Peppina sfrattata dalla casetta:
“Il silenzio di Mattarella fa male”
(video di Sgarbi)
LE REAZIONI - Giorgia Meloni rivolge un appello al presidente della Repubblica affinché incontri e risponda alla 95enne. Dure le parole del critico d'arte su Facebook. Per Elena Leonardi e Cristina Cannas di FdI-AN, l'anziana è "vittima della violenza dello Stato". Il Quirinale precisa: "Mai ricevuto lettere dalla famiglia, chiesti chiarimenti alle autorità locali". Barbara Cacciolari, vicecoordinatrice di Forza Italia: "Non si può continuare a giocare sulla pelle dei terremotati"

Peppina nel container
“Nonna Peppina, che lascia la sua casetta in legno antisismica, è l’emblema dell’Italia che non funziona, di uno Stato incapace, affogato nella burocrazia, che non risolve i problemi ma li crea”. Sono le parole di Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, in merito alla vicenda di Giuseppa Fattori, 95 anni, nonna Peppina. Lo sfratto dalla sua casetta ieri è diventato esecutivo, dopo che il Riesame ha rigettato il ricorso contro il sequestro, e l’anziana ha dovuto trasferirsi di nuovo nel container di 15 metri quadri, poco distante, e con bagno esterno. Anche oggi Peppina ha ribadito che non intende muovesi da San Martino, e ha incassato la solidarietà di Vittorio Sgarbi che in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, se l’è presa con parole durissime contro lo Stato che ha permesso che la nonnina terremotata venisse sfrattata. “Ti sfrattano dalla casa che non hai”, ha tuonato il noto critico d’arte.

Giorgia Meloni
“Nonna Peppina aveva rivolto un appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ma non ha mai ricevuto risposta – aggiunge la Meloni -. E questo silenzio fa male, forse ancora di più della burocrazia. Rivolgo personalmente un appello al presidente Mattarella: risponda a nonna Peppina e la incontri perché mai come in questo momento gli italiani hanno necessità di sapere che le Istituzioni sono dalla loro parte e non pensano solo alla politica del Palazzo, che neanche conosce i problemi dell’Italia reale”. Sulla vicenda è intervenuto direttamente il Quirinale con una nota. “Al Quirinale non è mai giunta alcuna lettera da parte della signora Peppina Fattori né da alcuno dei suoi familiari – si legge nella nota -. Sulla base di una lettera di un comitato locale, pervenuta due settimane fa, dopo il provvedimento dell’autorità giudiziaria di sequestro dell’immobile, il presidente della Repubblica è intervenuto chiedendo chiarimenti alle locali autorità, le quali hanno assunto le loro decisioni, in ambito giudiziario e amministrativo, nella responsabilità dei propri compiti”. Non si placano invece le reazioni dal mondo della politica. Elena Leonardi e Cristina Cannas, referenti del dipartimento “Tutela delle Vittime” di FdI-AN, hanno usato parole al vetriolo per commentare quanto accaduto. “Quella perpetrata nei confronti di questa innocua e tenera nonnina, ci sembra una violenza morale e materiale, da parte di uno Stato che – hanno commentato – in oltre un anno, nulla ha fatto per garantirle il diritto di tornare nella propria abitazione. Di ricostruzione nemmeno l’ombra, nonostante le tante promesse, anche da parte dello stesso presidente Mattarella. Purtroppo la decisione dei giudici non è stata quella che noi e milioni di italiani, che si sono appassionati a questa vicenda paradossale, speravamo”.

Peppina lascia la casetta di legno
La legge ha seguito il suo normale corso, specificano le due di FdI-An, senza però considerare il contesto. “La legge- hanno aggiunto Leonardi e Cannas – non ammette umanità, non si applica tenendo conto dei sentimenti, lo sappiamo e noi siamo sempre stati, come partito, e sempre saremo schierati a favore della legalità. Tuttavia non possiamo esimerci da alcune amare riflessioni. Questa anziana signora, colpevole solo di voler concludere i suoi giorni dove è nata, cresciuta e ha vissuto tutta la sua vita, non solo è stata abbandonata, ma anche violentata nella sua dignità di persona, è stata trattata come fosse una delinquente, senza tener conto che stiamo parlando di un territorio, di un paesino distrutto dal terremoto, dove non è rimasto niente e nessuno, se non un cumulo di macerie. Non può essere uno Stato giusto quello che sfratta una vecchina terremotata da una casa che si è costruita da sola, a sue spese, in attesa dei tempi biblici della elefantiaca e burocratica ricostruzione”. Sotto il profilo istituzionale, in quanto consigliere regionale, Elena Leonardi ha presentato due proposte di legge apposite: una va ad integrazione della legge regionale votata ad agosto, per ammettere soluzioni abitative di emergenza (SAE) nelle zone gravemente colpite dal sisma, aventi caratteristiche di temporaneità e removibilità, come appunto la casetta di nonna Peppina. L’altra proposta è quella che va presentata al Parlamento per introdurre una specifica modifica al Codice Nazionale del Paesaggio, ed escludere pertanto dalle sanzioni chi realizza le soluzioni abitative di emergenza rispettando la volumetria massima di 350 metri cubi. Le due esponenti di FdI non escludono di tornare a Fiastra, al fine di assicurare di persona a Peppina il più ampio sostegno.

