Al via il “Pua” in 3 Comuni dell’entroterra:
«Così superiamo la frammentazione,
i servizi sociosanitari si integrano»
SAN SEVERINO - Il Punto unico di accesso sarà aperto per sei giorni a settimana, la mattina. Massimiliano Cannas (Ast Macerata): «Siamo convinti che un territorio forte aiuti l'ospedale a lavorare meglio. “Tripartito”, con sedi a San Severino, Camerino e Matelica, ben si applica alle peculiarità del territorio e consentirà una accessibilità immediata e assolutamente di prossimità»

Da sinistra: Valerio Valeriani, Roberto Lucarelli, Jacopo Orlandani, Denis Cingolani, Massimiliano Cannas e Renzo Marinelli
di Francesca Marsili
«È la porta che permetterà di evitare la frammentazione. Da oggi, i servizi sociosanitari si integrano e allo stesso computer lavorano il personale Ast e quello dell’Ambito. Questo fa capire il passo avanti». Presenta così Massimiliano Cannas, direttore sociosanitario dell’Ast Macerata, l’avvio del Punto unico di accesso (Pua) nei comuni di San Severino, Matelica e Camerino. Pensato per rispondere ai bisogni di anziani, persone affette da dipendenze e non autosufficienti, lo sportello territoriale riunisce e garantisce l’accesso integrato a tutti i servizi socio-sanitari, azzerando la distanza tra cittadini e istituzioni. Nasce per superare la frammentazione del passato in cui il cittadino doveva interfacciarsi autonomamente con diversi enti sanitari e sociali e offrire un modello integrato di presa in carico globale.
«Sebbene meno appariscente rappresenta il cuore della riforma sanitaria – ha concluso Cannas -. Siamo convinti che un territorio forte aiuti l’ospedale a lavorare meglio. “Tripartito”, con sedi a San Severino, Camerino e Matelica, ben si applica alle peculiarità del territorio e consentirà una accessibilità immediata e assolutamente di prossimità alla popolazione interessata».

Da sinistra: Massimiliano Cannas e Alessandro Gentilucci
Il Distretto sanitario di Camerino in accordo con gli Ambiti territoriali Sociali 17 e 18 prevede l’apertura del Pua, dalle 10 alle 13,30, in 3 sedi distinte: San Severino, nella Casa di Comunità, in viale del Glorioso 8, mercoledì e sabato. Matelica, nell’Ospedale di Comunità, in viale Europa 16, lunedì e giovedì e Camerino, alla Casa di Comunità, in località Caselle, martedì e venerdì.
Il Pua si configura come una porta d’accesso più agevole ai servizi del territorio, per un bacino territoriale che comprende i Comuni dell’Ambito territoriale sociale 17: San Severino, Castelraimondo, Gagliole, Pioraco, Fiuminata, Sefro, Matelica, Esanatoglia; e dell’Ambito Territoriale Sociale n.18: Camerino, Muccia, Serravalle, Fiastra, Pieve Torina, Visso, Ussita, Bolognola, Monte Cavallo, Castelsantangelo, Valfornace.
«Rappresenta il cuore operativo della sanità territoriale e garantisce al cittadino la presenza di una rete che unisce cure primarie e servizi sociali in un unico luogo fisico per soddisfare adeguatamente le richieste di salute della popolazione» ha affermato il direttore generale dell’Ast Macerata Alessandro Marini.
Alla presentazione di oggi che si è svolta proprio nella Casa di comunità di San Severino, anche il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci: «In passato, a causa di una rigida logica di compartimenti stagni, questi servizi non dialogavano efficacemente – ha precisato -. Da un lato la sanità tendeva a invadere ambiti non di sua stretta competenza, dall’altro il sociale faticava a emergere come risorsa centrale. Oggi, l’unificazione della gestione degli Ambiti sociali territoriali 16, 17 e 18 sotto un unico coordinatore rappresenta un’eccellenza assoluta a livello regionale, tanto da essere diventata un punto di riferimento per le politiche legislative del Consiglio regionale».

Alessandro Gentilucci
Gentilucci ha elogiato il progetto: «Abbiamo saputo coniugare il servizio al cittadino con le peculiarità di un territorio complesso. Portare servizi di alta qualità in un contesto geografico così disperso è una sfida eccezionale che siamo riusciti a vincere grazie a una gestione eccellente». I Pua costituiscono un progetto ambizioso e unico nel suo genere: «È pensato per mettere davvero il tempo e le esigenze del cittadino al centro delle politiche sociali e sanitarie – ha concluso Gentilucci -. Penso ai familiari dei nostri anziani, che in passato dovevano districarsi tra mille frammentazioni burocratiche e che oggi, invece, trovano nel Pua un interlocutore capace di risolvere ogni pratica: da quella amministrativa a quella strettamente sanitaria e sociale».

