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Castiglioni riparte da FdI:
«Con la pensione, mi dedicherò alla città
Finalmente un centrodestra unito»

MACERATA 2020 - Il candidato di Fratelli d'Italia è già stato consigliere dal 2000 al 2015. Ora è pronto a tornare: «Avrò più tempo per analizzare i problemi e cercare di risolverli. Tante le cose negative fatte dal centrosinistra in vent'anni. Il punto di forza di Parcaroli è non essere un politico. Sono sicuro saprà gestire bene il Comune»
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Pierfrancesco Castiglioni

 

Si riparte, da uno dei “vecchi” cavalli di battaglia. Piefrancesco Castiglioni, maceratese di 69 anni, da poche settimane è in pensione dopo una vita trascorsa in vari ruoli a Ragioneria (studente, prof e dirigente scolastico), alcuni anni finali al liceo Scientifico da dirigente e un percorso iniziale da bancario, abbandonato dopo dieci anni nonostante il ruolo direttivo raggiunto nella allora Carima. Sposato, due figli, Castiglioni è conosciuto in città anche per il suo impegno in politica e l’attività di musicista, chitarrista nella Route 77. Si riparte dalla politica, esattamente dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale e l’elezione del sindaco. Castiglioni è candidato consigliere comunale nella lista di Fratelli d’Italia.

Passano gli anni, anche i decenni, ma lei non fa venire il torcicollo a chi la cerca, tra centro, destra, sinistra e post ideologici…

«Ha fatto il consigliere comunale dal 2000 al 2015, ho iniziato con Alleanza Nazionale e con la sua continuazione riparto, appunto con Fratelli D’Italia. Ho ricevuto diverse proposte, ma appunto la mia collocazione è sempre stata questa».

Ogni candidatura ha un suo perché, la sua?

«L’essere andato in pensione mi consente di avere più tempo da dedicare alla città, di verificare i problemi insorti, affrontarli e trovare le possibili soluzioni».

Il centrosinistra governa da 20 anni, il centrodestra si presenta unito per la prima volta dal Duemila…

«Finalmente il centrodestra ha trovato un candidato che è riuscito a riunire tutte le forze della coalizione. Ricordo che Pistarelli perse per una manciata di voti grazie a un centrodestra diviso, ora…»

Ora è arrivato il momento di cambiare?

«In ogni ambito il cambiamento è fondamentale, anche in politica, specie dopo tutti questi anni di governo. Non è solo un’esigenza temporale o di trovare nuovi stimoli per gli amministratori, per Macerata si evidenzia il fatto che in tutti questi anni il centrosinistra non ha fatto vedere tutte queste cose buone, anzi ne ha fatte vedere tante negative. Per limitarmi ad alcuni esempio cito l’addio della Lube a Macerata con destinazione Civitanova che ha creato un danno di immagine ed economico al capoluogo, l’acquisto dell’ex Park Sì pur sapendo che la struttura sarebbe diventata tra qualche anno di proprietà del Comune, il risarcimento multimilionario per la nuova via Trento, la telenovela delle piscine mancate. Parliamo di parecchi milioni di risarcimenti che avrebbero potuto essere investiti sulle infrastrutture, sulle manutenzioni. Il governo di centrosinistra si è caratterizzato per fallimenti amministrativi e estremismi ideologici».

Il centrosinistra punta su Narciso Ricotta come candidato sindaco. Ha avuto modo di conoscerlo in Consiglio comunale, che giudizio formula?

«Lo stimo come persona e come professionista. Il suo problema è che, purtroppo, succedendo a queste amministrazioni, è costretto a dire “faremo, faremo, faremo”. Dopo venti anni di amministrazioni di centrosinistra avrebbe dovuto presentarsi con le cose fatte, ma non può, purtroppo per lui. Ora dice “faremo” ma ha avuto venti anni di tempo per fare visto che è prima stato un consigliere influente e poi un assessore di peso. Ecco, da questo punto di vista è poco credibile».

Un esempio concreto per la serie “faremo, ma avrebbe potuto farlo prima?”

«Io abito nel rione Vergini. Nel 2008 l’allora sindaco Meschini disse che avrebbe ampliato la scuola, poi cambiò idea e disse che si sarebbe realizzata una nuova scuola. Hanno fatto Consigli comunali, giunte itineranti, dichiarazioni dell’assessore alle piccole cose ma di quella scuola alle Vergini non si è ancora visto nulla».

Il suo candidato sindaco invece, come lo giudica?

«Il punto di forza di Sandro Parcaroli è quello di non essere un politico e di non parlare in politichese, esattamente quello di cui il centrosinistra invece lo accusa. Chi ha saputo far crescere la sua azienda creando tante opportunità di lavoro, sono sicuro sarà gestire bene anche il Comune. Mi piace il fatto che non fa promesse assurde e preelettorali: nei quartieri parla di cose realizzabili specificando dove andrà a prendere le risorse. Ecco mi sembra un comportamento serio e rispettoso, diverso da chi, sotto le elezioni, asfalta le strade dando l’impressione di voler prendere in giro i cittadini».

(Spazio elettorale a pagamento)

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