Vaccini bluff ad almeno 56 pazienti:
chiuse le indagini per il medico

I REATI contestati dalla procura di Ancona a Sergio Costantini: peculato, falso e interruzione di pubblico servizio. Archiviato il reato di lesioni. Il dottore è ancora sospeso dal proprio Ordine
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Soluzioni fisiologica al posto del vaccino e false attestazioni: chiuse le indagini attorno all’operato di Sergio Costantini, il medico di Falconara travolto lo scorso aprile dall’inchiesta coordinata dalla Squadra Mobile di Ancona. Nel capo d’imputazione sono tre i reati contestati dalla procura: falso, peculato e interruzione di pubblico servizio. Non compare l’ipotesi di lesioni, formulata in un primo momento dalla procura, agli albori dell’indagine. Per quanto riguarda il falso, la procura parla di almeno quattro attestazioni non veritiere rilasciate a pazienti in merito alla presunta inoculazione della dose. Il peculato riguarda una boccetta di vaccino: per l’accusa Costantini ne avrebbe fatto un utilizzo indebito. C’è l’interruzione di pubblico servizio perché l’inchiesta aveva comunque rallentato il normale operato della campagna vaccinale, costringendo l’Asur ad eseguire dei controlli incrociati con la polizia per, eventualmente, far vaccinare le persone  che pensavano di avere inglobato almeno una dose.

Nell’imputazione si parla di almeno 56 pazienti: persone a cui sarebbe stata inoculata la soluzione fisiologica anziché il vaccino. In particolare, le indagini erano nate dopo la denuncia di una coppia di coniugi: avevano nutrito sospetti perché il medico tardava a notificare loro il certificato dell’avvenuta somministrazione. Stando a quanto emerso, la coppia era andata nello studio di Costantini il 30 marzo per la vaccinazione. In realtà, per la polizia, il medico sarebbe venuto in possesso della prima fiala di vaccino (Pfizer) solamente il 6 aprile. Di qui, il sospetto che non avesse iniettato loro il siero. Ora, notificato il documento per la chiusura delle indagini, il dottore potrà farsi ascoltare agli inquirenti, oppure presentare una memoria difensiva tramite il suo difensore. Lo scorso luglio, l’Ordine dei Medici lo ha sospeso dall’attività professionale. Lo stop ha una validità di sei mesi. All’epoca dell’esplosione dell’inchiesta, Costantini era stato anche allontanato dall’attività al Circolo Leopardi, hub vaccinale di Falconara. Costantini si era difeso all’inizio dell’iter investigativo sostenendo di non «aver mai fatto del male ai suoi pazienti». Nessuno, dei presunti non vaccinati, si è infatti ammalato di Covid.

(fe. ser.)

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