Covid, sit-in di protesta dei sindacati:
«Manca personale negli ospedali»

SANITA' - Cgil, Cisl e Uil hanno indetto una manifestazione per venerdì 13: chiedono assunzioni, sicurezza e rinnovo dei contratti nazionali di lavoro
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Foto d’archivio

 

«Nei giorni scorsi l’Assessore alla Salute Saltamartini ha annunciato l’arrivo di 3000 nuovi infermieri , fondamentali per dare una risposta alla sempre più grave emergenza Covid provando contestualmente a dare una risposta alle tante altre patologie, con particolare riferimento a quelle oncologiche e cardiologiche, che non “vanno in ferie” durante la fase pandemica. Purtroppo le buone intenzioni dell’assessore rischiano di rimanere in gran parte sula carta». Sono le parole di Fp-Cgil, Fp-Cisl e Uil-Fpl che per venerdì 13 novembre hanno deciso di organizzare un sit -in di protesta e mobilitazione chiedendo assunzioni, sicurezza e rinnovo dei contratti nazionali di lavoro. «I 3000 infermieri che hanno superato la preselezione ed affrontato nei giorni scorsi la prova pratica – spiegano i sindacati – in parte lavorano già , sia pur a tempo determinato, all’interno del sistema sanitario marchigiano ed in gran parte lavorando a tempo indeterminato presso strutture private, spesso socio -assistenziali, non si dimetteranno per incarichi di tre mesi. Necessita pertanto una strategia che porti alla rapida conclusione la procedura concorsuale in essere, alla velocizzazione dei concorsi previsti anche per altre figure professionali quali gli operatori socio sanitari, una rapida stabilizzazione dei precari e la rapida attuazione delle procedure di mobilità del personale di ruolo per evitare “fughe” verso altre regioni limitrofe. Periodi così complicati necessitano di decisioni rapide e straordinarie – continuano Cgil, Cisl e Uil – Ben venga l’annunciata richiesta di personale dal bando della Protezione civile, e l’eventuale reclutamento dei circa 180 nuovi infermieri che conseguiranno la laurea e che avranno ovviamente necessità di compiere la dovuta esperienza, ma entrambi gli interventi non sono sufficienti per dare risposte alle strutture ospedaliere ed al territorio». Secondo i sindacati infatti «necessitano infatti più infermieri di comunità, inseriti in un contesto teso a cogliere le patologie dei pazienti più fragili prima che giungano ad aggravarsi necessitando di interventi ospedalieri. Massima attenzione – aggiungono – dovrà altresì essere posta ai dispositivi di sicurezza per il personale sanitario e non, oltre che l’attento e costante monitoraggio sanitario dello stesso. Il personale sta rivivendo i medesimi “incubi” della primavera scorsa con conseguente pesante situazione di stress, e, come rilevano i dati Inail, l’aumento di personale contagiato o in quarantena è in costante aumento, mentre ancora per gran parte del personale non è stato raggiunto l’accordo per gli incentivi legati alla fase pandemica di marzo».

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