Salvini, selfie con Peppina:
“La sua casa non si tocca,
faremo approvare un decreto”

LA VISITA A FIASTRA - Il leader della Lega, che indossa una felpa dedicata a Visso, ha portato la sua solidarietà alla 95enne sfrattata dalla casetta: "Dovranno passare sui nostri corpi". Oggi ad Arquata anche il comitato “La Terra trema noi no” ha chiesto al commissario De Micheli e al sottosegretario Boschi un provvedimento per risolvere la questione delle abitazioni fai da te. FOTO
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IL SELFIE – Matteo Salvini con Peppina Fattori, la 95enne sfrattata a Fiastra

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da Fiastra Federica Nardi

(foto di Fabio Falcioni)

“Dovranno passare sui nostri corpi per toccare un centimetro quadro della casa di Peppina. Faremo approvare al governo il decreto per sanare queste situazioni. Un decreto che sancisce un diritto, non solo per lei ma per tutti”. Salvini oggi pomeriggio in visita a San Martino di Fiastra ha incontrato Giuseppa Fattori e il genero Maurizio Borghetti sulla soglia dell’ingresso del terreno posto sotto sequestro sabato scorso. E ora torna a Roma con la promessa di occuparsi della vicenda “al di là del colore politico. Qua ci sono 300 casette come quella di Peppina, il diritto è per lei che ha 95 anni ma anche per il 40enne”. Peppina è uscita sotto la pioggia per incontrarlo. “Non posso tornare nel container”, ha detto al segretario della Lega. Poi si sono fatti un selfie e Salvini ha voluto visitare l’orto curato dall’anziana. Ora il tempo corre. Meno di due settimane e lo sfratto sarà esecutivo anche se per ora Salvini punta a non far demolire la struttura: “c’è un’ordinanza di demolizione per dicembre, ma faremo prima”, assicura il segretario. Il leader della Lega ha indossato una felpa con la scritta Visso, cittadina che aveva visitato in mattinata (leggi l’articolo)

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L’inaugurazione della scuola di Arquata

Del decreto evocato oggi da Salvini si parla da mesi. A ricordarne l’importanza in questi giorni il sindaco di Fiastra Claudio Castelletti, proprio in relazione alla situazione di Peppina (leggi l’articolo). Poi i familiari che numeri alla mano hanno chiesto che la legge provveda a sanare una situazione di fatto che vede centinaia di casette fai da te, più o meno rimuovibili, nei cortili e nei terreni delle case lesionate dal terremoto. Oggi, in occasione dell’inaugurazione della scuola di Arquata del Tronto, il comitato “La terra trema noi no” ha consegnato nelle mani di Maria Elena Boschi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e del nuovo commissario alla ricostruzione Paola De Micheli una lettera che chiede a gran voce una presa di posizione del governo sul tema delle casette provvisorie. Non le Sae dunque, che vengono acquistate con i soldi pubblici, ma tutte quelle soluzioni abitative che i residenti terremotati hanno pagato di tasca loro per non allontanarsi dai luoghi di origine e che non sempre hanno tutte le carte in regola rispetto alle norme urbanistiche e ai vincoli che insistono su un territorio come quello del Parco.

(Servizio aggiornato alle 17,30)

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