Barboni: «Vannacci non mi ha scaricato
Il partito non prenderà provvedimenti»
CIVITANOVA - Il militante di Futuro Nazionale, indagato per lesioni e violenza privata dopo il pestaggio sul lungomare di San Benedetto, rivendica la propria condotta: «Mi sono difeso e probabilmente ho salvato delle vite, anche quella dell'iracheno». Oggi è rimasto defilato e lontano dai riflettori durante l'incontro allo Shada

Giuseppe Barboni oggi allo Shada
di Laura Boccanera
«Io e il generale Vannacci ci siamo salutati qualche minuto prima che partisse, io sono arrivato tardi come mio solito, ma sono rimasto piuttosto defilato». A parlare è Giuseppe Barboni, il militante di Futuro Nazionale accusato di lesioni personali e violenza privata nei confronti di un cittadino iracheno che stava bloccando il traffico sul lungomare a San Benedetto del Tronto lo scorso 11 luglio.

Roberto Vannacci oggi a Civitanova
Un’aggressione immortalata in un video diventato virale postato dallo stesso Barboni. La vicenda aveva creato qualche grana per Vannacci che dopo 2 giorni ha preso le distanze e che a Civitanova, interrogato sull’accaduto, oggi ha ribadito: «non giustifico nessun atto di violenza se non per legittima difesa, sarà la giustizia a definire cosa sia stato quell’episodio. Non vedo perché il partito si dovrà sostituire alla giustizia, non mi pare si prevede l’interdizione dai pubblici uffici» – ha commentato sottolineando come non ci saranno provvedimenti da parte del partito.

Giuseppe Barboni sul lungomare di San Benedetto con il cittadino iracheno

Giuseppe Barboni all’uscita dallo Shada
Una rassicurazione che è piaciuta a Barboni: «Vannacci non mi ha mai scaricato – dice ai margini dell’incontro durante il quale ha tenuto un basso profilo senza rendersi troppo visibile nei momenti clou dell’incontro come al punto stampa o vicino al palco – sono arrivato tardi stamattina e sono andato via presto. Ho parlato con Vannacci pochi minuti solo oggi, non ci siamo confrontati prima su quanto successo, sono stato però sommerso di foto da parte di gente comune che mi esprimeva solidarietà, pare che ci sia pure un sondaggio in cui l’82% delle persone mi dà ragione».
Nessun pentimento dunque? Non era meglio cercare un approccio verbale prima della violenza o chiamare le forze dell’ordine? «Ma di cosa mi devo pentire, ho salvato probabilmente delle vite e anche quella dell’iracheno. La polizia era già stata chiamata, erano ore che infastidiva e oltre alle ingiurie verso di me continuava a dare fastidio. Inoltre mi aveva dato le spalle, nel linguaggio di strada significa che ci si prepara ad un attacco. Mi sono difeso».

contento tu…contenti tutti..
Generale, l’appartenenza o l’iscrizione ad un partito politico non è un pubblico ufficio, in quanto i partiti politici sono soggetti di natura privata (associazioni non riconosciute), il cui scopo è permettere ai cittadini di concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale (art. 49 della Costituzione), il pubblico ufficio, invece, è l’unità strutturale attraverso cui la Pubblica Amministrazione persegue i propri fini istituzionali. I pubblici uffici sono regolati da norme di diritto pubblico e sono gestiti da pubblici impiegati o titolari di cariche istituzionali, i quali sono al servizio esclusivo della Nazione (art. 98 della Costituzione).
La distinzione si articola su alcuni punti cardine:
Natura giuridica: Essere iscritti a un partito è l’esercizio di un diritto politico e di associazione del cittadino.
Lavorare in un ente pubblico o ricoprire un ruolo istituzionale (come un ministero o un’azienda sanitaria) comporta l’assunzione di una qualifica pubblicistica.
Incompatibilità: L’appartenenza a un partito è un’attività libera, ma per alcune categorie di pubblici ufficiali — come magistrati, militari di carriera e forze di polizia — la legge stabilisce limitazioni o divieti per tutelare l’imparzialità dello Stato (art. 98 Cost.).
Ruoli elettivi: Se un membro di un partito viene eletto in Parlamento o in un consiglio comunale, assume un mandato pubblico, ma questa elezione non trasforma l’apparato del partito in un pubblico ufficio.
Ti servono chiarimenti su un caso specifico di incompatibilità tra cariche di partito e ruoli pubblici, o su come la legge regoli l’accesso ai pubblici concorsi rispetto all’iscrizione politica?Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori. Per una consulenza legale, rivolgiti a un professionista. Scopri di più6 sitisentenza n. 170 – Corte Costituzionale – Sito ufficiale2 Cost. – il Consiglio Superiore della Magistratura ha ritenuto che l’accesso al pubblico ufficio non è soggetto ad autorizzazione…Corte CostituzionaleMagistratura e politica prima della Riforma Cartabia*Il concetto di limitazione presuppone che l’iscrizione a un partito da parte di un magistrato possa comunque avvenire, ma solo in … ,.
Da “Ti servono chiarimenti” in giù ho incollato per sbaglio, e su quella parte non interrogo.
Questo significa che, anche se la pena per i reati di lesioni personali e di violenza privata comportasse l’interdizione dai pubblici uffici, ciò non c’entrerebbe una beata mazza con l’espulsione o la non espulsione da un partito.