Jacopo Orlandani
Per il vice sindaco di San Severino, Jacopo Orlandani: «È un contenitore per la medicina del territorio, che se funziona riesce a decongestionare gli ospedali. Insieme, Ospedale e Casa di comunità – ha aggiunto – vanno a comporre una sanità territoriale. Facciamo il tifo per queste strutture». Alla presentazione anche il sindaco di Matelica e presidente dell’Unione Montana Potenza Esino Musone, Denis Cingolani, che ha definito l’apertura del Pua: «Un momento importante per i nostri territori che molto spesso sono considerati disagiati ma che hanno la capacità di unirsi e portare a termine progetti importanti i cui benefici ricadono sulla comunità. Ci auguriamo che tutti questi spostamenti mantengano un equilibrio su territori già fragili, continuando a garantire la qualità offerta sino a oggi».

Denis Cingolani
Il sindaco di Camerino, Roberto Lucarelli, ha sottolineato come il servizio ha l’obiettivo di essere un facilitatore per il cittadino. «Fino a ieri chi aveva bisogno di servizi sanitari si recava in ospedale, chi di servizi di natura sociale e assistenziale nei comuni o negli uffici dell’Ambito. Oggi – sottolinea – partiamo con un unico punto di accesso. Deve essere un punto di partenza dove poi, come diceva il collega Cingolani, deve essere un miglioramento degli attuali servizi già ottimi»

Roberto Lucarelli
Il coordinatore dell’Ambito territoriale sociale 17, Valerio Valeriani, ha sottolineato come questo servizio non facilita solo le persone perché non devono andare in due posti ma in uno solo, «ma nel momento in cui c’è la preso incarico integrata diamo ulteriori risposte che non avrebbero richiesto». Con un esempio pratico ha tradotto la parole integrazione socio-sanitaria: «Quando arriva una persona a fare la richiesta per i pannoloni – ha spiegato Valeriani -il fatto di trovare anche l’assistente sociale fa sì che si scopre magari che l’anziano è solo e ha bisogno di assistenza, magari di accompagnamento».

Valerio Valeriani
Il Pua ha l’ambizione non solo di facilitare, «ma anche di dare una risposta più completa ai bisogni andandoli ad osservare da vicino perché è prima di tutto un punto di ascolto, poi di presa in carico – ha concluso -. Se c’è un bisogno più complesso l’attivazione è più integrale».

Renzo Marinelli
Il consigliere regionale Renzo Marinelli, a margine, ha ribadito: «Quando ci siamo insediati il nostro obiettivo era di potenziare i servizi territoriali, oltre a mantenere uno «snodo fondamentale perché diamo la possibilità ai fragili che non sanno a chi rivolgersi hanno un approccio multidisciplianare». Ad accogliere gli utenti nel Pua ci sarà una equipe minima formata da: infermiere del Distretto sanitario di Camerino e un assistente sociale dei territori dell’Ats 17.

Potrebbero fondersi direttamente i tre comuni, il Comune sarebbe quello di San Severino – Camerino – Matelica: Ecco i concetti essenziali sulla fusione tra comuni:
Definizione: Unione giuridica e territoriale di due o più comuni contigui per creare un unico nuovo ente.
Obiettivo: Ridurre i costi della politica, razionalizzare la spesa pubblica e migliorare l’efficienza dei servizi.
Procedura (Art. 133 Costituzione):
– Proposta, da parte dei Consigli comunali o con iniziativa popolare.
– Referendum consultivo tra i cittadini dei comuni interessati.
– Istituzione ufficiale tramite Legge Regionale.
– Incentivi Lo Stato garantisce contributi economici straordinari (per 10 anni) e flessibilità nei limiti di spesa per il personale.
– Risparmio economico, servizi più strutturati e maggiore capacità di accesso a fondi esterni.
– Criticità. Rischio di perdita di identità locale e complessità nell’integrazione burocratica, dei debiti e del personale.
– Altra criticità. Chi fa politica perché altro non sa fare farà una strenua resistenza con ‘bastoni tra le ruote’
– Contesto. Fenomeno diffuso prevalentemente nel Nord Italia, ha contribuito a ridurre il numero dei comuni italiani: sono meno di 7.900.