Ai funerali con mascherina e guanti
Termometri all’ingresso delle chiese
CORONAVIRUS - Il vescovo Rocco Pennacchio spiega come comportarsi alle esequie in base alle disposizioni della Cei
Guanti e mascherine per il parroco e i fedeli, misurazione della temperatura prima di entrare in chiesa. La Cei ha dettato alcune regole per consentire la celebrazione del funerale dove dal 4 maggio potranno essere presenti fino a 15 persone. Le celebrazioni potranno essere svolte sia con la benedizione del feretro al cimitero, sia in chiesa, dove sarà celebrata la messa. Per chi andrà in chiesa dovrà essere controllato con un termometro digitale o un termo scanner da un incaricato (l’Economato diocesano fornirà tutte le parrocchie, in tempi brevi, di un termometro digitale). La misurazione della temperatura, spiega una nota dell’arcivescovo Rocco Pennacchio dell’arcidiocesi di Fermo, andrà fatta anche per le celebrazioni che si svolgessero all’aperto in spazi contigui alla chiesa o anche al cimitero se non c’è la possibilità di mantenere un adeguato distanziamento. Dovrà essere vietato l’ingresso in chiesa o al cimitero a chi ha una temperatura superiore a 37,5 gradi. Il parroco deve informare tutti i fedeli e chiunque entri in chiesa sulle disposizioni di sicurezza. Obbligo di rimanere a casa in presenza di temperatura corporea oltre i 37,5 o di altri sintomi influenzali, o se vi sia stato contatto con persone positive al Covid. La partecipazione alle esequie è limitata ai parenti stretti del defunto, massimo 15, «che converranno nel luogo dei funerali indossando la mascherina e, possibilmente i guanti, mantenendo sempre le distanze di sicurezza» spiega il vescovo Pennacchio. Il ministero dell’Interno esorta a svolgere celebrazioni brevi. Se si sceglie di celebrare la messa «sarà necessario – comunica ancora il vescovo -, al momento della Comunione evitare che i fedeli si spostino, ma sarà il parroco ad andare dai fedeli, chi vorrà la comunione dovrà restare in piedi. Il sacerdote deve indossare la mascherina e deve mantenere la distanza di sicurezza di fedeli. Per dare le ostie dovrà o lavarsi le mani o indossare guanti monouso. Inoltre la Cei dispone che la chiesa debba essere igienizzata regolarmente».
L’Arcidiocesi di Fermo comprende anche 13 comuni della provincia di Macerata: Civitanova, Corridonia, Gualdo, Loro Piceno, Mogliano, Montecosaro, Monte San Giusto, Monte San Martino, Morrovalle, Penna San Giovanni, Petriolo, Potenza Picena e Sant’Angelo in Pontano.










































Meglio chiarire: pregare a casa durante la celebrazione eucaristica e ricevere la Comunione secondo intenzione, non è la stessa cosa che ricevere il Corpo e il Sangue di Cristo fisicamente.
Ciò che fa specie è la sudditanza della Chiesa cattolica ai dettati laicisti e antireligiosi, giustificati dalla pandemia. Il governo laicista e antireligiosco attualmente in Italia non ci lascia la responsabilità di agire secondo coscienza e prudenza. Tratta i cattolici come i festaioli di fuoriporta. Pensate forse che i cattolici che vanno a messa – se ci andranno – non useranno la prudenza necessaria, sia ad assistere al sacro rito della Consacrazione, che alla ricezione della Comunione? Se il nostro parroco don Fabio dicesse “oggi più di 50 non ne possiamo accogliere, pensereste che ci sarebbe la ressa per antrarer?