Parcaroli: «Convincerò la gente
a credere nel cambiamento
Questa città non ha bisogno di demagogia»

MACERATA 2020 - Il candidato del centrodestra risponde alle accuse delle altre forze politiche dopo aver declinato l'invito a un confronto pubblico: «Lo farò a settembre, ora la mia prima esigenza è incontrare l’altro, avere cura di chi per 20 anni è rimasto ai margini della città. Quando decido di realizzare qualcosa di importante, voglio prima sentire tutte le parti in causa e capire quali siano i punti di intervento. Dalla prossima settimana inizierò a raccontare cosa farò da sindaco»
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Sandro Parcaroli ieri durante il tour tra i commercianti di corso Cavour con Silvano Iommi, Giulio Conti e Francesca D’Alessandro

 

«Era un invito e come tale l’ho considerato, rispondendo educatamente che, i tantissimi impegni di queste settimane mi impedivano fisicamente di giungere preparato all’appuntamento. Ho parlato di preparazione e di studio, lo stesso che faccio precedere, da oltre 40 anni, ad ogni mio incontro professionale con i collaboratori interni o esterni all’azienda che ho fondato, un atto che considero di buona educazione, oltre che di rispetto verso l’impegno assunto». Con queste parole Sandro Parcaroli risponde ai candidati sindaci Alberto Cicarè (Strada Comune) e Roberto Cherubini (M5S) e Antonello De Lucia (Italia Viva, a sostegno del candidato di centrosinistra Narciso Ricotta) che ieri hanno colto al balzo l’errore di comunicazione dello staff di Parcaroli che anziché rispondere solamente all’emittente che ha proposto un confronto pubblico, ha inviato la mail a tutti gli altri candidati che erano stati inviati. Nel testo Parcaroli declina l’invito scrivendo che “i tanti impegni della campagna elettorale iniziata per me da solo due settimane mi fa impedire come vorrei allo studio delle questioni dibattute, pertanto preferisco rimandare a settembre ogni dissertazione pubblica”.

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Ieri sera Parcaroli ha partecipato a un sit-in a Fontescodella contro lo spaccio organizzato da Fratelli d’Italia

Oggi il candidato sindaco del centrodestra  argomenta le motivazioni della sua scelta: «La politica e soprattutto l’amministrazione di una città non sono un talk show, ma un lavoro serio, al quale vorrò sempre approcciarmi con responsabilità. Gli intrighi di corte non mi sono mai piaciuti e li ho sempre considerati una grande perdita di tempo. Inoltre, quando ho visto che i soliti “manovratori occulti” (poi ormai neppure tanto occulti) volevano impedire il cambiamento della città, rimettendo in moto lo stesso gioco di soffiare su gelosie e particolarismi per mantenere diviso il centrodestra, aprendo la strada ad un’altra vittoria della sinistra, ho ritenuto che fosse giunto il momento di fare qualcosa di concreto. Mi sono candidato, facendo convergere sulla mia figura un’unione di intenti e valori mai così pienamente espressa. Ho iniziato a lavorare a testa bassa, avendo come unico obiettivo quello di mettermi al servizio della comunità maceratese».

«Dall’11 luglio ad oggi ho scelto di ascoltare per prime le persone. Tutte. L’ho fatto e continuerò a farlo, andando a trovarle, dando priorità ad ogni loro esigenza – spiega Parcaroli – Non so come siano abituati i miei avversari, ma personalmente, quando decido di realizzare qualcosa di importante, voglio prima sentire tutte le parti in causa e capire quali siano i punti di intervento. Sarà la scuola da cui provengo, ma nel mio mondo intraprendere significa impegnarsi con determinazione e disciplina. Io non ho il tempo di partecipare a “scontri” organizzati, dove più alti sono i toni e più alto è l’audience generato. Il mio obiettivo è un altro. Voglio innanzitutto migliorare il programma, facendolo essere il più possibile attinente alla realtà della città. Desidero lavorare per compattare la squadra, che non deve essere la corte obbediente ad un apparato di potere, ma un gruppo di persone che si parlano e si rispettano, apportando ciascuna idee innovative ed energia positiva. Infine vorrei progettare non la spartizione delle poltrone, ma la divisione e definizione delle responsabilità, affinché ognuno possa essere messo nella condizione di lavorare dove può produrre meglio, in base alle competenze in dote e all’esperienza maturata. Tutto questo lo so fare bene, perché selezionare persone, unirle in una visione e in un progetto comune, farle essere artefici di un’efficiente programma d’azione è il lavoro di imprenditore che ho fatto per tutta la vita».

