Va al lavoro col Green pass falso,
licenziata dipendente della Poltrona Frau:
«Mancanza di rispetto verso i colleghi»
TOLENTINO - Una donna si era presentata con la certificazione di un parente. E' stata fermata dagli addetti alla sicurezza che si sono accorti che il qr code non combaciava col nome. L'azienda: «Fatto grave. Questo episodio testimonia il nostro impegno per garantire la sicurezza dei nostri dipendenti»

di Francesca Marsili
Esibisce il Green Pass di un familiare per entrare nel luogo di lavoro, dipendente della Poltrona Frau di Tolentino licenziata. L’episodio, che le è costato il posto di lavoro, risale ad alcune settimane fa, anche se se n’è avuta notizia solo ora.
La donna, evidentemente sprovvista di un certificato verde valido, pensando di raggirare la misura messa in atto dal Governo, ha deciso di mostrare al controllo il Green pass di un suo parente. Quando si è presentata all’ingresso dello stabilimento l’escamotage però non è sfuggito agli addetti alla sicurezza. Il vigilante, come di consuetudine, ha verificato la validità del certificato esibito della dipendente e ha capito che qualcosa non tornava nell’incrocio tra il qr code e il nome e cognome che apparivano sul terminale; una verifica ha poi dato la conferma del sospetto. Uno stratagemma che alla donna è costato il posto di lavoro: cacciata per giusta causa poiché sorpresa ad esibire un Green Pass non suo.
Contattata da Cronache Maceratesi, la società Poltrona Frau risponde: «Confermiamo quanto accaduto, il licenziamento di un dipendente che aveva utilizzato un falso Green pass. L’aver utilizzato un Green pass falso è purtroppo un fatto grave non solo per il dipendente verso se stesso, ma verso la collettività e dimostra assenza di responsabilità etica, disciplina e rispetto per la salute dei colleghi (e le loro famiglie) con cui lavorava. Riteniamo – sottolinea la proprietà – che si tratti di un licenziamento per giusta causa e che questo avvenimento testimoni il nostro impegno nel garantire la sicurezza di ogni singolo dipendente così come dei gruppi e dei luoghi di lavoro di tutte le nostre sedi e filiali, italiane ed estere». L’azienda sottolinea il proprio impegno nel contrato al Covid, «visibile sin dall’inizio della pandemia – conclude l’azienda -. Abbiamo portato avanti importanti investimenti in dispositivi di protezione per i dipendenti e per le postazioni di lavoro, proprio per consentire di lavorare in totale sicurezza. Laddove possibile abbiamo promosso lo Smart working dotando i nostri dipendenti di tutti i device necessari. Il possesso del Green pass resta una condizione imprescindibile per tutte le funzioni aziendali». L’obbligo di esibire il Green pass, che si ottiene tramite vaccinazione o tampone negativo, per accedere ai luoghi di lavoro sia del pubblico che del privato è in vigore dal 15 ottobre e resterà sino al 31 marzo 2022,la data, appena prorogata, termine dello stato di emergenza.








































Giusta causa ma licenziare una dipendente (un’attimo errare umanamente est perseverare et diabolicum) una possibilita’ va data a chiunque siamo umani a sbagliato ma questo mo sembra troppo poi ognuno la pensi come vuole.
Il dipendente che ha sbagliato se ricollocato fantozzianamente a fare da parafulmine sul tetto della ditta sarebbe più socialmente utile e rimanendo sempre all’aperto potrebbe fare a meno del sacro pass.
Descritto così appare un provvedimento esagerato.
onestamente lo trovo esagerato, la persona potrebbe avere molta paura del vaccino come mi capita di sentire spesso, molti liberi professionisti non sono coperti dal siero e vanno in giro tranquillamente anche con.le restrinzioni, c’è troppo caos in questa pandemia per licenziare così su due piedi.
Tutta “ciccia” per gli avvocati del lavoro e tutto “osso” per i datori del lavoro!
Giusto provvedimento. Si poteva fare il tampone.Fine della storia.
Ma quale sicurezza, non è il green pass che da la sicurezza di non essere positivi, casomai il tampone.
Siamo alle comiche ormai.
I provvedimenti disciplinari hanno una loro gradualità a seconda della gravità o della recidiva.
Descritto così dall’articolo non è esaustivo.
Ci penseranno i sindacati,quando non scioperano !!!
Con Dragonball, lo stato d’emergenza non finirà più, fino all’estinzione del virus.
Domando: se tutti i dipendenti erano no vax, ed entravano con green pass falso(o non entravano per niente), l’azienda chiudeva per fallimento ?(esempio estremo, basta anche la metà degli operai) Chissà che notiziona: poltrona Frau chiusa per mancanza di personale, oppure anche questa delocalizzava in luoghi più convenienti, mmmhh, però i luoghi più convenienti sono anche quelli con più no vax ??
È il vaccino che traccia il solco, ma è il green pass che lo difende.
chi vuol fare il furbo alla fine rimane fregato. Chi si alza due ore prima per fare il tampone allora che deve dire.
Se il soggetto dimostrasse di essere negativo al virus mentre si recava al lavoro cade l’accusa di mettere in pericolo i colleghi, il mancato possesso del greenpass è derubricato a semplice sanzione amministrativa, resterebbe solo l’esibizione di false attestazioni, ma il vantaggio ottenuto diciamo abusivamente sarebbe per lavorare?
Ci sono tutti i presupposti per la reintegrazione o per un risarcimento.
Naturalmente non e’ da imitare, ma ripeto, il provvedimento non è proporzionale alla condotta.
Giusto provvedimento!!! P.S. si è liberato di un posto di lavoro…..