Strappati o affissi senza permesso
E’ la battaglia dei manifesti elettorali
Marchiori minaccia una querela a Ricotta

ELEZIONI - La Lega Macerata accusa di diffamazione il candidato sindaco del centrosinistra sui manifesti strappati. Sandro Parcaroli: «E' successo anche ai miei ma non ho strumentalizzato» La denuncia di Francesco Micucci (Pd) a Civitanova e di Antonello De Lucia e Teresa Lambertucci (Italia Viva) a Treia: «Il tribunale non ha ancora assegnato gli spazi per le regionali ma il centrodestra ha già fatto le affissioni»
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I manifesti di Ricotta strappati lungo viale Trieste

 

Un caso a Treia e un altro a Civitanova: sono i manifesti elettorali del centrodestra per le regionali a finire al centro della polemica. Il motivo lo spiegano, con due distinte comunicazioni, Italia Viva e il Pd: «Il tribunale non ha ancora consegnato il verbale di assegnazione degli spazi per ciascun partito e candidato». Per cui quelle affissioni «sono illegittime». Ma non solo, perché ai manifesti strappati del candidato sindaco a Macerata Narciso Ricotta (centrosinistra), replica oggi la Lega e anche l’avversario di centrodestra Sandro Parcaroli, dicendo di aver subito nei giorni scorsi lo stesso trattamento. Una vera è propria battaglia sui manifesti elettorali a colpi di strappi, accuse di illegittimità e, ovviamente, fotografie.

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Il leghista Andrea Marchiori

La Lega, per voce del coordinatore della campagna elettorale Andrea Marchiori, risponde a Ricotta proprio sul caso dei manifesti strappati, minacciando querele. Marchiori accusa Ricotta di «egocentrismo e strizza ai massimi storici», che però «non giustificano che un avvocato prima che politico, tutto preso dalle accuse di lesa maestà, accusi senza prova alcuna gli avversari diffamando la Lega (che glie ne chiederà legalmente conto), altre 12 liste e stuoli di maceratesi che non amano ciò che lui rappresenta. Superare il limite con accuse infondate gli serve solo a mostrare la sua ossessione: la Lega, che ha osato mettersi sul suo cammino candidando a sindaco Parcaroli. Ricotta con le sue dichiarazioni scorrette e scomposte dimostra di non poter fare il sindaco di Macerata. Sono venute meno le condizioni di trasparenza, correttezza ed equilibrio indispensabili in un sindaco: da avvocato è andato contro le regole e la legge, da candidato non ha rispetto degli avversari, da politico non ha rispetto della politica, da maceratese non ha rispetto dei maceratesi considerandoli come dei senza cervello che cedono alla narrazione del leghista cattivo. Ricotta è talmente in fibrillazione per la campagna elettorale che diffama la Lega accusandola di essere il motore del braccio che ha strappato i suoi manifesti elettorali in via Trieste in quanto “la violenza verbale che ogni giorno la destra sovranista e salviniana diffonde sui social può generare certi comportamenti”, ha dichiarato a Cronache Maceratesi. Il bello – osserva Marchiori – è che Ricotta stesso riconosce che le sue sono solo illazioni: “Non posso sapere chi sia il responsabile, ma se ha strappato solo i miei manifesti lasciando gli altri, sicuramente non è un mio sostenitore” , ha dichiarato».

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Un manifesto strappato nelle scorse settimane pubblicato oggi da Parcaroli

Risponde anche Sandro Parcaroli, candidato sindaco del centrodestra, pubblicando su Facebook una foto di un suo manifesto strappato.

