«Fondi Covid, distribuito solo un terzo:
usiamoli per le famiglie in difficoltà»

CIVITANOVA - Giulio Silenzi, capogruppo del Pd, lamenta che dei 2 milioni di euro stanziati dal Comune finora è stata usata solo una parte mentre il grosso è rimasto nelle casse dell'ente. La proposta è di utilizzarne la metà per finanziare buoni di solidarietà
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Giulio Silenzi

 

Fondi comunali per aiutare le imprese colpite dal primo lockdown, «solo un terzo delle risorse stanziate è stato distribuito. Oltre il 60% dei fondi sono rimasti nelle casse comunali», così il capogruppo del Pd a Civitanova, Giulio Silenzi, che individua un’anomalia all’interno del tesoretto stanziato dal comune come ristoro per le aziende colpite dal lockdown. In bilancio il Comune aveva previsto poco meno di 2 milioni di euro tra contributi diretti e minor gettito fiscale per Tari, imposta su pubblicità e altri tributi, ma di 1 milione 950mila euro, solo 711mila sono stati erogati. «Una somma importante non ha raggiunto le imprese e la conferma è data dalla risposta fornita correttamente dal nuovo dirigente del settore bilancio a una mia richiesta di accesso agli atti – spiega Silenzi -,  c’è da chiedersi per quale motivo l’amministrazione comunale non sia riuscita ad erogare nemmeno la metà delle somme stanziate in un periodo di crisi cosa questa grave se consideriamo che alla guida della giunta comunale c’è un sindaco che si erge a critico delle misure del Governo, bollate come insufficienti, e poi nel suo territorio non è capace di erogare i contributi che stanzia. La priorità ora è utilizzare subito quelle somme perché la seconda ondata Covid e le restrizioni ad essa connesse comporta ulteriori difficoltà e sacrifici per famiglie, lavoratori e imprese. La proposta del gruppo consiliare del Pd è che dei 1.239.000 euro rimasti in cassa almeno la metà, 600mila euro, vengano utilizzati per finanziare buoni  di solidarietà nei confronti delle 1.400 famiglie che lo scorso marzo fecero domanda di accesso al fondo di solidarietà alimentare del Governo certificando uno stato di disagio e bisogno economico. Il resto della somma venga usato per l’abbattimento del costo dell’acqua attraverso la cancellazione dell’ultima rata dei consumi del 2020, operazione questa che il Comune può gestire attraverso la controllata Atac per raggiungere subito le imprese e soprattutto i nuclei familiari per i quali sindaco e giunta non hanno previsto aiuti, magari utilizzando in questo caso dei criteri che vadano a favore soprattutto di quelli in maggiore difficoltà». Sulla base della documentazione fornita dall’ufficio finanze, sono state solo 428 le domande delle imprese civitanovesi di contributo inoltrate al Comune per il pagamento della tassa rifiuti, solo 272 le imprese che hanno chiesto un abbattimento del costo dell’acqua, 150 quelle che hanno inoltrato domanda per sconti sulla tassa di occupazione del suolo pubblico e 82 per l’imposta sulla pubblicità.

(l. b.)

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