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Sandro Parcaroli durante gli incontri con i commercianti di Sforzacosta

«Dalla prossima settimana, quando avrò messo insieme tutto il mosaico di idee, proposte e persone che ho coinvolto in questa avventura, andrò a raccontare cosa ho fatto e cosa farò. Il mio scopo – dice il patron di Med Store – non è vincere un dibattito pubblico, ma convincere la gente a credere nella forza di un cambiamento, perché mai e poi mai perderò quello sguardo fiducioso verso il futuro, che dà il senso e l’orientamento ad ogni mia azione. La vita mi ha insegnato che ogni lavoro richiede serietà, attenzione, impegno. Ma soprattutto l’umiltà, senza la quale non si va da nessuna parte.
Ricevo dalle 50 alle 70 richieste di contatto al giorno. Mi scrivono persone bisognose di ascolto, riposte, speranza. Dalle associazioni e dai cittadini sto imparando molto. La mia prima esigenza, in questa nuova esperienza, è stato incontrare l’altro, avere cura di chi per 20 anni è rimasto ai margini della città, comprendere come operare per creare degli ambienti e dei progetti da realizzare in loro favore. È come quando devi costruire un nuovo edificio. L’architetto e l’ingegnere che devono realizzarlo, come prima cosa, intervistano quelli che dovranno viverci, cercando di coglierne tutte le necessità. Individuate quelle è più facile costruire ciò che serve alla loro vita. Noi dobbiamo costruire una nuova città, dove vivere e lavorare ci riempia il cuore ogni giorno. Sarà perché la mia vita si è sempre intrecciata con il lavoro, non con il potere. Tutto il nuovo è capitato o l’ho scelto per un motivo prima di tutto umano. Le analisi logiche ed economiche sono sempre venute dopo».

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Davanti alla sua sede elettorale in corso Matteotti

E ancora: «Non ho detto che non parteciperò a confronti pubblici con gli altri candidati, ma che lo farò a settembre. Se il senso di tali confronti sarà quello di offrire informazione, parteciperò con gioia, se non lo sarà e la logica dello show prevarrà sul resto, preferirò sempre il confronto diretto con i cittadini, unico possibile terminale di una politica che punti a fare il loro bene, non il proprio. La mia, come fanno sapere dalla sinistra, a corto di possibili altre accuse nei miei riguardi, non è un’auto-dichiarazione di inadeguatezza, come qualcuno ha scritto e detto, quanto piuttosto la volontà ad usare il tempo a disposizione per la finalizzazione di un progetto che è già pronto sulla mia scrivania e che verrà presentato alla città nel corso di uno speciale incontro che stiamo organizzando con i partiti della coalizione. Non voglio portare avanti questa campagna elettorale secondo le vecchie usanze e regole di una politica sempre uguale a sé stessa. Ma rappresentare il futuro anche nella modalità con cui deve esprimersi.Comprendo tutte le difficoltà a trovare argomenti di accusa nei miei confronti, ma voglio invitare chi lo sta facendo ad una considerazione: i maceratesi questo gioco lo hanno capito. Confrontiamoci sui fatti e non sulle parole. Perché questa città non ha bisogno di demagogia, ma di una classe dirigente capace di riprogettare con fermezza la gestione dei beni pubblici».

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