Covid Center, bando per trovare medici
Italia Viva: «Interrogativi e ritardi»

L’ASUR MARCHE ha appena pubblicato un avviso pubblico. Intanto il coordinamento regionale dei renziani sollecita: «Ora si faccia presto. Massima attenzione alla medicina del territorio, agli screening di massa e al potenziamento degli ospedali periferici. Si tenga conto della generosità di Civitanova»
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Nadia Storti, direttrice dell’Asur Marche

L’Asur Marche ha appena pubblicato un avviso pubblico, firmato dalla direttrice Nadia Storti, per la ricerca di medici specialisti di Anestesia e Rianimazione, Malattie dell’apparato respiratorio, Cardiologia, Malattie Infettive, Radiodiagnostica, Medicina Interna, di infermieri e di tecnici sanitari di Radiologia medica che andranno a lavorare al Covid Hospital di Civitanova. Le domande possono essere presentate online dai dipendenti dell’Asur, dell’Inrca e delle aziende ospedaliere della Regione. Quanto ai compensi si tratta, più o meno, del doppio della normale paga oraria: trenta euro per gli infermieri e sessanta per i medici.

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Federico Talè e Fabio Urbinati, consiglieri regionali di Italia Viva

Intanto coordinamento regionale di Italia Viva interviene sul Covid Center di Civitanova: «Il Ministero della Salute ha raccomandato alle regioni la creazione di centri Covid dedicati per il trattamento dei pazienti ancora in trattamento nei reparti di terapia intensiva degli ospedali marchigiani e per affrontare la prevista recrudescenza del virus nella seconda parte del 2020. Per far fronte a questa risoluzione la Giunta Regionale delle Marche e il presidente Ceriscioli, nella seconda metà del mese di marzo, hanno deciso di predisporre un unico sito di terapia intensiva e semintensiva mediante l’adeguamento strutturale della fiera di Civitanova. I tempi di consegna allora erano rapidi, si parlava del 15/20 aprile, mentre oggi si indica metà maggio per consegna dei primi 28 posti degli 84 totali. Non ci si può quindi sottrarre ad una valutazione sui ritardi dei tempi di realizzazione e di approntamento degli atti necessari, tanto più che attualmente il contagio appare molto più contenuto di allora, i ricoveri si sono dimezzati e fortunatamente anche il ricorso alle terapie intensive è ridotto ad un terzo rispetto a quando l’opera è stata progettata.
Non ci sfugge la necessità di liberare gli ospedali pubblici dal trattamento dei malati Covid-19 per garantire il loro ritorno alla normale e ordinaria operatività e far fronte alle esigenze sanitarie del territorio. Per affrontare le prossime fasi è fondamentale potenziare l’individuazione rapida dei contagi per i pazienti che presentino sintomi compatibili, individuando percorsi di triage separati in ospedale e potenziando la medicina del territorio attraverso le terapie di intervento domiciliare. La programmazione sanitaria in fase di emergenza deve adottare tutte le misure che evitino il ripetersi della diffusione dei contagi all’interno delle strutture sanitarie e delle Rsa, ritenendo inoltre necessario l’aumento della prevenzione e degli screening di massa, nonché un maggior ascolto delle esigenze prospettate dai medici e dagli operatori della sanità.

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Lavori in corso alla Fiera di Civitanova

L’individuazione dell’Ordine dei Cavalieri di Malta come soggetto attuatore non può bypassare le esigenze di legalità e di correttezza nell’uso delle risorse che oltre 900 soggetti, in forma individuale o societaria, hanno ritenuto di mettere a disposizione della popolazione e a cui va reso sicuramente merito e rispetto sull’utilizza delle risorse. Chiediamo alla Regione di vigilare sul corretto impiego di queste risorse e sulla rendicontazione puntuale delle stesse, destinandole il più che sia possibile, all’acquisto di attrezzature e impianti che possano – a emergenza cessata – diventare proprietà della sanità pubblica regionale sostituendo apparecchiature obsolete e coprire le carenze di nuovi macchinari.
Ulteriore aspetto da tenere in debita considerazione è la questione relativa all’impiego del personale medico ed infermieristico, già duramente provato dalla gestione della crisi. La carenza degli anestesisti e dei rianimatori, comune a tutta l’Italia, non esime le Marche. Auspichiamo quindi che, già al momento della decisione la Giunta Regionale e l’Asur abbiano individuato le risorse umane da impiegare nella struttura civitanovese, anche attingendo ai reclutamenti straordinari effettuati dalla Protezione Civile o dall’Asur stessa, evitando di mettere in difficoltà i reparti di terapia intensiva degli ospedali e, non da ultimo, considerando il fabbisogno complessivo di staff da utilizzare in un servizio in pieno funzionamento, comprendente anche operatori quali Oss, tecnici di radiologia, imprese delle pulizie etc.
covid-hospital2-325x183Il Coordinamento Regionale di Italia Viva Marche auspica inoltre che le circostanze vissute negli ultimi mesi a causa della diffusione del Covid-19 portino l’amministrazione regionale a valutare la necessità di un concreto ed indispensabile investimento di risorse nei presidi ospedalieri periferici, centri nevralgici del sistema sanitario regionale.
Infine, la disponibilità della città di Civitanova – sia per quanto riguarda la gestione della prima fase con l’ospedale divenuto Covid-hospital, che per quanto riguarda la gestione della fase 2 con la fiera-Covid – non può essere ignorata nella futura programmazione sanitaria regionale. Chiediamo quindi che si avviino subito i lavori per il completamento dei due piani e che si potenzi il nosocomio civitanovese, che già in questi anni è stato chiamato ad operare in una realtà complessa e in forte espansione».

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