Barbara Cacciolari
“Lancio un appello ai sindaci a farsi sentire, non si può continuare a giocare sulle spalle dei terremotati. Mandare in un container un’anziana terremotata di 95 anni non è giusto, ora si stanno facendo le indagini per vedere quante casette abusive sono state costruite dai terremotati, è un massacro non si può permettere che succeda questo sulle spalle di chi ha perso tutto”, ha detto Barbara Cacciolari, vicecoordinatore regionale di Forza Italia. “Chi per emergenza o bisogno ha realizzato a sue spese una sistemazione di fortuna, deve poter avere una deroga per il periodo di emergenza, serve un provvedimento immediato che regoli questa situazione”, ha concluso. Nei giorni scorsi, di terremoto e crisi bancaria si è parlato nell’incontro tenutosi a Corridonia dal titolo “Le Marche stritolate dalle due crisi: sismica e bancaria”, organizzato dalla vicecoordinatrice di Forza Italia Barbara Cacciolari, unitamente al coordinatore regionale senatore Remigio Ceroni.


































Bravo, Sgarbi, aulico e alato al punto giusto…
«Il rasoio è una spada di libertà. Radersi è un atto di ribellione.»
(Terry Pratchett)
@Riccardo Vecchi e a quelli che fanno da paladini alla legge che deve essere uguale per tutti…in Italia esistono migliaia e migliaia di edifici costruiti senza gli opportuni permessi che rimangono in piedi ed abitati per decine e decine di anni e che forse non verranno mai né sgomberati né tantomeno demoliti, spesso perché non si trovano le persone che hanno il coraggio di salire fisicamente sui mezzi demolitori per paura di ritorsioni da parte della malavita locale. Il fatto che scandalizza non è certo quello di far applicare la legge, che dovrebbe essere applicata sempre e allo stesso modo verso tutti, e dico dovrebbe perché le leggi sono talmente tante e talmente tanto violate che ci vorrebbe più di un esercito di controllori e sanzionatori per punire tutti quelli che ogni giorno non pagano il biglietto sui mezzi pubblici, non fanno lo scontrino, superano i limiti di velocità, guidano ubriachi, rubano negli appartamenti, spacciano la droga ecc. ecc.
Certo è che l’elevato numero di reati impuniti non deve invogliarci a delinquere, almeno ha chi ha un minimo di senso civico, ma può scandalizzarci quando a fronte di tanta e diffusa illegalità di fronte alla quale la scarsità di risorse costringe chi è preposto a punire di chiudere occhi, orecchie, bocca e naso, si vede tanto facile accanimento nei confronti di chi sarebbe inerme e indifeso rispetto non solo a una punizione ma anche di fronte a un semplice ammonimento. E lasciamo perdere chi accusa i figli di speculazione edilizia, perché chi ne soffre è la povera 95enne che di sicuro di speculazione edilizia non gliene può fregare di meno. Questo è ciò che fa girare le pal….e, …Ora è più chiaro?
@ Riccardo Vecchi
Gliela faccio io ancora più semplice così magari capisce, perchè moltissimi di noi siano tanto indignati e dalla parte di Peppina e dei suoi familiari: perchè non crediamo ad una parola sull’uguaglianza della legge in Italia. Le faccio avanti questo tutt’altro genere di caso, che sarà uno su un milione di casi in tutto il Paese. Poi, mi dica lei dov’è la giustizia, tra la tanta solerzia nello sfratto a Peppina e quella invece che non arriva mai.
