I commercianti senza universitari:
«Viviamo sul filo del rasoio»
Speranza nel ritorno delle matricole

MACERATA - Chi lavora nei locali del centro è alle prese con l'assenza degli studenti. Lena Petracci (Copisteria di via Armaroli): «I ragazzi non affittano le case, quindi non vivono nè la città nè i servizi». Monica Monteverde (bar Mamò): «Si era un po' ripreso ma da qualche settimana il nulla». Marco Mosciatti (Pizzeria del Corso): «Con la riorganizzazione di Unimc avevamo ricominciato a respirare. Ora stiamo tornando indietro». In serata il governatore ha firmato una nuova ordinanza
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I commercianti del centro, preoccupati per le nuove chiusure

 

di Giulia Mencarelli

«Un evidente calo degli studenti si riflette anche nel nostro lavoro che in queste ultime settimane prosegue grazie agli operai, avvocati, assicuratori che lavorano in centro. Speriamo non si ritorni allo smart working».

Luna-Tomassetti

Luna Tomassetti

A dirlo è Luna Tomassetti, barista del bar Centrale, dopo l’ordinanza della Regione che ha disposto la didattica a distanza al 100% negli atenei, da ieri, per diminuire i contagi. Il governatore oggi, pochi minuti dopo le 19 di oggi, ha annunciato di aver adeguato l’ordinanza al Dpcm del governo: ok lezioni in presenza per le matricole universitarie da domani (6 novembre). Una notizia che ridà un po’ di speranza per una città che vive, nel suo centro, grazie agli universitari. Centro dove questa mattina sono tornate le auto con il via libera del comune di Macerata e i parcheggi che sono stati tracciati in vernice bianca sul selciato di sanpietrini. Sulla piazza si affacciano i tavolini del Centrale, che di solito sono frequentati da tanti universitari. «Non possiamo paragonare questa situazione con il primo lockdown di marzo-aprile, dove ancora non ci si rendeva conto. In quei mesi – riprende Tomassetti -, c’era stata sì una diminuzione ma lavoravamo bene con gli asporti. Ora registriamo un calo anche in quelli».

Lena-Petracci

Lena Petracci

Chi lavora, anche e soprattutto per gli universitari, sono le copisterie. Così Lena Petracci della Copisteria di via Armaroli, commenta la situazione: «Dal primo lockdown ci siamo ripresi con le stampe delle tesi di laurea ma per il resto il nostro è un settore fortemente collegato a quello degli affitti. I ragazzi non riprendono casa e quindi non vivono né Macerata né i nostri servizi».

A colpire, infatti, un’insolita Macerata caratterizzata da annunci di stanze e case in affitto quando in passato invece erano rari di questo periodo. Diverse, poi, le realtà di ristorazione e pub che lavorando prevalentemente con gli aperitivi e con i pacchetti sconto per gli studenti, che si sono dovuti reinventare con la formula del pranzo. «Con il ritorno in presenza, abbiamo lavorato abbastanza tra colazioni e pause pranzo. Da qualche settimana, il nulla», dice Monica Monteverde, titolare del bar Mamò di via Garibaldi.

Marco-Michelini

Marco Michelini

Allo stesso modo Marco Michelini di Spulla: «Cerchiamo continuamente di reinventarci, anche se non posso dire di rivivere la situazione di marzo-aprile, quando ci eravamo completamente fermati. Noto di meno il calo degli studenti, comunque evidente, per il fatto di trovarmi in una posizione di passaggio».

Chi, pure, cerca costantemente di reinventarsi è Elisa Rossi della Feltrinelli: «Applicheremo una prima scontistica con l’avvicinarci del Natale. L’azienda – ha aggiunto Rossi – sta cercando in tutti i modi di escogitare nuove idee. Viviamo gradualmente in base ai riscontri giornalieri». A credere invece in una, seppur lenta ma iniziale ripresa, era la Pizzeria del Corso: «Con la riorganizzazione dell’Università di Macerata, attraverso la messa a disposizione di locali adeguati, avevamo ripreso a respirare – dice Marco Mosciatti -. Ora si ritorna indietro. Capisco la didattica a distanza per i ragazzi delle scuole superiori destinati alle stesse fasce orarie e quindi l’inevitabilità dell’assembramento. Ma per gli universitari, appartenenti a Facoltà e quindi ad orari differenti, la trovo un’assurdità. Viaggiamo sul filo del rasoio, consapevoli di andare incontro ad un graduale ribasso del lavoro».

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Elisa Rossi della Feltrinelli

 

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Marco Mosciatti, Pizzeria del Corso

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