Castelraimondo piange Maria Silvi,
la cuoca dei bimbi vittima del Covid
«Nonna avevi qualcosa di magico»

ADDIO - Aveva 75 anni, era ricoverata all'ospedale di Camerino dopo essere risultata positiva al Coronavirus. Pensionata, aveva lavorato all'asilo infantile Manfredi Gravina. Lascia il marito Renzo, i figli Francesco e Laura. Toccante il ricordo della nipote
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Maria Silvi

 

di Monia Orazi

Castelraimondo piange la morte di Maria Silvi. Il suo cuore ha cessato di battere all’ospedale di Camerino questa notte a causa del Coronavirus. La donna, ora in pensione, era stata la storica cuoca dell’asilo infantile Manfredi Gravina, ha preparato cibo per alcune generazioni di piccoli alunni, con grande passione, aveva un carattere allegro e bonario. Aveva 75 anni, lascia il marito Renzo, i figli Francesco e Laura, l’amata nipote. In paese era una presenza festosa, una donna impegnata nel sociale e nelle associazioni, sempre pronta a dare una mano nei piccoli grandi eventi della vita di paese. È stata per tanti anni l’anima ed il cuore della sede di Castelraimondo dell’Università delle tre età dell’Alto Maceratese. Guai a scrivere terza età, si indignava, amava ripetere che era aperta a tutti coloro con più di 25 anni. Si era prodigata per avviare le lezioni, per ampliare i corsi e coinvolgere più persone possibile, era attivissima anche nel circolo femminile delle pensionate. In occasione dell’Infiorata si dava sempre molto da fare, anche per organizzare il quadro fiorito che ogni anno l’Uteam preparava. Era cordiale e socievole, amica di tutti. Il funerale si svolgerà martedì 5 maggio nella chiesa della Sacra Famiglia a Castelraimondo alle 11 in forma privata. Un toccante ricordo della nipote Erika è stato affidato ai social. «Cara nonna, ti lascio qui il mio ultimo saluto perché questa malattia non mi ha permesso nemmeno questo – ha scritto la nipote – Ieri è stato il mio compleanno, indubbiamente è stato diverso dai precedenti, ma non per questo meno speciale. Certo, avrei tanto voluto che fossi stata lì vicino a me e che anche quest’anno, fossi stata tu a prepararmi la torta. Una videochiamata non potrà mai sostituire la presenza fisica di una persona però quantomeno mi ha permesso di soffiare le candeline assieme a te. Aspettavo ogni giorno le 19,30 per poterti videochiamare e renderti partecipe di tutto quello che accadeva a casa. Vederti con quel casco mi faceva male ma tutto passava quando accennavi un sorriso o quando mi mandavi i bacini. Nonostante continuassero a dirci che le tue condizioni fossero critiche, ho sempre pensato che ce l’avresti fatta. Ti ho sempre visto come una guerriera, tu eri la mia Wonder Mary. Amavi la compagnia e sicuramente tutta questa situazione è stata bruttissima per te. Voglio però che tu sappia che non sei mai stata da sola, sei stata nei cuori di tutte le persone che ti conoscevano. Sei stata per me e per tutto il tuo paese una figura di riferimento, tanto che qui a Castelraimondo mi conoscono come la nipote di Maria. Tu cara nonna avevi un qualcosa di magico, con la tua allegria e il tuo sorriso contagioso, sei entrata nel cuore di tutti. La generosità, ti ha contraddistinta e nel tuo piccolo hai sempre dato tanto. Gli ultimi anni non sono stati facili per te ma tu hai combattuto fino alla fine perché volevi vivere e amavi la vita. Ora vola libera farfalla, vola libera da tutte quelle che sono state le tue sofferenze e mi raccomando lassù non rivelare tutti i tuoi trucchetti di cucina. Il destino ti ha portato via quando più avevo bisogno di te, spero di renderti sempre fiera».

 



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