Siamo a Crema. L’articolo di cronaca è del 2014, dove si parla di affitti non pagati dagli inquilini delle case comunali, in tutto 333 alloggi, di cui i morosi erano 116 fra italiani e stranieri. Non riporto tutto l’articolo, che linko, ma solo le 3 righe finali:
“le procedure di sfratto richiedono parecchio tempo, fermo restando che dopo i 65 anni un inquilino non è più sfrattabile per legge».” Quindi non è del tutto vero, o sempre vero, come lei afferma con decisione, che l’età della persona da sfrattare non conti. Ma fin qui. Ora però leggiamo il seguito del dato aggiornato al 2017, quest’anno, col successivo link. Ebbene che si dice in quest’altro articolo sempre su Crema? ” Case comunali, morosi in aumento”.
Tirando allora le somme, ciò significa che, se un inquilino delle case popolari di un qualunque comune o città italiana non paga l’affitto, tutti soldi che vanno ai comuni, non viene sfrattato neanche per il limite di età previsto per legge, 65 anni, perchè mai con tanta celerità si va a sfrattare un’anziana donna con 30 anni di più sulle spalle dalla sua casetta – N.B. in legno, relizzata in fretta per la piena emergenza terremoto prima che tornasse l’inverno per una novantacinquenne, senza aspettare i permessi che arrivano più a lungo delle stagioni! – che non gliel’ha costruita il comune o lo Stato ( come avrebbe peraltro dovuto già essere ad un anno dal sisma così come promesso a tutti dall’ex Presidente Renzi ” le casette in legno tra primavera- estate 2016 ” come per le Collezioni Milano Moda )ma da sola, o meglio dai suoi figli per farla vivere dignitosamente come ha sempre vissuto, in quanto è lì che Peppina è irremovibile nel voler restare? Secondo me, Peppina, con tutti i diritti e le ragioni; senza provvedimenti ottusi che tengano, che non hanno tenuto in conto ” le variabili”, ossia la devastazione provocata dal terremoto tanto nelle cose che nelle persone, e tanto più se anziane, che non sono, non possono, essere certo da meno di un parco dei Sibillini e di una violazione edilizia su proprietà edificabile.
http://www.crema.laprovinciacr.it/news/crema/103921/Case-comunali–uno-straniero-su.html
http://www.laprovinciacr.it/news/crema/155308/case-comunali-morosi-in-aumento.html
art 3 della Costituzione – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
L’articolo 3 è forse il piu bello di tutta la Costituzione. Nelle sue poche righe è riassunto il massimo compito che la nostra Carta si prefigge: l’uguaglianza, le pari opportunità per tutti i cittadini. Quando, nel 1946, iniziarono i dibattiti alla Assemblea Costituente si sentiva il bisogno di affermare, nella Carta Fondamentale, che l’obiettivo ultimo della Repubblica sarebbe stato quello di aiutare i cittadini a raggiungere un regime di vita dignitoso, nel rispetto di tutte le individualità.
Sgarbi ha colto l’essenza- la legge è uguale per tutti nell’intenzione dei Costituenti vuol dire che Peppina ha diritto a una casa dignitosa come tutti i cittadini, non che deve essere mazzolata come tutti i delinquenti, non essendolo – peraltro anche sotto l’aspetto teorico non è per niente vero che la legge penale sia uguale per tutti, un diciassettenne di 17 anni e 364 giorni che commette un reato è punito diversamente da un suo coetaneo nato un giorno prima, perché la legge riconosce privilegi alla fragilità dei minori ed essendo i grandi anziani molto più fragili dei minori deve riconoscere maggiori protezioni anche ad essi-
La locuzione latina Unum castigabis, centum emendabis (che in latinosignifica letteralmente “Ne castigherai uno, ne correggerai cento”) si può rendere liberamente come “punire un errore per correggerne cento”. Da qui ho scoperto che le famose decimazioni risalgono all’esercito romano dove i legionari erano divisi in “coorte da dieci “ e quando si voleva “ educare “da queste venivano estratti dieci legionari; ciascun gruppo sceglieva a sorte uno di loro che veniva ucciso dagli altri commilitoni per lapidazione o a bastonate. L’unico neo e che dopo che il legionario era stato “ educato “ non poteva fare vezzo dei modi gentili e raffinati acquisiti con tale lezione.
