Da Sarnano a Cuba per testare il vaccino
«Un contributo alla ricerca,
il Soberana sta dando ottimi risultati»

SPERIMENTAZIONE - Simone Valli, 47 anni, autista della Croce rossa, è uno dei 35 italiani che hanno ricevuto una dose del farmaco (non riconosciuto in Europa). «Ritenevo giusto sostenere lo sforzo fatto da questo Paese, nonostante la povertà, per produrre un siero gratuito e sicuro. Siamo stati ospiti dieci giorni al centro di salute internazionale La Pradera. Ritengo che questo studio, condotto in collaborazione con l'ospedale "Amedeo Di Savoia" di Torino, sia davvero importante per il nostro futuro»
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La partenza da Milano dei 35 italiani che hanno partecipato allo studio “Soberana Plus-Ita”

di Marco Cencioni

A Cuba per ricevere una dose di richiamo del vaccino Soberana Plus, inoculato a circa tre milioni di cubani, nell’ambito di uno studio clinico condotto a L’Avana e a Torino.

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Simone Valli riceve la dose di Soberana Plus

Simone Valli, 47enne di Sarnano, autista soccorritore del locale comitato della Croce rossa, è uno dei 35 italiani partiti da Milano per Cuba come volontari (insieme a lui un altro marchigiano, Marco Pala di Tavoleto). «Ho pensato di intraprendere questo viaggio per dare un piccolo contributo alla ricerca, visto che mettersi a disposizione di un progetto, che tra l’altro sta ottenendo risultati ottimi, per uscire il prima possibile da questo dramma umanitario mi è sembrata una cosa giusta – sottolinea -. Ma non è l’unica motivazione che mi ha spinto a partecipare a quello che ritengo uno studio davvero importante per il nostro futuro. Infatti, ho pensato che fosse corretto sostenere lo sforzo fatto da Cuba, che è riuscita nonostante la povertà e il blocco a cui è sottoposta da 60 anni a sviluppare vaccini pubblici, gratuiti e sicuri, ma soprattutto che, nel mio piccolo, fosse il caso di “restituire” un briciolo di quella solidarietà dimostrata dalla brigata “Henry Reeve”, missione medica cubana che, a rischio della vita dei suoi medici e infermieri, arrivò a Crema e Torino, due centri particolarmente colpiti dal Covid, nel corso della prima ondata della pandemia per prestare aiuto e soccorso».

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Uno dei manifesti dello studio

Valli racconta come ha saputo di questa iniziativa: «Faccio parte del collettivo “Cuba va” e sono venuto a conoscenza di questo progetto, è bastato andare sul portale per capire se rientravo nei parametri richiesti e seguire le indicazioni per presentare la mia candidatura, che poi è stata accettata». Infatti, non tutti potevano partecipare come volontari: il centro per il controllo statale dei farmaci, materiali e dispositivi medici (Cecmed) di Cuba ha indicato che questo studio, che ha tra gli obiettivi quello di dimostrare che il siero cubano è capace di accompagnare qualsiasi vaccino sviluppato fino ad ora, è stato delineato per valutare reattogenicità e immunogenicità di Soberana Plus su volontari convalescenti dal Covid in forma lieve o moderata (guariti prima del 15 settembre), e su altri sani che hanno completato uno schema di immunizzazione con vaccini stranieri autorizzati in Europa (come Johnson & Johnson, Moderna, Pfizer o AstraZeneca) con ultima dose prima del 15 agosto. In quest’ultima categoria rientra il 47enne sarnanese, che ha ricevuto due dosi di Pfizer.

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La sede dell’istituto di vaccini Finlay di Cuba

«Ho pagato solo il biglietto aereo e la partenza è stata fissata per il 15 novembre proprio perché era quello il giorno in cui Cuba ha riaperto le frontiere, dopo aver ultimato la campagna vaccinale dell’infanzia – sottolinea Valli -. Siamo stati ospiti fino al nostro ritorno in Italia, avvenuto il 25 novembre, della struttura La Pradera, il centro di salute internazionale che ha ospitato tra gli altri Chavez e Maradona. Mi è stata somministrata una dose che funziona come vaccino di richiamo e a metà dicembre, a Torino, verremo sottoposti ad un prelievo per valutare la risposta immunitaria».

Il Soberana Plus è il primo vaccino sviluppato come boost (cioè dose di rinforzo e di richiamo ai vaccini europei) al mondo, autorizzato dall’autorità regolatoria di Cuba e utilizzato nella prima campagna di massa per la vaccinazione dell’infanzia contro il covid in uno schema eterologo con il vaccino cubano Soberana 02. Questo studio clinico, il primo del suo genere sull’isola, è nato nell’ambito di una collaborazione tra l’istituto di vaccini Finlay di Cuba, l’ospedale “Amedeo Di Savoia” di Torino e l’Agenzia per l’interscambio culturale ed economico con Cuba (Aicec), la rete Sano giusto e solidale (Italia), il Centro internazionale di salute “La Pradera” (Cuba), l’Ufficio del governo dell’Avana (Cuba), l’Istituto cubano di amicizia con los pueblos, l’agenzia di viaggi Amistur Cuba Sa, Milestone tour operator srl e le ambasciate di entrambi i Paesi.

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Valli con l’infermiera che gli ha somministrato il vaccino

Il Soberana Plus è stato utilizzato come dose di richiamo nella prima campagna di vaccinazione di massa pediatrica infantile contro il Covid in tutto il mondo, che si è svolta a Cuba con circa 2 milioni di bambini vaccinati. E’ il primo vaccino anti covid sviluppato come “dose di rinforzo” in convalescenti, ufficialmente autorizzato alla popolazione convalescente e con grandi studi clinici, applicato a circa un milione di convalescenti cubani. Però, non essendo per il momento riconosciuto in Europa, il vaccino che è stato somministrato a Cuba ai 35 italiani non ha validità nel nostro Paese. «Dovrò fare un’altra dose, ma non è di certo un problema – conclude -. Ho deciso di partecipare a questa iniziativa e non ho dubbi sulla efficacia del Soberana, speriamo che sia presto riconosciuto dalle varie agenzie perché i risultati che sono stati ottenuti sono sicuramente ottimi».

 

 

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Marco Pala di Tavoleto, uno dei due marchigiani che hanno partecipato allo studio

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Uno dei bambini che ha ricevuto il vaccino nell’ambito della prima campagna di vaccinazione di massa pediatrica infantile contro il Covid

 

 

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