontare i problemi»
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Il sindaco uscente Giuseppe Pezzanesi e il governatore Francesco Acquaroli illustrano il progetto

di Francesca Marsili

«Sarà una struttura di quasi 9mila metri quadrati finanziata con 22,8 milioni di euro, sviluppata su tre piani, che non solo manterrà tutti i servizi che c’erano già, ma con qualcosa in più. Perché fare questa struttura in questa area? Perché dobbiamo rispondere ai bisogni della popolazione. Questo ospedale, in questa sua nuova sede, rappresenterà un punto di rifermento non solo per la popolazione di Tolentino, ma anche per il bacino confinante».

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Nadia Storti, direttrice Asur

Ad annunciarlo la direttrice generale dell’Asur Marche Nadia Storti che nel pomeriggio, assieme al presidente della Regione Francesco Acquaroli, al sindaco Giuseppe Pezzanesi e alla vicesindaca e candidata Silvia Luconi dopo un sopralluogo all’ospedale San Salvatore, lesionato dal sisma del 2016, ha esposto lo stato dell’arte e illustrato quello che sarà l’ospedale cittadino. Erano presenti i consiglieri regionali Elena Leonardi e Anna Menghi  il presidente dell’Assm Stefano Gobbi  e altri esponenti di movimenti e partiti politici tolentinati.

acquaroli-pezzanesi-5-325x217«L’appalto per i lavori, dopo le problematiche derivate dall’aumento dei materiali e dalle nuove disposizioni sulla ricostruzione, potrà essere pubblicato entro i prossimi mesi e i lavori inizieranno nel 2023 – ha spiegato Nadia Storti – l’ospedale di Tolentino che nascerà sulla demolizione della vecchia struttura e una nuova realizzazione è una struttura che avrà quasi nove mila metri quadri e si articolerà su tre piani.

Al piano interrato saranno realizzati parcheggi per i dipendenti con l’abbattimento delle barriere architettoniche. Il primo piano conterrà tutti i servizi di tipo territoriale. Ne cito qualcuno: il percorso nascita fisiologica con delle sale per l’accompagnamento di queste donne perché in un momento in cui la nostra Regione perde una media di cento nuovi nati all’anno quello che dobbiamo tutelare a livello dei territori è avere un percorso della gravidanza che possa accompagnare la donna fino alla fase del parto. Avremo tutte le attività distrettuali che ora sono dislocate sul territorio: l’attività polispecialistica, le strutture radiologiche dotate anche di una tac e di un mammografo per il percorso di prevenzione e dello screening del tumore al seno e l’attività di dialisi. Attualmente – ha aggiunto la direttrice- la dialisi ha un numero di posti che si chiamano “letti tecnici inferiori”, arriveremo a realizzare 16 letti (dai 12 attuali) che lavorando su due tempi potrebbe dializzare 32 operatori al giorno, e la metà di questi letti verranno realizzati in degli spazi tali da essere a pressione negativa ovvero, qualora dovesse esserci una situazione di criticità dal punto di vista infettivologico come il Covid, possano essere trattati anche pazienti in assoluta sicurezza».

nadia-stortiLa guardia medica, ora temporaneamente spostata a Caldarola, «verrà riportata – ha assicurato la Storti – assieme al punto di primo intervento, ma la cosa molto importante è la realizzazione di 40 posti letto di cure intermedie, importanti perché possono ricoverare anche pazienti, codici bianchi e verdi, nei pronto soccorso che hanno bisogno di essere stabilizzati.

Anche in questo caso la possibilità di ricoverare pazienti infetti con necessità di isolamento, fa di questo ospedale, un ospedale moderno e adattabile perché la pandemia ci ha insegnato che dobbiamo convivere questi virus che saranno sempre più presenti e aggressivi. Dobbiamo rispondere ai bisogni della popolazione – ha concluso la Storti – quindi il nuovo modello di ospedale deve essere quello che risponde alle reali esigenze: le cose complicate con esperti di alta qualità negli ospedali principali e quelle di livello medio basso vicino al cittadino».