Ho scoperto anche che gli italiani, non solo navigatori, e poeti, ma anche feroci assassini e ai livelli più alti dove il generale Cadorna poi mandato a casa sennò stavamo ancora a spararci sul Carso con gli austriaci, aveva la facoltà di ritornare alle simpatiche abitudini romane., Le decimazioni furono, durante la prima guerra mondiale, una pratica esclusiva del Regio Esercito italiano (che non le aveva mai applicate prima),[5] ad eccezione di un caso in Francia, 1914, in cui fu applicata contro un battaglione di tirailleurs (fanteria coloniale) che si era rifiutato di mettersi in marcia verso la prima linea, con la fucilazione di dieci uomini sorteggiati.[6]Almeno otto casi di decimazione, sono stati documentati durante la prima guerra mondiale all’interno del Regio Esercito.[7]
In epoca moderna, con lo stesso significato, è più usato il detto di Mao Zedong “Colpirne uno per educarne cento” e dicono usato anche dalle Brigate Rosse, ma qui ci addentriamo in un discorso più vasto e quindi evito. La storia la conosciamo, ognuno ne tragga le sue conclusione.
Ecco stamattina, mi è venuto in mente questo, forse sollecitato da un articolo letto ieri dove un sindaco del cratere ha detto che è ora che si cominci a costruire le casette in forma privata perché l’inverno è più che alle porte e costerebbero un terzo rispetto a quelle scandalosamente care, patrocinate dallo Stato. Forse tutto questo discorso non c’entra niente, ma tutto questo accanimento su una baita quasi sperduta tra i monti, costruita per non sopravvivere in uno squallido, orrido e miserabile container dove è stata condannata a risiedere, una spiegazione deve averla. Forse per un puro caso del destino o per un sorteggio come si usava nelle decimazioni è venuta fuori la casa di Peppina, appunto per educare i famosi cento. Volete la casetta di legno, aspettate, ci vuole il tempo che ci vuole e prima o poi la consegneremo a tutti, magari fra un anno ma tutti avrete la casetta di legno regalatavi dallo stato che cosi vi evita di spendere i vostri soldi. Certo le nostre casette costano come un appartamento e tanto valeva cominciare subito a ricostruire ma purtroppo bisogna andare per gradi. Il business è miliardario e tu cara Peppina ti metti a rompere i co..ni con la tua casetta più bella, più robusta, più economica e subito pronta. Qui con questo terremoto c’è da mangiarci una vita e tu perché vuoi viveri dove hai passato la tua vita, con tuo marito, i tuoi animali da cortile, i tuoi gatti, di cui adesso c’è Oreste a farti compagnia, tra i tuoi amici pochi, invero pochissimi dato che abiti in un luogo dove nemmeno i carabinieri forestali riuscirebbero a trovarti. Ah, ti hanno trovato? Avranno mosso Cia, Fbi, Kgb, il Mossad, usato Google , droni e alla fine ti hanno beccato e stabilito che tu sarai la numero uno, la prima da educare e dopo se gli altri non si educano da soli basta che smettano di costruire sennò ci arrabbiamo davvero. Tu per il momento, stattene nel tugurio e ringrazia che non te lo portiamo via perché è un pezzo che quello non è agibile ma neanche abitabile. Andrebbe bene per gli animali da cortile per dormici la notte come comunissimo pollaio ma non per te. Quindi zitta e muta che già ci hai dato un sacco di fastidi. Spera solo che tanto prima o poi qualche giudice denuncerà tutti quanti con decini di articoli che come nella canzone di De Andrè li bolleranno come truffatori e imbroglioni. Ma già ricchissimi se ne sbatteranno, disposti pure a qualche giorno di arresti domiciliari.
Infatti solo da una casa che non si ha si può essere sfrattati, perché per essere sfrattati bisogna essere i locatari d’un immobile d’altrui proprietà. L’unica cosa che non si capisce è che cosa c’entrino Peppina e la sua casetta con lo sfratto.
Veramente il presidente del CSM avrebbe il potere di pronunciarsi manifestando la propria opinione su qualsiasi vicenda possa interessare il funzionamento della giustizia.
Una bella rotatoria no?
Dicono le due politiche di Fdi, prima di non esimersi da amare riflessioni: “La legge non ammette umanità, lo sappiamo; sempre saremo schierati a favore della legalità”. Disse invece, con puntuale radicalità, Agata Turchetti: “Io penso che oggi muoia l’umanità e anche la legalità. Perché una legge che provoca tanto dolore non può essere buona”. Intanto, sembra strano che, nel paese in cui si spacca il capello su tutto in dottrina e in giurisprudenza, ci si debba confrontare solo o soprattutto sul parere della regione tramite Sciapichetti, che si sostanzia così: “dopodiché tali strutture andranno completamente rimosse e i luoghi ripristinati”.