Salvini: “Torno per Peppina”
Il procuratore: “Notificata autorizzazione”

FIASTRA - Il leader della Lega Nord ha annunciato su Facebook che sarà a Macerata il 6 ottobre giorno dell'udienza al tribunale del Riesame. Giovanni Giorgio ha comunicato alla famiglia che fino a quella data l'anziana può rimanere nella casetta
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Il post pubblicato dal segretario della Lega Nord sul suo profilo Facebook

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di Federica Nardi

Peppina se ne va, Matteo Salvini torna. “Il 6 ottobre, davanti al tribunale di Macerata, ci saremo”. Ha annunciato il segretario della Lega Nord dal suo profilo Facebook dopo aver appreso che Giuseppa Fattori, la 95enne di Fiastra con la casetta sotto sequestro perché manca l’autorizzazione paesaggistica, stamattina se n’è andata via insieme alla famiglia (leggi l’articolo). Intato però il procuratore Giovanni Giorgio chiarisce che “oggi tramite i carabinieri forestali di Fiastra ho fatto notificare una lettera formale al genero della signora (Maurizio Borghetti, ndr) con cui preciso che la scadenza di 15 giorni è lunedì e la signora è autorizzata a rimanere sino a quando non sia reso noto il provvedimento del tribunale del Riesame e può incontrare chiunque nella sua casa. Nel caso però venga rigettato il ricorso il giorno seguente l’alloggio dovrà essere liberato e saranno chiusi gli allacci alla rete pubblica che sono stati realizzati abusivamente”. Un chiarimento che forse già da domani o lunedì convincerà i familiari a riportare Peppina nella sua casetta. Proprio Borghetti oggi aveva detto che il trasferimento era dovuto “alla mancanza di comunicazioni ufficiali”.

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Peppina in lacrime questa mattina mentre stava lasciando la sua casa

Quel che resta di oggi è una giornata da dimenticare per lei, per i parenti, ma anche per i terremotati che hanno fatto dell’anziana di San Martino di Fiastra un simbolo della necessità di cambiare qualcosa. E Salvini aveva promesso di cambiare. Aveva promesso un decreto, poi diventato un disegno di legge. E tanti altri hanno presentato un disegno di legge, da destra a sinistra. Ma i tempi della politica e quelli della vita sotto sfratto non vanno d’accordo. Salvini nel post arriva a minacciare velatamente la magistratura, che la settimana prossima dovrà decidere sul riesame del sequestro della casetta dell’anziana: “con tutti i delinquenti che ci sono in giro, la priorità dello Stato è sfrattare una nonna di 95 anni, terremotata, riducendola in lacrime? Mi auguro che i giudici prendano una decisione intelligente, altrimenti dovranno vedersela con me e con una marea di cittadini perbene”. Dimentica, forse, di menzionare che lo Stato è anche lui. E che si sono leggi che esistono per un motivo, che certi iter una volta avviati sono, per legge, legittimi e nascono a tutela delle persone. Se si inceppano, come nel caso di Peppina, è soprattutto perché la situazione dei paesi terremotati non è una situazione normale, ordinaria. Ma speciale e straordinaria. Perché con i ritardi, giustificabili o meno, su diversi fronti della gestione dell’emergenza terremoto (in primis le casette), centinaia di persone si sono costruite una casetta per passare l’inverno. Una situazione che forse avrebbe richiesto interventi mirati a suo tempo. Senza bisogno di arrivare alle lacrime di Peppina. La vicinanza, avevano detto i familiari pochi giorni fa, “si dimostra in Parlamento”.

 

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