Servizi sociosanitari sospesi:
piano territoriale per ripartire

CORONAVIRUS - La Regione ha scritto ai sindaci e ai coordinatori degli Ambiti territoriali sociali chiedendo di stilare un programma per la riapertura
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La Regione prepara un piano territoriale per definire tempi e modi di riattivazione di servizi sociali e sociosanitari che sono stati sospesi nei mesi di pandemia. Il presidente Luca Ceriscioli ha inviato ieri una lettera ai sindaci marchigiani e ai coordinatori degli Ambiti territoriali sociali per condividere la costruzione del piano la cui adozione è prevista dall’ultimo decreto della Presidenza del consiglio dei ministri. Riguarda tutta la rete dei servizi in capo alla responsabilità gestionale degli Ambiti territoriali sociali e di Asur. La comunicazione inviata ha richiesto ai destinatari di comunicare al Servizio Politiche Sociali entro il 2 maggio un programma di riapertura, con indicazione delle strutture e dei servizi che si intende riavviare e relativa data di avvio, oltre che delle misure di contenimento del contagio che si intendono adottare.

Per l’area della disabilità, in base alle indicazioni del Dpcm, potranno essere riaperti i centri diurni socio educativi riabilitativi (Cser), i centri diurni per disabili psico-sensoriali, l’assistenza educativa domiciliare, l’assistenza educativa scolastica, i servizi di assistenza domiciliare (Sad) per disabili adulti, i servizi di trasporto socio-assistenziale, i servizi pomeridiani di promozione del tempo libero, i tirocini di inclusione sociale, i laboratori occupazionali, i servizi di assistenza domiciliare – gravissimi (assistente familiare/badante). Per l’area minori, i servizi coinvolti sono: assistenza educativa domiciliare, centri estivi, centri di aggregazione per bambini e adolescenti, servizi privati a carattere ludico-ricreativo (ludoteche). Per l’area anziani i servizi da considerare sono i centri diurni per non autosufficienti e con Alzheimer, i servizi di assistenza domiciliare (Sad), i servizi di assistente familiare/badante, attività varie di sostegno alla longevità attiva, il servizio Civile volontario per anziani. Per quanto riguarda gli adulti in difficoltà sono indicati i servizi di assistenza educativa domiciliare in situazioni di disagio, gli sportelli informativi per cittadini stranieri provenienti da paesi terzi, i servizi mediazione interculturale (a chiamata), i servizi diurni per persone prive di dimora o in grave emarginazione, i tirocini di inclusione sociale. Nel settore dipendenze sono coinvolti i centri diurni. Per la salute mentale si prendono in considerazione i servizi di sollievo, di ascolto delle famiglie, i servizi domiciliari di sollievo e promozione dell’autonomia della persona e della famiglia, gli interventi integrativi di promozione, accompagnamento e tutoraggio degli inserimenti lavorativi, gli interventi di promozione dell’auto-mutuo aiuto, i punti di aggregazione e socializzazione (accoglienza diurna), le attività di integrazione sociale. Per la difesa delle donne vittime di violenza potranno essere riaperti i centri antiviolenza. Le comunicazioni che arriveranno alla Regione saranno parte integrante del Piano Territoriale che verrà adottato dall’ente, in tempi utili per consentire la riattivazione già dalla data del 4 maggio. Il Piano conterrà anche modalità operative dettagliate e indicazioni sulla sicurezza sanitaria.

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