«Quella che vedete è una delle foto dei tanti miei manifesti strappati che sono giunte nei giorni scorsi. Le date e i luoghi sono facilmente riscontrabili. La pubblico oggi perché la sinistra, con un’abilità strumentale unica al mondo, ha tentato di addossare alla destra e a Salvini la colpa di un atto, a loro dire vandalico, compiuto ai danni dei manifesti elettorali del candidato Ricotta. Premessa la mia totale e assoluta condanna di gesti che contemplino anche solo nel pensiero un’azione di questo tipo, ne andrebbe forse ricercata altrove la causa. Tanto più che io stesso ne sono stato vittima più e più volte in queste settimane. La differenza tra me e Ricotta è che io non ho usato la vicenda per accusare nessuno, né per farne opera di propaganda politica. Mentre leggo con rammarico che la sinistra lo ha fatto, strumentalmente, nel giorno della festa del patrono. Il clima d’odio e di violenza verbale di cui Ricotta parla, facendo la vittima quando non lo è, è diffuso proprio da chi, come lui, ha fatto accuse senza avere prove o riscontri della verità dei fatti. Per non parlare degli insulti che sono stati fatti alla mia persona in queste settimane, da lui e da chi ha messo in dubbio la mia capacità intellettiva di fare il sindaco, con riferimenti al fatto che avrei maestre di sostegno e che non sarei capace di andare in giro da solo. In pratica mi è stato dato del ritardato mentale, con tutto il rispetto per chi lo è davvero. Se un clima d’odio c’è, e mi pare evidente che c’è, non è la destra sovranista a diffonderlo, bensì una certa sinistra timorosa di perdere il potere».

 

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I manifesti del centrodestra a Civitanova (foto pubblicata da Francesco Micucci)

 

Anche Francesco Micucci, candidato dem al Consiglio regionale, pubblica su Facebook una foto: «Il comune di Civitanova ovviamente ancora non ha potuto recepire l’assegnazione attraverso apposita delibera, ma la destra ha già affisso i suoi manifesti. Le affissioni sono quindi irregolari. Chi vuole candidarsi a fare le leggi bisogna che sia il primo a rispettarle le leggi». I manifesti in questione sono di Francesco Acquaroli, candidato governatore del centrodestra, dei candidati consiglieri della Lega (che hanno un manifesto collettivo) e di Pierpaolo Borroni, in corsa con Fratelli d’Italia.

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Il manifesto della Lega a Treia

 

Caso analogo a Treia per i manifesti elettorali della Lega. Antonello De Lucia e Teresa Lambertucci, coordinatori provinciali di Italia Viva, inviano foto incontrovertibili: «La Lega dimostra un totale disprezzo per le regole democratiche e di civile convivenza. Abbiamo ricevuto immagini provenienti da Treia e Passo di Treia dove si vedono chiaramente dei manifesti elettorali con i candidati della Lega alle regionali, soli in mezzo a decine di tabelloni vuoti – dicono i renziani -.  Perché? Forse perché le altre forze politiche hanno deciso di rinunciare a fare campagna elettorale per sostenere le proprie idee e candidati? La risposta ovviamente è no. La ragione risiede nel fatto che la Lega, in linea con la propria matrice antiistituzionale ed estremista, ha inteso fregarsene delle regole e con un atto di prepotenza dichiarare “noi facciamo come ci pare”. Nel Comune di Treia, come negli altri, non sono state ancora assegnate le numerazioni per l’utilizzo dei tabelloni elettorali delle regionali, e mentre noi responsabili di partito di tutti gli altri schieramenti dobbiamo quotidianamente chiedere ai nostri candidati di pazientare, nel rispetto delle regole e dei tempi della civile convivenza, la Lega in maniera illegale dimostra una volta di più qual è il modo in cui intende il vivere sociale. Confidiamo nella saggezza dei cittadini, che sapranno scegliere tra la violenza di questi modi e chi rispetta gli altri in ogni ambito. Abbiamo visto come i manifesti di Narciso Ricotta sono stati strappati a Macerata, con un gesto che anche qui manifesta una violenza di modi che non fa bene alla nostra società. In questo caso non si conoscono i responsabili, ma è facilmente desumibile che la provenienza di schieramento politico potrebbe essere simile, per ovvie ragioni di opportunità. La domanda è: vogliamo davvero una società nella quale alla forza delle idee si contrappone la violenza del sopruso, dove i diritti degli altri vengono negati e le ingiuste pretese vengono fatte valere con la forza dell’illegalità? Auspichiamo tutti di no. Alla preoccupazione per questi aspetti uniamo la fiducia nella nostra gente, che siamo sicuri saprà scegliere per una società moderata, riformista e rispettosa».

(redazione CM)

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Strappati i manifesti elettorali di Ricotta: «Colpa del clima d’odio creato dalla Lega»



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