Tamburrini dalla sinistra ai 5stelle
E’ lui il candidato più anziano:
«Cherubini uomo giusto al posto giusto»

MACERATA 2020 - Il moglianese di 82 anni, tra i fondatori del Gus, è nella lista pentastellata: «Non credo che ci siano sostanziali differenziazioni tra i partiti tradizionali. Sono convinto che la gestione reale della politica sia in mano ad un sistema di poteri forti. L'unica alternativa è il Movimento»
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email

 

romolo-tamburrini

Romolo Tamburrini

 

di Federica Nardi

A 82 anni Romolo Tamburrini è il candidato più anziano in corsa al Consiglio comunale di Macerata. Moglianese, tra i fondatori del Gus, la novità per lui è correre non nell’alveo del centrosinistra ma questa volta tra le fila del Movimento 5 stelle, nella lista a supporto del candidato sindaco Roberto Cherubini. Tamburrini spiega il perché, le ragioni del sostegno al candidato pentastellato, riflettendo su questo appuntamento elettorale non senza lanciare un monito ai più giovani: «Non delegate a soggetti interessati, e spesso anche indegni, il vostro futuro e quello delle giovani generazioni. Non recatevi ai seggi come se entraste al “bar”». Gli altri candidati consiglieri nati prima degli anni ’40 sono Ivano Tacconi, classe 1938 (Macerata Rinnova), Maria Loria (1934, Potere al Popolo), Francesca Paola Tesei (1938, Strada Comune) e Bianca Pasqualucci (1939, Maceratamica).

Lei nasce politicamente a sinistra, ci spieghi com’è approdato al Movimento 5 stelle

«La ‘sinistra’ aveva un preciso senso quando l’avversario che dominava il Sistema, il Capitalismo, era ben identificabile. Con l’avvento del ‘neo-liberismo’ (1984) la gestione politico/economica globale si polarizza nelle variegate ramificazioni del “Mercato”. Questa subdola rivoluzione persegue, tra gli altri, un obiettivo preciso: rendere evanescente il potente reggente delle sorti umane. Non a caso il Pci si sgretolò inesorabilmente e ogni tentativo di mantenere un referente di autentica opposizione all’apparato si manifesta sempre più esiguo, impotente, direi quasi stravagante. Premesso ciò, la nascita del M5S costituì un referente alternativo, pressoché naturale, per tutti coloro che non si riconoscevano, e riconoscono, nella concezione ideologica dominante».

Cosa l’ha convinta a candidarsi in favore di Roberto Cherubini?

«Tale premessa impone una domanda: “Chi sono coloro che possono migliorare le condizioni di vita della collettività? Quali doti devono possedere?”. In sintesi direi che devono essere uomini! Soggetti cioè possessori di un’anima, altruistici, amanti della ‘madre terra’, dignitosi e convinti che il bene collettivo sia l’obiettivo da porsi, anche nella certezza che i riflessi coinvolgano gli stessi promotori. Roberto Cherubini, amico che conosco da anni, possiede tali doti. Non è uomo di Partito, non è stimolato da calcoli personali, è coerente con i suoi principi, ama moltissimo Macerata ed i ‘maceratesi’; pur dall’opposizione, ha perseguito con fermezza e ostinazione gli obiettivi politici che ha ampiamente enunciato nel suo attuale programma, peraltro stilato attraverso la convinta partecipazione di tanti cittadini. Mi sono perciò candidato con lui perché lo ritengo l’uomo giusto al posto giusto».

Com’è cambiata secondo lei la sinistra in questi anni?

«Le rispondo con altra domanda: “Nell’arco costituzionale, esiste davvero una “sinistra”?”. Personalmente faccio una immane fatica ad identificarmi col Pd. Personalmente ho comunque una mia teoria; non credo che ci siano (al di là dei singoli soggetti, in particolare esponenti) sostanziali differenzazioni tra i Partiti tradizionali. Sono convinto che la gestione reale della Politica, sia in mano ad un Sistema di Poteri forti (Banche, Mafia, Lobby, ecc) che decidono le sorti collettive. Il M5S è, in tale contesto, un coacervo di individui che, pur nelle singola visione della realtà, si esprimono attraverso idee e stimoli Politici (non politicanti). Infatti tutto l’insieme mass mediatico, diplomatico, finanziario, culturale e anche malavitoso, si adopera, costantemente e alacremente, contro un ‘pericolo’ imprevisto e assolutamente inopportuno».

Lei è di Mogliano, cosa la lega a Macerata?

«A Macerata mi legano tanta reminiscenza e affetti. Incancellabile lo sgomento originato dal primo impatto con una…’metropoli’! Le gare di motociclismo (a memoria dei Moretti), le competizioni calcistiche con i vari Bacaloni, Prenna, De Angelis. Maceratesi erano i miei cognati e tanti amici che nel tempo hanno lasciato in me profondi e significativi ricordi di comuni intenti e passioni civiche».

Come vede queste elezioni a Macerata?

«Queste elezioni per Macerata rappresentano una grande occasione. Un amico mi ha scritto che “Per i 5S sarà una Caporetto!”. Gli ho risposto che tale evenienza non sarebbe stata, di per sé, una catastrofe. Drammatica sarebbe invece una Caporetto per i “maceratesi”. L’opportunità Cherubini quindi è, sotto il profilo politico, culturale, sociale, ambientale, umano, più unica che rara. Di lestofanti, opportunisti, imbroglioni, ignobili ne ho conosciuti fin troppi e costituiscono ancora un grande rammarico per le profonde delusioni che mi hanno provocato. Senza tali infidi soggetti, la vita per tanti, specie per i più deboli, sarebbe sicuramente meno angosciante e difficile. Cherubini certamente non appartiene a questa sottospecie politicante».

Lei è il candidato più anziano di questa tornata elettorale, cosa vuole consigliare (o sconsigliare) ai candidati più giovani?

«Sono convinto che tutti dovrebbero … ‘fare politica’. Lo sforzo che si ripropone quotidianamente da parte dei detentori del nostro destino, è quello di plasmare le convinzioni intellettive dei soggetti ‘votanti’, inducendoli a credere che tutto il marciume che caratterizza l’apparato governante sia immutabile, fisiologico e che, perciò, andare ai seggi sia tempo sprecato; una inutile formalità, una ‘democratica’ cerimonia. Pertecipare, socializzare, conoscere con umiltà e voglia di saggio protagonismo, senza delegare a soggetti interessati, e spesso anche indegni, il vostro futuro e quello delle giovani generazioni. Questo è ciò che mi sento di lasciare ai posteri; una eredità dura, impegnativa, a volte amaramente deludente, ma che fa sentire vivi, non eternamente succubi delle altrui scelte. “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza “. Se io posso apparire poco credibile, affidatevi almeno al sommo Dante. Non recatevi ai seggi come se entraste al “bar”».

 

Gus, l’amarezza del primo presidente «Una bolla che si era gonfiata troppo: prima o poi sarebbe esplosa»

 

Articoli correlati






© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X