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Francesco Acquaroli con Silvia Luconi, vicesindaca e candidata del centrodestra

Il presidente Francesco Acquaroli ha affermato che la Regione sta lavorando per la riforma della legge 13 per riorganizzare la sanità con l’obiettivo e la capacità di rispondere alle esigenze del territorio e dei cittadini. «Dobbiamo tenere in debita considerazione il fatto che la regione sta invecchiando – ha detto Acquaroli – e quindi investire sui territori e puntare sugli ospedali di prossimità, offrendo servizi di qualità, evitando anche che i territori si spopolino. Il tutto deve avvenire, analizzando tutte le variabili che si presentano, in maniera razionale, evitando sprechi e doppioni, garantendo un sistema di sanità diffuso con ospedali che siano un punto di riferimento. Inoltre – ha aggiunto – non dobbiamo mai dimenticare il problema atavico che oggi persiste in tutta Italia, quello della carenza dei medici a cui bisogna trovare rimedio al più presto, aumentando i posti alle università e le borse di specializzazione. Pertanto dobbiamo costruire una filiera sanitaria con una organizzazione con strutture diffuse in base ai vari livelli di intervento che sono necessari. Vogliamo avere una sanità più capillare sul territorio, capace di governarne al meglio le dinamiche concentrando le proprie esperienze e servizi potenziando il sistema grazie alle esperienze e alle professionalità che questa regione esprime. Bisogna investire – ha concluso il Presidente Acquaroli – oggi e lavorare nei prossimi anni per puntare ad una organizzazione e a un sistema capace di rispondere alle esigenze e al fabbisogno dei cittadini, ottimizzando le risorse, ovviamente confrontandoci con le istituzioni locali. La struttura che stiamo costruendo a Tolentino rappresenta in maniera ottimale la visione del sistema sanitario del futuro».

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Elena Leonardi

La presidente della Commissione sanità regionale, Elena Leonardi: «oggi è un giorno importante perché la cittadinanza attende di capire quali sono le opportunità di questa ricostruzione non solo in termini di servivi, ma perché sarà una ricostruzione che guarda al futuro attraverso una costruzione moderna. L’impegnò che stiamo mettendo in campo è quello di restituire il più possibile servizi al territorio e farlo calibrandolo sulle esigenze dei cittadini».

acquaroli-ospedale-5-650x488

pezzanesi-ospedaleIl sindaco Giuseppe Pezzanesi: «L’abbattimento e la ricostruzione dell’ospedale è stato messo in piedi molti anni fa; da lì cominciò una corsa alla ricostruzione iniziata con l’amministrazione regionale precedente e terminata, a suon di milioni di differenza, con quella attuale. Dico questo – ha chiosato Pezzanesi riferendosi all’attuale campagna elettorale – perché non è possibile pensare che oggi c’è qualcuno che dice che questa struttura “Sarà un mucchio di mattoni dove non ci sarà personale sufficiente”. Nessuno nega che ci sia una carenza di personale, ma un buon amministratore, assieme allo Stato si impegna per affrontare questa problematica. L’ospedale servirà un bacino di 50mila persone, con una sanità vicina ai cittadini. Una struttura come quella Tolentino, insieme a quelle di San Severino e Camerino, può evitare di intasare gli ospedali di primaria importanza e quindi diminuire le liste di attesa che fanno inferocire chi ha bisogno, oltre a far lavorare male il personale delle altre strutture. Chiaro che dentro questo ospedale ci vorrà del personale, ci auguriamo che da qui a tre anni, quando sarà terminato, ci sia un’implementazione del personale.

acquaroli-ospedale-tolentino-4-325x217Se chi lavora nella sanità – ha concluso riferendosi al candidato a sindaco del terzo polo Mauro Sclavi – si avventura in discorsi che non stanno né in cielo, né in terra, si capisce che soni pretestuosi. A noi non interessa, andiamo avanti per la nostra strada con i nostri progetti e gli abiti pretestuosi noi non li mettiamo; i correttivi però, se sbagliamo qualcosa, li facciamo».

La vicesindaca Silvia Luconi ha commentato: «In poco meno di due ore abbiamo messo a tacere una serie di cicale che avrebbero e hanno creato tanta confusione in Città su un tema cosi importante che era semplicemente scritto nelle varie documentazioni. L’ospedale – ha concluso – è frutto di una concertazione tra Comune e Regione che viene da lontano. Dopo il Sima tra le priorità c’pera proprio l’ospedale che non perde alcun tipo di servizio».

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Il governatore Francesco Acquaroli e il sindaco uscente Giuseppe Pezzanesi

In chiusura del suo intervento il governatore Acquaroli si è impegnato con il sindaco Pezzanesi per convocare un incontro volto a superare le difficoltà burocratiche che porterà alla costruzione di una nuova casa di riposo al fianco del nuovo ospedale a servizio di Tolentino e dei comuni limitrofi.

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